LA “ROTTAMAZIONE” DEL CORPO FORESTALE: ALTRI RISCHI PER L’AMBIENTE

Di Gianni Marucelli

Con licenza CC BY-SA 3.0 tramite Wikimedia Commons.

 

In agenda in Parlamento da molti mesi, si concretizza adesso il riordinamento della Pubblica Amministrazione, nell’ambito del quale ci interessa in particolar modo il previsto accorpamento del Corpo Forestale dello Stato a un’altra organizzazione, forse la Polizia dello Stato, meno prevedibilmente i Carabinieri. Peggiore ancora, l’ipotesi di “spacchettamento” della Forestale, un pezzo ai CC, un pezzo alla PS, un pezzo alle Polizie provinciali: un orrore che non sembra ancora scongiurato.

Da questa rivista, più volte abbiamo denunciato gli atteggiamenti assai poco meditati del Governo Renzi nei confronti delle questioni ambientali: stavolta l’errore, in nome della spending review, appare più marchiano del solito e non possiamo esimerci dal commentarlo.

In un periodo in cui le ecomafie imperversano, i delitti contro l’ambiente sono sotto gli occhi di tutti, la salute dei cittadini è minacciata anche sotto il profilo agro-alimentare, si assume l’improvvida decisione di smantellare l’unico Corpo di Polizia altamente specializzato nel combattere questi crimini, con una propria insostituibile autonomia e organizzazione, per risparmiare non si sa cosa, visto che il personale verrà mantenuto in servizio e così le Stazioni e i Comandi, nonché, si spera, la Scuola dove si formano i nuovi quadri.

Ovviamente, non siamo i primi a intervenire sulla questione: nei giorni scorsi, anche il Procuratore Nazionale Anti-mafia si è detto assai preoccupato per come si stanno mettendo le cose.

Contrarie al provvedimento, oltre che i Partiti di opposizione, le associazione ambientaliste, parte delle organizzazioni sindacali, ovviamente lo stesso CFS, oltre che numerosissimi esponenti del mondo scientifico e culturale.

Una domanda, cui non verrà data risposta perché non esiste, balza alla mente: se, come affermato dal Governo, l’Europa ci chiede di unificare i Corpi di Polizia, sopprimendone uno, qual senso può avere la scelta proprio del Corpo Forestale, quale agnello sacrificale, e non quella delle Polizie Provinciali, il cui mantenimento appare davvero incomprensibile nel momento in cui si sono soppressi gli Enti di riferimento, cioè le Province?

Se tra i nostri lettori c’è qualcuno che vuol provare a sciogliere questo enigma, ne sarò bel lieto…

 

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