Il grande cielo

Un racconto di Guido De Marchi tratto dal suo libro: Voci dal terzo millennio – 4

Il grande cielo

 

 

Ero bambino quando al cinema arrivò il film “Il grande cielo”, una storia molto avventurosa ambientata nell’America del Nord – probabilmente in Canada, e l’unica cosa che ricordo è che uno degli attori era Kirk Douglas. Non intendo parlare del film, ma delle sensazioni che mi lasciò e che per lungo tempo ispirarono il mio senso dell’avventura.

In quei tempi – eravamo negli anni Cinquanta – vivevo in Val Bisagno, subito dopo lo stabilimento del gas, dove si ergevano montagne di carbone fossile che tutta una serie di carrelli su rotaie aeree trasportava ai forni; qui veniva parzialmente bruciato e poi recuperato sotto forma di carbon coke che, sempre coi soliti carrelli, andava poi a formare altre collinette nere e fumanti.

Sulla collina di fronte c’era la cementifera, altro stabilimento al quale, con una lunga serie di pilastri, arrivavano, dopo un lungo percorso, altri carrelli carichi di pietre che venivano poi lavorate e trasformate in cemento.

Tuttavia, proseguendo verso la Scoffera l’aspetto industriale si attenuava e il Bisagno diventava un torrente “quasi” normale. Ad un lato correva la strada carrozzabile, con tanto di tram sferraglianti, di quelli a due vetture agganciate, con le porte aperte; dall’altro, dopo il macello comunale, la strada finiva e il torrente riacquistava il suo aspetto naturale, con terre scoscese e piccoli orti.

A quell’età noi bambini leggevamo fumetti, guardavamo Stanlio e Ollio o Totò al cinema parrocchiale, qualche raro Tarzan e un sacco di western con eroi interpretati da Gary Cooper, Randolph Scott, Errol Flynn, Tyrone Power e altri. Naturalmente poi si rivivevano le loro avventure nei nostri giochi, caracollando su e giù per le colline, con fucili di legno e pistole ritagliate da piccoli pezzi di ardesia trovata nelle discariche del Bisagno.

Il torrente Bisagno a Genova

Il torrente Bisagno a Genova

“Il grande cielo” aveva aggiunto alle nostre fantasie un qualcosa che potevamo avere: un corso d’acqua. Oddio, l’acqua del Bisagno, a parte i giorni di piena, è solo un pio desiderio, ma per suggerire alla fantasia avventure in canoa era più che sufficiente e, data la poca profondità, non si correvano neppure seri rischi. Altro nuovo stimolo, dipendente forse dal fatto che il progredire dell’età ci creava nuovi bisogni, era il sogno d’amore – nel film c’è una bella storia tra l’eroe e una giovane pellerossa – e allora, d’estate, quando la notte era costellata di lucciole che palpitavano negli angoli bui e la luna piena disegnava scie luminose sulla poca acqua evocando l’illusione di un grande fiume, noi ragazzini, seduti sui muretti dell’argine, sognavamo fughe in canoa, lassù, a nord, dove la montagna di Creto si perdeva tra le stelle. Immaginavamo le profonde foreste canadesi, il suono un po’ lamentoso di un vecchio banjo e una esotica compagna che ci facesse sognare (non sapevamo neppure che cosa, ma era bello pensarci).

A dire il vero invece di un banjo sentivamo il suono di una chitarra e a volte anche quello di un mandolino; d’estate infatti, sotto il pergolato della vicina osteria, la gente si godeva il fresco, tra una suonatina ed una cantatina.

Erano radi i lampioni, allora, e piuttosto fiochi… e si scorgevano bene le stelle in cielo. Qualche volta c’era chi riusciva a far levare in volo una minuscola mongolfiera di carta alimentata da un piccolo braciere ricavato da una scatoletta di pelati e noi guardavamo a bocca aperta quel prodigio.

I nostri sogni si intrecciavano così con una mare di altre curiosità: i racconti di caccia degli avventori delle molte osterie lungo i bordi del torrente, le avventure galanti di qualche giovane frequentatore di balere, storie di lavoro, sfottò sportivi, e così via.

Ma poi, nella quiete della notte incombente, mentre la luna si levava in cielo sempre più spavalda ridisegnando i profili delle colline e si rimaneva soli… il pensiero tornava là, ad una fuga lungo il grande fiume dei nostri sogni su una canoa, con un piccolo banjo da strimpellare ed una compagna con la quale inventare nuove meravigliose avventure.

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CC BY-NC-ND 4.0 Il grande cielo by www.italiauomoambiente.it is licensed under a Creative Commons Attribution-NonCommercial-NoDerivatives 4.0 International License.

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