Tino e le meraviglie della natura

Di Guido De Marchi

Era un bambino curioso, Tino, così era sempre il primo a sapere qualcosa sul mondo che lo circondava: fin da piccolo era stato attratto dagli insetti, dalla loro varietà di forme e colori, dal loro diverso comportamento, dai suoni, come il canto di grilli e cicale; il suo mondo si era poi ampliato con la conoscenza di – rettili, lucertole, gechi, ramarri, piccole bisce – o a quella degli anfibi come rane e rospi, di questi ultimi era rimasto affascinato dai processi metamorfici. Infatti, Tino aveva notato dapprima le lunghe file di uova nere ancorate ai lunghi muschi dei laghetti nel torrente, poi le aveva viste trasformarsi in girini con tanto di coda, poi in saltellanti ranocchietti che avevano sviluppato delle belle zampette e persa la coda; successivamente aveva notato che non tutti erano uguali, alcuni, di un leggero color nocciola, che continuavano a vivere nelle zone umide del torrente, altri provenienti da chissà dove, di un bel colore verde brillante vivevano invece sui bassi rami dei salici sopravvissuti alle piene invernali.

Fantasticava, Tino, su queste sue osservazioni che collegava spesso ad alcune novelle ascoltate dalla nonna o all’asilo, o alla scuola, dove un incantesimo poteva trasformare un principe in un rospo o in un altro animale.

Mentre per i suoi compagni di giochi tutto quanto rientrava nella normalità del loro mondo, per Tino tutto era fantastico, straordinario, una continua fonte di meraviglie delle quali non finiva mai di saziarsi.

Grotte di Toirano (44).JPG

“Grotte di Toirano (44)” di Rinina25 / Twice25 – Fotografia autoprodotta. Con licenza CC BY 2.5 tramite Wikimedia Commons.

Figurarsi quindi la sua meraviglia quando, attorno agli otto anni, i genitori portarono Tino a visitare le grotte di Toirano; il bimbo non aveva mai saputo che sotto terra potesse nascondersi un mondo così straordinario e misterioso, ancora di più lo sconvolse la scoperta dei cristalli con i loro meravigliosi colori, i loro riflessi, le loro trasparenze: un nuovo mondo era stato appena aperto ai suoi occhi lasciandolo eccitato e pieno di curiosità che i poveri genitori non potevano certo soddisfare.

grotte_3Per consentire a Tino di informarsi meglio lo portarono al Museo di Storia Naturale.

Per molti bambini la visita al museo è bella, soddisfa la loro curiosità di vedere come sono fatti animali visti solo sui fumetti, ma poi, guardano tutto il resto frettolosamente mentre girano alla ricerca di animale esotici o di dinosauri. Per Tino non fu così: ogni vetrina era una gioiosa meraviglia, un qualcosa da conoscere, rivedere, col cui ricordo poter alimentare l’inappagabile curiosità che provava nel confronto di tutto ciò che lo circondava. Fu difficile per i suoi genitori riuscire a portarlo via dal museo, ma Tino ne divenne uno dei più assidui frequentatori.

Tino crebbe praticando per alcuni anni, in età adeguata, la speleologia per esplorare il mondo sotterraneo, ma alla fine il suo amore per il mondo animale finì col fargli scegliere la zoologia, scienza nella quale divenne un valido e noto esperto.

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CC BY-NC-ND 4.0 Tino e le meraviglie della natura by www.italiauomoambiente.it is licensed under a Creative Commons Attribution-NonCommercial-NoDerivatives 4.0 International License.

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