Toscana – Un paese che si fa presepio

Di Gianni Marucelli

Laterina è un comune del Valdarno aretino, e un tempo il suo capoluogo fu castello degli Ubertini di Arezzo, e terra di scontro tra Guelfi fiorentini e Ghibellini aretini; la sua importanza era strategica in quanto si trovava su quella che, allora, era la via maestra in riva destra dell’Arno.

La cosa, in parte, si perpetua nel tempo, dato che nel territorio comunale transitano sia l’autostrada del Sole che la linea ferrovia ad Alta velocità.

Ai giorni nostri farebbe notizia soltanto perché è il paese natale di Maria Elena Boschi, ex ministro per le Riforme e viceministro attualmente in carica, e forse di più in quanto, nella frazione di Ponticino, è nato il popolare cantante e presentatore Pupo.

Ma, sotto Natale, da qualche anno Laterina è anche sede di una manifestazione abbastanza singolare di “presepe diffuso”, in cui viene coinvolta buona parte della popolazione. E’ la parrocchia locale a organizzare una mostra-concorso di presepi cui partecipano sia singoli cittadini che scuole del Valdarno: le creazioni vengono presentate nelle strade principali del paese, usufruendo degli spazi offerti dal Comune e dalle botteghe. Non manca, a completare la manifestazione, un “presepe vivente” e tutto il contorno usuale di bancarelle di oggetti vari e dolciumi.

Il tutto parrebbe carino, ma piuttosto banale; senonché, a fare la differenza, è proprio la fantasia dimostrata dai realizzatori dei presepi, tra cui, come detto, si segnalano molti alunni di classi delle materne e delle elementari; una fantasia “ecologicamente orientata”, perché spesso ha portato a riciclare materiali che, normalmente, finiscono nel bidone dell’immondizia.

E’ il caso, ad esempio, del presepe realizzato con i tappi di bottiglia, o di quello i cui personaggi sono bicchierini da caffè; non manca poi chi si è dilettato nel far uso (un uso dolcissimo) di bomboloni – o Krapfen, se preferite.

Difficile stabilire quale sia il più originale: i numerosi visitatori, nonostante la serata fredda e piovosa, sono stati chiamati a esprimere la propria preferenza con una votazione.

Non vi proponiamo in calce qualche foto – effettuata con luce molto scarsa… – che può esservi di stimolo per organizzare, a casa vostra, un presepe veramente alternativo…

 

 

 

 

Galleria Fotografica – © Gianni Marucelli 2017

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LUPO: LA CONFERENZA STATO-REGIONI SI RIUNISCE PER DECIDERE

Domani, 6 dicembre, dovrebbe riunirsi la conferenza Stato-Regioni per decidere se accogliere o meno le proposte di quegli Enti locali (tra cui regioni in cui il Lupo è appena tornato, quali il Trentino e la Val d’Aosta), che vedono nel Lupo più un pericolo che una risorsa ecologica, e sarebbero ben lieti di consentire abbattimenti “selettivi”.

Intorno al tema si è sviluppata negli ultimi mesi un’accesa discussione, in cui il parere fortemente negativo di tutto il movimento ambientalista, di fronte alla proposta di consentire le uccisioni di individui di questa specie, protetta dagli anni ’70 del secolo scorso, si è scontrata con le proteste degli allevatori che chiedono più protezione per le greggi.

Il Ministero dell’Ambiente ha elaborato una sua ipotesi di compromesso, che finanzierebbe uno studio approfondito, della durata di due anni, sul numero dei lupi e sui danni effettivi apportati da questo predatore, per poi – dal 2020 – “aprire” agli abbattimenti.

La risposta delle associazioni, animaliste ma anche ambientaliste, non si è fatta attendere, con un duro comunicato di cui riportiamo un brano significativo:

«I cittadini, in milioni, hanno già espresso la propria netta contrarietà alle uccisioni, ma queste sono duramente condannate anche dal mondo scientifico – che le ha definite dannose e controproducenti come nell’ultimo recente caso dello studio dell’EURAC – e anche dalle regioni stesse, che si sono in passato espresse contro. Non si comprende perché il Ministro Galletti – il quale continua a non voler coinvolgere né rispondere alle scriventi associazioni – voglia investire milioni di euro per contare i lupi mentre invece dovrebbe finanziare le misure di prevenzione – vigilanza, guardiania con l’ausilio di cani, recinzioni fisse e mobili – che se fossero obbligatoriamente applicate tutelerebbero anche gli animali da allevamento risolvendo qualsiasi conflitto. Invece, sembrerebbe cedere – forse per non perdere qualche consenso ?- a chi pretende di allevare gli animali liberi senza alcuna forma di protezione e anche a quegli allevatori che si sono trasformati in bracconieri. Non è Galletti, non è lo Stato e il suo Ministro per l’Ambiente che dovrebbe tutelare la biodiversità e proteggere gli animali selvatici, tra l’altro considerati dalla legge beni indisponibili dello Stato?».

Da parte nostra, abbiamo sempre sostenuto e continueremo a sostenere che il Lupo è un imprescindibile protagonista del ripristino degli equilibri ecologici nel nostro ambiente, senza il cui contributo il numero – già molto alto – di ungulati, quali caprioli e cinghiali, diverrebbe non più sostenibile per le colture agricole. Inoltre, il Lupo è già sotto pressione per il gran numero di uccisioni illegali che vengono perpetrate. ogni anno, senza contare gli individui vittime di incidenti vari, per lo più stradali.

Pertanto, ogni “apertura” a possibili abbattimenti di selezione sarebbe recepita come un invito a sparare indiscriminatamente a ogni Lupo, mettendo di nuovo a rischio, nel giro di pochi anni, la sopravvivenza della specie, già di per sé compromessa dalle ibridazioni con cani rinselvatichiti.

Pertanto, manteniamo decisamente il nostro “no” a ogni ipotesi di ritorno alle uccisioni di questo predatore.

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