IL TANGO NUEVO: ASTOR PIAZZOLLA E SAUL COSENTINO

Di Gianni Marucelli

Al Teatro di Cestello di Firenze Donatella Alamprese rende omaggio al Tango contemporaneo.

 

Donatella Alamprese al Teatro di Cestello di Firenze - Foto di Lorenzo Franchi © 2105

Donatella Alamprese al Teatro di Cestello di Firenze – Foto di Lorenzo Franchi © 2105

 

Ad Astor Piazzolla, il grande bandoneonista e compositore che ha innovato il Tango imponendolo come genere musicale “da ascoltare”, e non solo “da ballare”, sarebbe certamente piaciuto assistere a un concerto quale quello che si è tenuto a Firenze lo scorso 18 aprile, in un affollato Teatro del Cestello, un concerto in cui sono state eseguite le sue composizioni alternandole a quelle di Saùl Cosentino, oggi considerato suo erede in Argentina.

Donatella Alamprese al Teatro di Cestello di Firenze - Foto di Lorenzo Franchi © 2105

Donatella Alamprese al Teatro di Cestello di Firenze – Foto di Lorenzo Franchi © 2105

A proporre a un pubblico attento e partecipe le opere dei due compositori, entrambi di ascendenza italiana, è stata la vocalist Donatella Alamprese , oggi considerata la migliore interprete di questo genere musicale nel nostro Paese e non solo, che non a caso ha recentemente rappresentato l’Italia a la Cumbre Mundial del Tango, tenutasi dal 26 febbraio al 7 marzo a Zarate, Buenos Aires. Il lavoro appassionato di ricerca e studio portato avanti ormai da oltre dieci anni con il chitarrista Marco Giacomini è stato riconosciuto e apprezzato dal mondo della cultura del Tango di Buenos Aires, tanto che il maestro Cosentino alcuni anni fa propose a Donatella di interpretare le sue composizioni.

Va reso merito perciò all’audacia artistica che contraddistingue la cantante di aver proposto bellissimi brani di Cosentino, sconosciuti al pubblico italiano, in una performance di alto profilo emotivo ed artistico, accompagnata magistralmente dalla chitarra di Marco Giacomini, dal violino di Roberto Cecchetti e dal bandoneon di Francesco Furlanich.

Se Astor Piazzolla non è mai stato “profeta in patria”, in quanto il suo modo innovativo di intendere il Tango fu duramente osteggiato in Argentina (ma accolto con entusiasmo in Europa e in U.S.A.), Saùl Cosentino non è viceversa ancora notissimo nel nostro continente, pur essendo un musicista di altissimo valore e il maggiore compositore vivente di Tango, la cui storia personale, oltre a intrecciarsi con quella di Piazzolla, si è arricchita della frequentazione con tanti altri musicisti e poeti, quale Eladia Blazquez, Ernesto Pierro e lo stesso , da poco scomparso, Horacio Ferrer.

Donatella Alamprese e il maestro Saul Cosentino

Donatella Alamprese e il maestro Saul Cosentino

In qualche modo ben si attaglia a Saùl Cosentino, con metafora scherzosa, un verso di Dante: venuto “di cielo in terra/a miracol mostrare”, in quanto il Maestro ha svolto per decenni la professione di pilota, ai comandi di velivoli sulle rotte nazionali e internazionali, componendo musica tra un volo e l’altro al pianoforte, fino ad abbandonare questa attività per dedicarsi interamente alla composizione.

Donatella Alamprese e il maestro Saul Cosentino

Donatella Alamprese e il maestro Saul Cosentino

Si capisce, allora, come la sua musica possa apparire lieve come l’aria e concreta come la vita quotidiana, rapirti il cuore e, insieme, serrarti la gola, tanto più quando è interpretata da una voce straordinaria come quella di Donatella Alamprese. Così è stato in questo concerto a Firenze, quando sono risuonate le note di uno dei maggiori successi di Cosentino, “Sin tu mitad”, o quelle di “Las hojas del Otono”, ambedue sui testi di Eladia Blazquez, “ Me dejaste en gris” con le liriche di Dedè Wolff, prima moglie di Piazzolla o ancora del brano strumentale “La depre” (abbreviazione, come spiega lo stesso Maestro, di “depressione”), eccellentemente eseguito da Giacomini, Furlanich e Cecchetti.

Donatella Alamprese al Teatro di Cestello di Firenze - Foto di Lorenzo Franchi © 2105

Donatella Alamprese al Teatro di Cestello di Firenze – Foto di Lorenzo Franchi © 2105

Un viaggio speciale e raffinato che il pubblico ha accolto calorosamente, tributando il giusto applauso all’Alamprese, voce della cultura argentina contemporanea, e ai bravissimi musicisti in scena.

Saul Cosentino e Astor Piazzolla

Saul Cosentino e Astor Piazzolla

Il nostro augurio è che presto si possa assistere, in Italia, a uno spettacolo interamente dedicato alle opere di Saùl Cosentino, magari alla presenza del Maestro stesso, che meriterebbe ampiamente questo riconoscimento da parte del Paese da cui proviene la sua famiglia.

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