Valle d’Aosta

Di Maria Iorillo

"Regione-Valle d'Aosta-Gonfalone". Con licenza Copyrighted tramite Wikipedia.

“Regione-Valle d’Aosta-Gonfalone”. Con licenza Copyrighted tramite Wikipedia.

Spiriti liberi. Ecco come ci definiamo durante i nostri viaggi. Stabilita la meta, si parte pronti a scoprire il vero volto dei luoghi. Ѐ vietata l’autostrada, troppo monotona. Sono obbligatorie, invece, le tappe fuori programma. Quante sorprese in queste escursioni extra.

La sosta in Val d’Aosta, prima di oltrepassare il Piccolo San Bernardo per arrivare in Francia, è durata quattro giorni, troppi forse per un qualsiasi altro turista, considerando l’estensione della regione più piccola d’Italia. Pochi, invece, per chi, come noi, pretende di “viverlo” tutto il luogo per coglierne l’anima.

Pont Saint Martin – Alberto Pestelli © 2007

Donnas: l'antica strada romana - Alberto Pestelli @ 2007

Donnas: l’antica strada romana – Alberto Pestelli @ 2007

Entrati in Val d’Aosta, dopo aver attraversato il Piemonte, il primo comune visitato è stato Pont Saint Martin. Mi sono sentita subito catapultata in un’altra dimensione, lontana dalla realtà caotica di Roma, la città in cui vivo.

Graziose casette in pietra o in legno e con tetti a spiovere, con finestre e balconi impreziositi da cascate di fiori multicolori. Paesi a festa, dove la vita sembra scorrere con altri ritmi, accompagnati dal canto dell’acqua. Caratteristica di Point Saint Martin è un ponte romano sul fiume Lys che scorre birichino in mezzo al paese. E quel canto l’abbiamo ritrovato in ogni paese, in ogni valle, ai bordi delle strade, sui fianchi delle alte montagne. Il ruscello, l’amico della mia infanzia. Simbolo del mio animo, ora pacato, ora inquieto.

Ghiacciaio del Monte Bianco in Val Ferret - Alberto Pestelli © 2007

Ghiacciaio del Monte Bianco in Val Ferret – Alberto Pestelli © 2007

Monte Rosa - Alberto Pestelli © 2007

Monte Rosa – Alberto Pestelli © 2007

Cogne: sullo sfondo il ghiacciaio del Gran Paradiso - Alberto Pestelli 2007

Cogne: sullo sfondo il ghiacciaio del Gran Paradiso – Alberto Pestelli 2007

Abbiamo percorso, durante il primo giorno, tutta la valle orizzontalmente, in un percorso ora lineare ora curvoso, e incorniciata dai boscosi monti. Ma al di sopra di tutti troneggiano i ghiacciai del Monte Bianco, del Monte Rosa, del Cervino e del Gran Paradiso. Sentinelle dalla bianca testa. Giganti buoni.

La valle è attraversata, in tutta la sua lunghezza, al centro dalla Dora Baltea, e lateralmente dall’autostrada e dalla statale. Qua e là piccoli paesi in apparenza simili fra loro, ma ognuno con una propria caratteristica. Saint Vincent, Cervinia, Courmayeur, La Thuile, Cogne, Gressoney e altri, e, naturalmente, Aosta. Di tanto in tanto si rimane sorpresi di fronte alla magia dei castelli disseminati un po’ dappertutto.

Aosta: l'antica porta romana - Alberto Pestelli © 2007

Aosta: l’antica porta romana – Alberto Pestelli © 2007

Aosta: l'arco di Augusto - Alberto Pestelli © 2007

Aosta: l’arco di Augusto – Alberto Pestelli © 2007

Aosta - Alberto Pestelli © 2007

Aosta – Alberto Pestelli © 2007

Aosta - Alberto Pestelli © 2007

Aosta – Alberto Pestelli © 2007

Alcuni diroccati, altri bellissimi ma chiusi al pubblico e altri visitabili solo in parte. Come il Castel Savoia, residenza estiva della regina Margherita, il Forte Bard, il Castello di Fenis. Dimore di storie antiche che affascinano per i misteri e per ciò che essi rappresentano nella mente di chi ha la fortuna di passeggiare tra le loro sale ricche di arazzi, affreschi, mobili antichi e segreti. I castelli, libri da leggere per scoprire storie che appartengono al passato ma che hanno contribuito certamente alla costruzione della storia di ognuno di noi.

