Incontri, ottava puntata – Quel Cavalier bianco a “dorso” d’un mulo…

Di Gianni Marucelli

"Flickr - Dario Sanches - GARÇA-VAQUEIRA ( Bubulcus ibis )" di Dario Sanches from São Paulo, Brasil - GARÇA-VAQUEIRA ( Bubulcus ibis ). Con licenza CC BY-SA 2.0 tramite Wikimedia Commons.Airone guardabuoi

Questo articolo prende spunto, a differenza di quelli che lo hanno preceduto, da un avvenimento capitatomi di recente, per di più a una manciata di chilometri da casa mia, in Toscana, nel Valdarno aretino.

È una zona, questa, dove vi sono diversi laghetti, creati utilizzando le voragini di antiche escavazioni minerarie a cielo aperto, oppure con dighe di sbarramento. Insomma, le acque sono abbastanza pulite e richiamano diversi uccelli acquatici, come i maestosi aironi cinerini. Però non avevo mai visto animali ritenuti rari per il nostro ambiente: mi sono dovuto ricredere quando, in un terreno a pascolo frequentato da pecore, ho avvistato un’intera colonia di aironi guardabuoi.

Chi sono costoro?

Sono piccoli Ardeidi, della stessa famiglia delle cicogne, ma di dimensioni notevolmente ridotte (altezza compresa tra i trenta e i cinquanta centimetri, apertura alare di circa un metro), zampe lunghe, corpo un po’ tozzo, colore prevalentemente bianco, come potete vedere dalle foto in questa pagina. Amano fare il nido a terra, meglio se fra i canneti e l’altra vegetazione riparia di laghi e fiumi, cibarsi di qualche pesciolino ma, soprattutto, d’insetti, che trovano in abbondanza su terreni arati o nei prati dove pascola il bestiame.

Non importa se siano pecore, mucche o altri erbivori: è sufficiente che, brucando, dissodino un po’ la terra mettendo “in vetrina” lombrichi, formiche e altre leccornie. Naturalmente, un servizio del genere va contraccambiato: perciò i piccoli aironi “spulciano” letteralmente i loro amici, togliendo col becco i parassiti che li infastidiscono e guadagnandosi al contempo un pasto suppletivo. Per procedere a questa operazione di pulizia, spesso salgono sul dorso dell’erbivoro “ospite”, e ci stanno anche a lungo, facendosi trasportare per campi e prati.

Purtroppo, talora capita che, dopo aver ben pranzato, scappi qualche “bisognino”, ma i trampolieri non si scomodano a scendere dalla loro cavalcatura, e lo fanno direttamente sul dorso della povera bestia.

Com’è successo alla mula Melissa, che vedete in una delle foto e che si è trovata ad avere una nuova macchia bianca sul mantello, senz’altro non richiesta. Le istantanee che proponiamo sono state scattate nel pascolo del Ranch Margherita, un luogo che abbiamo già avuto modo di illustrare ai nostri lettori. Qui vivono in operosa libertà asini, muli, cavalli, capre, pecore e un alpaca, tutti erbivori che ricevono, di tanto in tanto, le cure non disinteressate di un folto gruppo di aironi guardabuoi (in una delle foto qui proposte se ne contano una ventina).

Un’ultima notazione riguarda la diffusione di questi trampolieri. Un tempo erano limitati all’Europa (dove comunque la loro presenza è piuttosto rara e localizzata), all’Africa e all’Asia, ma la loro capacità di adattamento deve essere notevole se, di recente, hanno addirittura “conquistato” l’America e l’Oceania. Tutti territori dove gli “amici” a quattro zampe, ovviamente, abbondano…

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Incontri, ottava puntata – Quel Cavalier bianco a dorso d’un mulo di Gianni Marucelli © 2014 è distribuito con Licenza Creative Commons Attribuzione – Non commerciale – Non opere derivate 4.0 Internazionale.
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Tutte le fotografie tranne una sono di Gianni Marucelli
Flickr – Dario Sanches – GARÇA-VAQUEIRA ( Bubulcus ibis )” di Dario Sanches from São Paulo, Brasil – GARÇA-VAQUEIRA ( Bubulcus ibis ). Con licenza CC BY-SA 2.0 tramite Wikimedia Commons.

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