Breve viaggio nei luoghi dei miei quadri e dei miei romanzi – 5. Nebida, Masua e il Pan di Zucchero

Di Alberto Pestelli

Inutile ripeterlo… amo la Sardegna. I suoi paesaggi marini ben si prestano alle mie interpretazioni. Dall’Ogliastra raggiungiamo con un bel balzo la costa dell’Iglesiente. Si parte dalla bella spiaggia di Gonnesa e saliamo per la strada litoranea che si arrampica sulle falesie imponenti e spettacolari. Affacciarsi da esse è da capogiro. Sotto un mare splendido e smeraldino, placido in apparenza ma notoriamente pericoloso. Il mare dell’occidente sardo può essere subdolo quando si arrabbia un po’. Tuttavia non smette mai di affascinarmi, di ammaliarmi.

A Nebida si ha un primo assaggio di quello che significò per minatori il Sulcis e l’Iglesiente. Vetuste costruzioni e lavatoi abbandonati e diroccati a strapiombo sul mare testimoniano la vita di sacrifici e buia degli anni d’oro di questa bellissima sub-regione della Sardegna.

Quando si arriva a Masua e ci caliamo nella sua piccola ma particolare spiaggia e guardi il mare non posso fare a meno di sognare, di toccare con mano quell’acqua pura, di immaginare i ricordi di un vecchio minatore che, allo sbocco della galleria di Porto Flavia, pensa al passato osservando il tramonto: al sole che illumina e scalda il cuore della Madre Terra. È nata così una mia poesia che fa parte di una breve silloge di versi dedicati alla Sardegna, “L’Isola di mia Madre” (pubblicata per ilmiolibro.it nel 2008 – © copyright 2008 Alberto Pestelli; e in prima edizione digitale per youcanprint.it © 2014 Alberto Pestelli).

Questa poesia, intitolata Tramonto sul Porto, è stata scritta, in realtà, nel 2005 e pubblicata on line per liberodiscrivere.it il 5 settembre dello stesso anno. Il porto in questione è il sopracitato Porto Flavia che si trova, appunto, nei pressi del villaggio minerario di Masua. Di fronte a questo scalo scavato nella roccia a strapiombo sul mare, c’è il famoso Pan di Zucchero. Questa poesia l’ho utilizzata in un mio romanzo intitolato “Una notte su Monte Ceceri” pubblicato per youcanprint.it nel 2014 (© Alberto Pestelli 2014). Recentemente ho parlato brevemente di Masua in un racconto, “Un bicchiere di Carignano del Sulcis” della trilogia “Un Etrusco tra i nuraghes – volume 1” di prossima pubblicazione (youcanprint.it © Alberto Pestelli 2016).

Nebida, Masua e il Pan di Zucchero non appaiono solamente nelle descrizioni scritte dei miei lavori letterari. Un mio dipinto fa bella figura di sé nel salotto di un mio parente in Sardegna e tante fotografie sono conservate nei miei album digitali.

Tramonto sul Porto

Di quella scogliera

Conosco i colori d’agosto,

Le onde lievi

Che si rincorrono

E accarezzano i suoi piedi.

Di Nebida conservo,

All’alba del mio scoprire il mondo,

Le case colorate

Di minatori smessi,

Sotto l’occhio di pietra

Della montagna assorta

Alla magia del mare.

 

E poco più in la Masua

Che del suo porto

È rimasto impresso

Solo il nome d’una donna.

Ricordo d’un malinconico vecchio

Che visse nel ventre

Dell’antica madre.

 

Siede sui gradini alla spiaggia,

E osserva…

 

Dal Pan di Zucchero

Sorge al tramonto il sole.

Si colora in rosso

Il cuore della roccia.

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CC BY-NC-ND 4.0 Breve viaggio nei luoghi dei miei quadri e dei miei romanzi – 5. Nebida, Masua e il Pan di Zucchero by www.italiauomoambiente.it is licensed under a Creative Commons Attribution-NonCommercial-NoDerivatives 4.0 International License.

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