Donatella Alamprese torna alle origini del suo “cantar Tango”

Un articolo di Gianni Marucelli

“Tangosuite” va in scena al Politeama di Prato

Non vi sono molti artisti disposti a confrontarsi con il proprio passato, in genere è considerato più stimolante affrontare nuove sfide, percorrere strade mai battute… Non così Donatella Alamprese che, a distanza di dodici anni, ripropone, con qualche aggiustamento, lo spettacolo che l’ha lanciata nel mondo del Tango cantato, assicurandole un successo internazionale.

“Tangosuite” andrà, infatti, nuovamente in scena in un grande teatro, il Politeama di Prato, il prossimo 21 ottobre, con inizio alle 21,00, e non esitiamo a scommettere che troverà ancora il consenso del pubblico e della critica.

Non potrebbe essere altrimenti, visto che vi trovano spazio i maggiori successi sia del Tango classico che di quello Nuevo, a partire dai capolavori di Carlos Gardel per arrivare, attraverso un entusiasmante percorso, ad Astor Piazzolla e a Saul Cosentino, che di Piazzolla è considerato l’erede.

Se vi è un particolare che è sostanzialmente mutato, in questi anni, è la qualità del connubio Donatella/Tango: già alta all’inizio, come se la voce di Donatella fosse naturalmente portata a questo genere musicale, si è accresciuta nel tempo, anche grazie alla collaborazione della nostra artista con personaggi quali lo stesso Maestro Cosentino e la poetessa argentina Marta Pizzo, tanto che adesso possiamo senza alcuna reticenza affermare che, se Donatella Alamprese è fatta per il Tango, il Tango stesso è fatto per Donatella.

Vi sono poche interpreti al mondo che sappiano valorizzare i brani “tangueri”, quelli noti e quelli meno conosciuti, come la nostra cantante; e ciò è dovuto fondamentalmente a tre fattori: la straordinaria estensione vocale, la “presenza” scenica, la passione.

Se i brani di tango presentano storie, storie di vita, di amore, di morte, e se queste storie s’imperniano su personaggi indimenticabili, ebbene, Donatella possiede la capacità di immedesimarsi in essi e di rendere anche noi partecipi dei loro drammi e del loro sentire.

Infine: il concerto sarà reso ancor più appetibile dal fatto che la Alamprese sarà attorniata da una ensemble strumentale di altissimo profilo, della quale faranno parte, oltre al chitarrista Marco Giacomini, il violinista Andrea Farolfi, il fisarmonicista Alessandro Moretti e il contrabbassista Amedeo Ronga. A impreziosire il tutto, la partecipazione di due coppie di eccezionali ballerini: Guido Murdolo e Alessandra Pais, Simone Matteoli e Debora Giusti.

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Addio Rocco

di Piero Ulivi

Nello scorso mese di Settembre ci ha lasciato il Prof. ROCCO  QUATRALE Risiedeva da molti anni nella campagna di Cortona, a Montecchio, per scelta di una vita a misura d’uomo pur avendo frequenti contatti a Firenze.

Oltre all’insegnamento che aveva svolto sempre con grande serietà e competenza redigendo anche alcuni testi didattici,  si era da sempre interessato ai problemi dell’ambiente ed alla cultura contadina che condivideva con la sua passione per la musica.

Pur in modo saltuario era presente alle iniziative di Pro Natura di cui apprezzava gli intenti e lo spirito di amicizia tra gli associati

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TRENTINO: Il PRESIDENTE CHIEDE MANO LIBERA PER ABBATTERE LUPI E ORSI

Alpe di Siusi

Pochi giorni fa, nell’ambito del numero di Ottobre de “L’Italia, l’uomo, l’ambiente”, abbiamo pubblicato un articolo del nostro direttore che richiamava l’attenzione sul fatto che il governo dell’Alto Adige, regione in cui i Lupi mancavano da più di 100 anni perché sterminati, intendeva chiedere a Roma l’autorizzazione a sparare contro gli esigui gruppi di questi predatori che sono tornati a ripopolare alcune zone. In particolare, gli allevatori dell’Alpe di Siusi, bellissima località ben nota a tutti coloro che frequentano le Dolomiti, hanno fatto pressioni sull’Amministrazione regionale temendo per le proprie mucche (quadrupedi che difficilmente possono essere minacciati da lupi o altri carnivori presenti alle nostre latitudini).

Nel nostro articolo, aggiungevamo che gli amministratori sudtirolesi avrebbero avanzato anche la richiesta di abbattere gli orsi, che attualmente sono presenti solo in Trentino, per misura precauzionale.

Intanto però, per non restare spiazzati dai propri vicini di lingua tedesca, ci hanno pensato proprio i politici trentini a muoversi per primi.

Abbiamo notizia che il Presidente della provincia autonoma di Bolzano, Rossi, si è recato a Roma per chiedere a Gentiloni la testa di lupi e orsi, alla faccia delle leggi italiane e in nome di un’autonomia che ha fatto ricca la zona, ma che evidentemente non è considerata soddisfacente.

Riportiamo un brano tratto dal sito “Animali e ambiente nel cuore”:

Il presidente del Consiglio dei Ministri della Repubblica italiana, Paolo Gentiloni, resista alle pressioni del presidente della Provincia di Trento, Ugo Rossi, giunto oggi a Roma – proprio nel giorno in cui si celebra San Francesco – per chiedere la licenza di uccidere lupi e orsi. Specie, ricorda Enpa, particolarmente protette che sono patrimonio indisponibile dello Stato, di cui – fino a prova contraria – la Provincia di Trento fa parte.

Con la barbara e feroce esecuzione dell’orsa KJ2, che ha lasciato orfani due cuccioli, il Trentino ha dimostrato di perseguire una vera strategia animalicida. Come conferma, del resto, la possibilità di sparo a specie tutelate nel resto del Paese, quali marmotte e stambecchi. «Già oggi – denuncia Enpa – il Trentino gode di privilegi inaccettabili in materia di “gestione” dei selvatici ed è evidente il disegno di ampliarli sempre di più per conquistare il consenso di allevatori e cacciatori estremisti che ora nel mirino hanno messo proprio i lupi. E che, per avere mani libere, fomentano campagne di paura e di disinformazione nei confronti della fauna».

Nelle passate settimane milioni di italiani si sono mobilitati per dire no a questa insensata e irragionevole politica di massacri chiedendo allo Stato di farsi garante della vita dei selvatici, come previsto proprio dalla nostra Costituzione. «Chiediamo al premier Gentiloni di ascoltare gli italiani, che tra poco saranno chiamati alle urne, e di farsi garante della legalità contro le pulsioni animalicide».

 

Non possiamo che condividere le parole dei responsabili dell’ENPA ed augurarci che il Governo centrale non ceda alle richieste di una provincia già privilegiata, non solo dalla natura bellissima ma anche dal Fisco!

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