Trascuratezza e stato di abbandono del parco di Villa Fabbricotti di Firenze

Di Alberto Pestelli

Villa Fabbricotti, Firenze – Alberto Pestelli © 2015

Come si fa a non approfittare di una bella giornata di sole – invernale – per andare alla scoperta – o riscoperta – di una Firenze da tanti dimenticata?

Si sale sul proprio mezzo a quattro ruote e, dopo aver sistemato la borsa con la Nikon D3000 e attrezzatura annessa sul sedile del passeggero, eccoci in marcia. Direzione via Vittorio Emanuele II a Firenze dove c’è il monumentale ingresso di Villa Fabbricotti non molto distante da un’altra importante villa: Il museo Stibbert e il suo bel parco all’inglese. Di quest’ultimo ne parleremo in un altro articolo.

Concentriamoci su Villa Fabbricotti che, a causa di quel che ho visto e fotografato, ha la priorità assoluta.

Varchiamo il cancello. L’entrata è ben curata forse grazie all’esistenza, sulla destra, del gradevole e simpatico bistrot che ci tiene al decoro.

Già, il decoro! Ecco, tutto questo termina lì. Ma procediamo con ordine. M’incammino prendendo la strada asfaltata invece del vialetto sterrato che sale verso la villa da sinistra (l’ho percorso al ritorno). Man mano che mi avvicino alla villa mi rendo subito conto del grande stato di trascuratezza in cui è immerso tutto il complesso.

Villa Fabbricotti, Firenze - Alberto Pestelli © 2015

Villa Fabbricotti, Firenze – Alberto Pestelli © 2015

Qualcuno potrebbe storcere la bocca e dire che è normale che il parco sia ridotto così visto la stagione fredda. Non sono concorde, io. Un parco o un giardino non trascurato è bello e rigoglioso anche nei mesi più rigidi. E il parco del museo Stibbert è la prova tangibile, ma né parlerò un’altra volta.

Villa Fabbricotti, Firenze - Alberto Pestelli © 2015

Villa Fabbricotti, Firenze – Alberto Pestelli © 2015

Villa Fabbricotti si trova in posizione elevata rispetto all’entrata di via Vittorio Emanuele II. È un edificio a pianta rettangolare di semplice fattura. Una piccola torre merlata la sovrasta e nella parte frontale – quella che guarda verso l’ingresso – c’è un bel loggiato.

Dal sottostante prato, ricco di erbacce, parte una rampa di scale che porta al livello inferiore. Da queste altre due scale uguali ai lati permettono al visitatore di scendere fino al piano della strada.

Come ho detto in precedenza, alla villa si accede anche dalla strada sterrata che teoricamente è più suggestiva dell’altra per la presenza di qualche scultura e di un ninfeo completamente invaso da piante e rovi. Qui, più di ogni altra zona del parco, è visibilissimo lo stato d’abbandono. Nel parco è presente una piccola cappella (a stretto contatto con la villa) il cui stile ricorda quello del Pantheon e, nel prato retrostante, c’è un tempietto a tholos di chiaro stile neoclassico.

Villa Fabbricotti, Firenze - Alberto Pestelli © 2015

Villa Fabbricotti, Firenze – Alberto Pestelli © 2015

D’interesse particolare è il grande Cedro del Libano detto Albero della Pace. Esso era alto circa ventiquattro metri e si trovava nel piazzale occidentale della Villa. Pare che fosse stato piantato un secolo e mezzo fa ai tempi di Firenze capitale. Nel 2001 la monumentale pianta si è seccata ma il tronco e alcuni rami principali sono stati conservati e ben visibili nei pressi di un lato della villa.

Albero della Pace, Villa Fabbricotti, Firenze - Alberto Pestelli © 2015

Albero della Pace, Villa Fabbricotti, Firenze – Alberto Pestelli © 2015

Il luogo, in origine, aveva la funzione di casino per la caccia. Per questo motivo il parco è quasi del tutto “rivestito” a foresta, habitat idoneo a ospitare una fauna avicola ben nutrita.

Non può farci altro che piacere che tra le macchie e la massa boschiva trovano rifugio specie più o meno protette. Il parco è quindi il paradiso per lo scricciolo e il fringuello, per il cardellino e il verdone, per il merlo e l’upupa e tanti altri ancora.

Villa Fabbricotti, Firenze – Alberto Pestelli © 2015

Villa Fabbricotti, Firenze – Alberto Pestelli © 2015

Tuttavia, anche se è una casa sicura per gli animali selvatici, anche l’occhio del visitatore vuole la sua parte. Occorrerebbe rivalutare la villa e l’intero parco perché lo stato di abbandono è uno schiaffo alla città. Sono consapevole che i fondi sono pressoché insufficienti e vengono destinati ad altri progetti forse più urgenti… però…

Villa Fabbricotti, Firenze – Alberto Pestelli © 2015

Però, per non addentrarci troppo nel gioco delle responsabilità – l’intero complesso è del comune di Firenze e patrimonio del Quartiere 5 – basterebbero degli sponsor, magari anche uno che permetta di avviare un progetto per far tornare a nuova vita un angolo nascosto e pregiato di Firenze. Per non sfigurare con i “forestieri” o col dirimpettaio parco del famoso Museo Stibbert… ma, come dicevo prima, questa è un’altra storia.

Alberto Pestelli 20 gennaio 2015

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