Il Forte di Bard - Alberto Pestelli © 2007

Il Forte di Bard – Alberto Pestelli © 2007

Val di Gressonay: Castel Savoia - Alberto Pestelli © 2007

Val di Gressonay: Castel Savoia – Alberto Pestelli © 2007

Castello di Fenis - Alberto Pestelli © 2007

Castello di Fenis – Alberto Pestelli © 2007

La Valle d’Aosta è stata ed è terra di passaggio, di popoli e culture, porta i segni di influenze straniere e di tradizioni diverse. Infatti, oggi non si parla solo italiano ma anche il francese, unica lingua, invece, prima dell’unità d’Italia. I nomi delle valli, dei paesi e delle vie, sono quasi tutti francesi. Le scuole elementari si chiamano “Ècole primarie”. Il Municipio “Hotel de la Ville”. Il forno “boulangerie”. Quasi una anticipazione alla prossima tappa del nostro viaggio, la Savoia francese. Anche i sapori sono più forti.  Squisite la polenta concia e la fontina ad amalgamare gli ingredienti di gustose pietanze.

Gressonay Saint Jean - Alberto Pestelli © 2007

Gressonay Saint Jean – Alberto Pestelli © 2007

Val Ferret - Alberto Pestelli © 2007

Val Ferret – Alberto Pestelli © 2007

Val di Cogne: Cascata di Lillaz - Alberto Pestelli © 2007

Val di Cogne: Cascata di Lillaz – Alberto Pestelli © 2007

Ma il fascino di questa regione lo si scopre e subisce entrando nelle valli laterali. Dalla vallata centrale, attraverso strade ricche di tornanti a strapiombo, si arriva a queste piane sospese tra cielo e terra, dove i ghiacciai spiccano sui paesaggi e sembrano così vicini da poterli toccare con un dito.

E in esse che d’inverno gli sciatori provano l’ebbrezza di andare forte come il vento sul manto bianco che ricopre i prati. Quelle distese che, al calore del sole d’aprile, rinverdiscono e invitano a passeggiare a piedi nudi per sentire le carezze della natura.

Il Lago Blu - Alberto Pestelli © 2007

Il Lago Blu – Alberto Pestelli © 2007

Fontainemore - Alberto Pestelli © 2007

Fontainemore – Alberto Pestelli © 2007

Val Grisenche - Alberto Pestelli © 2007

Val Grisenche – Alberto Pestelli © 2007

Qui in alto, vicino al cielo, ho avvertito forte la mia sintonia con quella natura quasi incontaminata. Così incredibilmente forte e imponente. “Vorrei essere ingoiata dalla forza di quelle rocce e amalgamarmi in esse. Chissà se fossi parte di un gigante, sarei più forte e sicura di fronte alle intemperie”. Questo il pensiero che mi suonava dentro ogni volta che il mio sguardo si allungava fra quei monti. I loro ghiacciai si scioglievano, forse commossi, e rigagnoli di lacrime pure, scendevano lungo i loro fianchi larghi e verdi. Cascate su strapiombi, torrenti in leggera discesa. Acqua fresca e limpida a raccogliere le mie emozioni, quelle lasciate sul torrente della mia infanzia e qui ritrovate.

Posto di ristoro sotto il Piccolo San Bernardo - Alberto Pestelli © 2007

Posto di ristoro sotto il Piccolo San Bernardo – Alberto Pestelli © 2007

La Thuile - Alberto Pestelli © 2007

La Thuile – Alberto Pestelli © 2007

Val d'Ayas - Alberto Pestelli © 2007

Val d’Ayas – Alberto Pestelli © 2007

Una, cento, mille gocce che corrono per me. Il loro canto rimprovera il mio animo per ricordargli che la vita scorre. E un giorno s’incontrerà con l’oceano. Lì dove tutto finisce o, forse, tutto comincia.

La Val d’Aosta regala immagini ed emozioni uniche, ma anche amore. Amore per la natura. Per la vita. Amore… e rispetto.

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