Biblioteca scolastica che passione!

Di Paola Capitani

“Scaffale libri” di ​wikipedia user Mix. Con licenza CC BY-SA 3.0 tramite Wikimedia Commons.

Da sempre la scuola fa parte della mia vita: alunna, insegnante, madre, rappresentante di classe, scrittrice di articoli e saggi, formatrice, consulente per servizi informativi, facilitatore di tavolo in sistemi di comunicazione interattiva. Il mio calendario non può essere quello solare, ma solo quello scolastico: da ottobre a giugno, secondo il vecchio orario di tempi lontani, quando la scuola cominciava il primo ottobre e già il 4 ottobre era vacanza per San Francesco, patrono d’Italia.

I rumori a me più familiari sono: il gesso che stride sulla lavagna nera (quella appunto di lavagna), il trillo della campanella che ritma la giornata, gli schiamazzi dell’intervallo e dal cambio di insegnante, il silenzio che precede l’interrogazione, quando ansiosi si aspetta la citazione del cognome del “destinato al sacrificio”. Momenti magici, paure, ilarità, timori, complicità, un patrimonio di ricordi, che hanno formato caratteri, persone, individui. Ecco perché vedere e sentire che qualcuno ha vissuto la scuola come perdita di tempo, come spazio vuoto, come inutile momento fa veramente paura e invita a riflettere.

Cosa è accaduto? Cosa ha rotto il meccanismo? I giovani sono cambiati? È ovvio! Sono forse uguali gli oggetti, i fatti, i pensieri, la vita di oggi rispetto a quella di 30 anni fa, ma anche di ieri? E questa rapida trasformazione come viene interpretata, vissuta, “comunicata” ai giovani di oggi? Non si può montare su un jet e pensare che funzioni ancora come un treno a vapore. Questo forse alcuni “illusi” immaginano, specialmente quelli che dicono che “i ragazzi di oggi sono difficili”, sono demotivati, non hanno punti di riferimento. Ma chi sono i responsabili di queste carenze: loro?? Chi li ha dato esempi e schemi? Chi li fornisce continui stimoli negativi?

Nella “società della conoscenza” dovremmo essere comunicatori, in grado di interagire e come diceva uno slogan letto anni fa alla Fortezza da Basso per il Town meeting “Interazione per l’innovazione”. L’innovazione non comincia nelle tecniche, inizia da noi e come dice la bella frase di Charles Darwin “Non è la più forte specie che sopravvive, né la più intelligente, ma quella più reattiva ai cambiamenti”.

 Ecco il primo tasto dolente: il cambiamento inizia dai docenti, dai genitori, dalle famiglie, dalle istituzioni che, spesso, sono arroccate su ruoli e funzioni che danno potere (apparente.. spesso) o sicurezza. Nei veri saggi educativi le unità didattiche sono su “quello studente” e “quello solo”, poiché non ci sono ricette pronte per l’uso: l’insegnamento è giorno per giorno, l’apprendimento cambia e l’interesse insieme a lui. E come diceva John Naisbit ad un celebre convegno in Palazzo Vecchio nel 1984… “la conoscenza nelle mani di molti non il denaro nelle mani di pochi”.. e già allora lui abitata in uno sparuto paesino nel Montana, ma doverosamente connesso in rete con tutte le tecnologie esistenti. Una lettura da ripercorrere fedelmente quella di Bianca Bianchi che nel suo Per una scuola d’Europa scriveva nel 1964 principi e metodi che ancora oggi nel terzo millennio sono di la da venire… Bianca Bianchi, Teresa Mattei, recentemente scomparsa, Maria Montessori, sono i nomi che con Don Milani andrebbero ritrovati e riletti per interessanti riflessioni progettuali.

“Old book bindings” di Tom Murphy VII – Opera propria. Con licenza CC BY-SA 3.0 tramite Wikimedia Commons.

“Mettersi in gioco” è il dovere del nuovo “facilitatore”, di chi ha capito dove si dovrebbe andare e soprattutto come. E’ difficile trovare la via, e soprattutto il gruppo allenato. Una sfida per un mondo spesso fermo nelle pastoie burocratiche e con tempi di realizzazione lentissimi. Perché i paesi europei e industrializzati non investono in Italia: perché i tempi economici sono troppi lunghi e quindi non è un paese interessante per i mercati. Questo il parere che circolava su alcuni giornali mesi fa. Siamo il paese del dire, ma non del fare e ripetiamo slogan e concetti, senza poi verificare se sono stati attuati e realizzati. La forma vince sulla sostanza, l’apparenza sulla qualità.

Si annaspa sul trend del momento ma non ci si domanda chi fa cosa e da quando e come… si parte senza riflettere, senza informarci, senza documentarci.. poi ci si ferma… sovrastati da impegni più grandi di noi, senza gli opportuni supporti economici ed umani… già la risorsa umana quella che effettivamente regge i progetti e fa progredire, che va avanti e supporta tempi e modalità, ma deve essere preparata e motivata, altrimenti ogni bel progetto naufraga tristemente…

Per costruire la squadra ci vuole allenamento, oltre alla condivisione di metodi e obiettivi, occorre rispetto dell’altro e sinergia di competenze. La metafora: il team della Formula 1. Nessun bravo pilota vincerebbe la sua coppa se quei tecnici, ciascuno diverso per esperienza e competenza, non svolgessero al meglio il proprio lavoro, nel rispetto delle singole differenze. Ogni bullone è fondamentale, così come il riempimento del serbatoio, o la pressione delle gomme, e il tutto fatto nel rispetto dei tempi e degli obiettivi. Con una grande lezione di rispetto e di educazione: ognuno conta per ciò che sa fare al meglio nel suo settore, non per titoli o diplomi, che spesso sono stati rilasciati in periodi temporali datati e non più in relazione al profilo professionale della persona di oggi, nel suo contesto e nella sua esperienza di lavoro.

Paola Capitani: Formatrice e consulente, coordina dal gennaio 2000 il gruppo on line “web semantico” http://gruppowebsemantico.blogspot.it  http.//libronelbicchiere.blogspot.it). Pubblica libri, articoli, saggi e e-book quali i due recenti per FrancoAngeli Scuola Domaniì” (2006), Il knowledge management (2006) e due ebook uno per www.ebooks.garamond.it Comunicare diversa-mente (2008) e il Multilingual glossary for communication/knowledge/information (www.reterei.eu). Coordina la Banca del Tempo di Borgo San Lorenzo e svolge attività di volontariato da oltre venti anni. Pubblica su www.bibliotecheoggi.it e sulle riviste digitali www.italiauomoambiente.it e www.igel.it

Please follow and like us:
RSS
Follow by Email
Instagram
Share Button

CC BY-NC-ND 4.0 Biblioteca scolastica che passione! by www.italiauomoambiente.it is licensed under a Creative Commons Attribution-NonCommercial-NoDerivatives 4.0 International License.

Aggiungi ai preferiti : Permalink.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *


Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.