Trentino Alto Adige – Un lago che vale una Carezza…

Di Alberto Pestelli

Il lago di Carezza - Alberto Pestelli © 2012

Il lago di Carezza – Alberto Pestelli © 2012

Amanti dei giri tortuosi – specie se compiuti dalla mattina alla sera – macinando chilometri e chilometri, dopo interminabili saliscendi, curve e tornanti, siamo giunti, finalmente, a farci accarezzare dalla bellezza di un piccolo lago… il lago di Carezza… appunto!

Provenienti da quel di Siusi, la sosta con passeggiata lungo le sponde del meraviglioso specchio d’acqua dolomitico e pranzo a base di polenta, funghi, salcicce, formaggi d’alpeggio e fiumi di birra, era d’obbligo.

Lasciata l’automobile presso l’affollato parcheggio e percorsa una breve galleria per non farci attraversare la statale 241, che porta al passo di Costalunga e infine in Val di Fassa, eccoci a specchiarci sul lago, proprio come le magiche dirimpettaie maestose cime del gruppo del Latemar.

Il lago di Carezza - Alberto Pestelli © 2012

Il lago di Carezza – Alberto Pestelli © 2012

Il Karersee (nome in tedesco del laghetto), si trova nell’alta Val d’Ega a circa 1500 metri sul livello del mare e dista venticinque chilometri da Bolzano.

Il lago di Carezza - Alberto Pestelli © 2012

Il lago di Carezza – Alberto Pestelli © 2012

Essendo il luogo nella zona d’influenza ladina, il lago è chiamato Lec de arcoboàn, in altre parole il lago dell’arcobaleno. Non ha immissari di superficie ma è alimentato da sorgenti sotterranee. A seconda delle stagioni e delle condizioni del tempo meteorologico il suo livello e la sua grandezza variano. Con lo scioglimento delle nevi, in primavera inoltrata, presenta la sua massima espansione e profondità (290 metri di larghezza per 140 di lunghezza per 18 metri di profondità). In autunno inoltrato il livello dell’acqua diminuisce a circa sei metri. Durante l’inverno l’acqua ghiaccia.

Il lago di Carezza - Alberto Pestelli © 2012

Il lago di Carezza – Alberto Pestelli © 2012

Nelle sue acque vive un salmerino alpino – una specie di trota – grande vorace predatore di piccoli pesci, insetti, larve e crostacei.

Il lago è completamente circondato da boschi di abete rosso (Picea abies) che, grazie al suo utilizzo per la costruzione di casse armoniche di strumenti a corda (in special modo violini e similari) è definito abete di risonanza.

Il lago di Carezza - Alberto Pestelli © 2012

Il lago di Carezza – Alberto Pestelli © 2012

C’incamminiamo lungo il sentiero attrezzato che ci permette di compiere il periplo del lago in perfetta sicurezza. Infatti, non è possibile accedere alle sue rive. Si cammina senza fretta perché essa porta solo al vago ricordo di un luogo. È bene, quindi, misurare i propri passi: si sente il contatto con la natura e ci si riempie gli occhi di colori, le orecchie di suoni, i polmoni di aria pura e… e non importa se rimaniamo indietro rispetto a tutti gli altri visitatori che non vedono l’ora di tornare verso i vari negozietti e tavole calde vicino al parcheggio… hanno paura di non trovare posto ai grandi tavoloni. Tutti alla fine si sentiranno sazi, anche quelli che si sono attardati a catturare una sensazione in più.

Alla fine anche noi, a tavola, mangiamo di gusto pensando alla carezza di un laghetto magico!

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