25 Novembre, GeneriAMO CAMBIAmenti

Di Paola Capitani

scarpette rosse

Il 25 novembre 2014, in occasione della giornata internazionale contro la violenza sulle donne, si è svolta una significativa manifestazione al Centro d’Incontro di piazza Dante 33 a Borgo San Lorenze (FI). Hanno partecipato tutte le Associazioni di Volontariato che hanno sede presso la struttura di proprietà del Comune di Borgo San Lorenzo.

Un’interazione e sinergia coinvolgenti che hanno avuto l’ideazione e collaborazione di Emanuela Periccioli delegata alle Pari Opportunità del Comune sopra citato.

Le “scarpette rosse” hanno creato un clima di positiva e partecipe collaborazione intergenerazionale tra le Associazioni ospitate nel Centro e i numerosi giovani delle diverse scuole del territorio che si sono dati appuntamento presso la sede di Re Mida in piazza Dante per discutere e COSTRUIRE, realizzare in un laboratorio di confronto manufatti cartacei SUL TEMA da esporre sia nelle vetrine del centro storico, sia in Municipio nella sala consiliare dove ancora sono collocati.

Qualche elaborato in una suggestiva processione è stato affisso nell’auditorium dove è proseguita la manifestazione in un nutrito pubblico che ha collaborato con attiva partecipazione.

   Una testimonianza nutrita, ricca di spunti e di emozioni, una testimonianza e un progetto per un domani propositivo e costruttivo di fronte ai drammi più evidenti che continuamente affollano le cronache quotidiane.

   La prima a utilizzare le scarpe rosse come simbolo della lotta contro la violenza sulle donne nel 2009 fu l’artista messicana, Elina Chauvet che creò l’installazione “Zapatos rojos”, per far conoscere la situazione della cittadina di Juarez, dove dal 1993 si erano moltiplicati i casi di “femminicidio”.

     Sono 279 le donne uccise dagli uomini in Italia nel 2013; senza contare le violenze fisiche e sessuali, psicologiche ed economiche che ogni giorno si perpetuano su milioni di donne, ragazze e bambine a partire dall’ambiente che appare maggiormente protettivo, quello domestico e familiare.

   Dati Istat del 2006 evidenziano che in Italia, su un campione di donne di età tra i 16 e i 70 anni, quasi 7 milioni di esse cioè il 31,9 % hanno subito nel corso della propria vita una violenza fisica o sessuale, di cui la prima è avvenuta più spesso ad opera del partner.

Il 93% di queste violenze non è stata denunciata

Il 34% delle donne non ne ha parlato con nessuno

Il 34,5% ha ritenuto che la violenza sia stata “molto grave” e in molte situazioni i figli vi hanno assistito; si è iniziato da poco a parlare di violenza assistita e delle sue conseguenze sui minori e gli scenari che si aprono sono veramente drammatici.

   Emanuela Periccioli, con l’esperienza da veterana docente, ha animato prima il laboratorio con gli studenti presso ReMida e successivamente l’incontro con le Associazioni del Centro d’Incontro, momento in cui si sono alternate testimonianze, musiche e brani per suscitare e vivere emozioni e suggestioni e proporre idee e progetti positivi per il prossimo futuro.

   Una calda partecipazione che ha visto giovani e adulti insieme a vibrare di tali ricordi, di tanti propositi e di struggenti momenti. Un sentito ringraziamento a tutti.

Io non ho bisogno di denaro.

Ho bisogno di sentimenti,

di parole, di parole scelte sapientemente,

di fiori detti pensieri, di rose dette presenze,

di sogni che abitino gli alberi,

di canzoni che facciano danzare le statue,

di stelle che mormorino all’orecchio degli amanti …

Ho bisogno di poesia,                         

   questa magia che brucia la pesantezza delle parole

  che risveglia le emozioni e dà colori nuovi.

 

   Alda Merini, da Terra d’amore. Milano, Acquaviva, 2003

   Così Emanuela Periccioli ha sintetizzato la giornata “… un’iniziativa che ha mirato non ad ambiziosi proclami ma a dare voce ai giovani, ai ragazzi senza soffocarli con le nostre parole, anche se  la disabitudine all’autonomia, coltivata con cura nella scuola della dipendenza, provoca poi quei piccoli “disastri”che noi tutti conosciamo quantificabili in disordine, scarso rispetto delle cose, ma niente  rappresentano questi limiti rispetto all’apertura necessaria delle menti, alla disponibilità dei cuori, al bisogno di cura ed attenzione che i giovani ci chiedono e che non sempre ottengono, alla necessità di essere visti e ascoltati anche con frasi frammentate, parole comuni e gesti chiassosi. Molti ragazzi presenti, a metà pomeriggio perfino troppi per lo spazio limitato, di età diverse, con desiderio di fare e di mettersi in gioco su una tematica così complessa e drammatica, attualissima purtroppo, ognuno con la propria sensibilità e personalità, dal silenzio alla sovrapproduzione, dall’abbraccio empatico all’aiuto ai più piccoli;  le ragazze, i ragazzi, insieme ai bambini, belli e tanti, rumorosi e vitali!

   La conclusione proposta da Anna Scalabrini chiamata dai ragazzi affettuosamente “la Registra” con l’impersonificazione di una donna uccisa e la sua rappresentazione mediante rossetto e NOME ha concluso nello stupore e con dignità un bel pomeriggio in cui molte Associazioni locali hanno trovato spazio in base alle proprie peculiarità. Un’intrigante manifestazione che è apparsa nella sua plurima e variegata ricchezza all’insegna della spontaneità.”

State molto attenti a non far piangere una donna

che poi Dio conta le sue lacrime

La donna è uscita dalla costola dell’uomo non dai piedi perché dovesse essere pestata

Né dalla testa per essere superiore

Ma dal fianco per essere uguale.. un po’ più in basse del braccio per essere protetta

E dal lato del cuore per essere amata

 

Tratto dal Talmud, insegnamenti della tradizione ebraica

Paola Capitani del coordinamento della Banca del Tempo di Borgo San Lorenzo

Paola.capitani@gmail.com

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