Incontri, quarta puntata – Il bosco degli urogalli, ovvero Madre Coraggio.

Di Gianni Marucelli

800px-ValPejo_MonteViozMonte Vioz, Val di Pejo

Sì, lo so, sono i titoli di due opere di grandi scrittori, la prima di Rigoni Stern, la seconda, famosissima, di Brecht. Eppure servono a descrivere sinteticamente quel che vi racconterò in questo articolo, e quindi me ne avvalgo impunemente, sicuro che gli Autori, nel luogo dove si trovano, mi perdoneranno.

In Val di Pejo (Parco Nazionale dello Stelvio) vi ho già guidato nella seconda puntata; risaliamo ancora questa meravigliosa vallata alpina, dominata dalle vette del Monte Vioz e del Cevedale, fino a circa 1.800 metri di quota, dove le praterie d’altura prendono il posto, gradualmente, dei boschi di larici e di abeti rossi. L’ultimo albero a cedere alle esigenze dell’altitudine è, insieme al pino mugo, il pino cembro, che in genere si rinviene isolato, o a piccoli gruppi. Ma qui, in Val di Pejo, sopravvive (almeno spero, sono passati molti anni) uno splendido, intero bosco di queste conifere.

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Un evento raro, perché la riproduzione di questi alberi avviene non tramite l’azione del vento o degli insetti, ma grazie a un uccello, la Nocciolaia (molto simile alla più nota Ghiandaia) , che ne estrae e raccoglie i gustosissimi pinoli e li seppellisce nel terreno, quali dispense per i tempi duri, che arriveranno con l’inverno. Molti di questi depositi, però, vengono ignorati o dimenticati dalle loro proprietarie, così che i semi nascosti danno origine a nuove pianticelle.

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Insomma, il bosco dove vi sto conducendo è veramente particolare, ricchissimo di suggestione e di animali. I pini cembri sono alberi longevi, ed è probabile che molti di quelli sotto le cui chiome ci addentriamo, percorrendo uno stretto sentiero, siano secolari. Camminiamo in silenzio, ascoltando le voci dei piccoli volatili che qui trovano rifugio e ristoro, e cercando magari di individuarne qualcuno tra i rami. Immaginatevi però di sostare, con la strana sensazione di essere osservati da occhi attenti: li alzate e, proprio sopra di voi, posati sui rami più bassi di un cembro, scoprite tre pulcinotti con le pupille spalancate, che cercano disperatamente di non attirare l’attenzione. Sono ricoperti di piumaggio già formato, e fin qui devono essere svolazzati, perché non vi è traccia di nido: quindi, proprio neonati non sono. Siccome non siete predatori, li osservate con curiosità, stando ben fermi per non allarmarli ulteriormente: sono veramente teneri, così spaventati. Di dimensioni, sono un po’ più grandi dei pulcini di gallina… Cosa possono essere? E dove è la loro madre? Le domande ottengono subito una risposta: un frusciar di frasche, uno starnazzare sulla sinistra del sentiero, qualcosa di simile a una fagiana, ma un po’ più grande, che trascina penosamente un’ala semidistesa. “Oh, ma è ferita!” .

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Per fortuna, all’esclamazione soffocata risponde prontamente l’amico Guardiaparco, che anche stavolta è con noi. “No! Sta benissimo!”, sussurra, “Fa solo finta di esserlo, per attirarci e distogliere la nostra attenzione dai piccoli! E’ la tecnica dell’ ala spezzata, come la chiamano gli etologi… Se non avete ancora riconosciuto l’animale, si tratta di una femmina di Gallo cedrone, o Urogallo. E lo spettacolo al quale stiamo assistendo è abbastanza raro…”. In silenzio, fingendo indifferenza, ci allontaniamo da questa Madre Coraggio, che non può sapere che noi non costituiamo una minaccia, e mette a repentaglio la sua vita per salvare i suoi pulcini. “E il maschio?”, chiediamo poco dopo. “Ma, il maschio di Gallo cedrone è imponente e bellissimo, però non s’interessa della famiglia. I suoi doveri domestici si limitano alla riproduzione…”. “Come per molti maschietti della nostra specie…”, concludo. Il vento freddo che soffia dai ghiacciai ci ricorda che tra non molto verrà l’autunno. Spero che i piccoli riescano a sopravvivere e a divenire grandi e forti. La loro mamma se lo merita, davvero.

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© copyright Gianni Marucelli 2014

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Fonte delle fotografie:

Tetrao urogallus Richard Bartz” di Richard Bartz, Munich aka Makro FreakOpera propria. Con licenza CC BY-SA 2.5 tramite Wikimedia Commons.

Cock of the Wood“. Con licenza Public domain tramite Wikimedia Commons. “Auerhahn mg-k“. Con licenza CC BY-SA 3.0 tramite Wikimedia Commons.

Capercaillie Lomvi 2004“. Con licenza CC BY-SA 3.0 tramite Wikimedia Commons. “ValPejo MonteVioz” di Original uploader was Giuliano Bernardi at it.wikipedia – Transferred from it.wikipedia; Transfer was stated to be made by User:Herzi Pinki.. Con licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 3.0 tramite Wikimedia Commons –

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