Primavera con Pro Natura Firenze – Visita a Villa Peyron (Fiesole) e passeggiata in Val di Sambre

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 Per i bambini al di sotto dei 12 anni l’ingresso è gratuito

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“Dante Guarneriano – Bellezza in codice”

Il Fogolâr Furlan di Firenze

L’Ente Friuli nel Mondo

in collaborazione con

l’associazione dei Toscani in Friuli Venezia Giulia

Invitano alla presentazione dell’opera

 

“Dante Guarneriano – Bellezza in codice”

sabato 9 aprile 2016-03-29 ore 10,30 presso Tribuna d’Elci, Biblioteca Medicea Laurenzia

Piazza San Lorenzo, 9 – FIRENZE

(accesso alla Tribuna d’Elci dalle 10,00 alle 10,25)

Relatori

Prof. Angelo Floramo

Direttore Scientifico Biblioteca Guarneriana

Partecipano

CONSUELO ZANINI Vice Sindaco Assessore alla Cultura di San Daniele del Friuli

  1. NERVI Direttrice della Biblioteca Guarneriana di San Daniele del Friuli

Rita Zancan Del Gallo    Presidente Fogolâr Furlan di Firenze

Angelo Rossi  Presidente   Associazione Toscani in Friuli Venezia Giu

Prof. Angelo Floramo

Direttore Scientifico Biblioteca Guarneriana

 

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Il borgo più bello d’Italia

di Luigi Diego Eléna

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Ecco il Borgo Medievale e Barocco di Cervo IM su di una carta di anni fa (immagine sopra riportata), pullulare di negozi d’arte tra carruggi, scalinate, fontane e piazzette, angoli sempre di pura magia. Un inseguirsi di luoghi dove operavano artigiani, scultori, incisori, orafi e pittori, da sempre meta privilegiata di artisti e intellettuali. Insegne come labari al vento di tramontana, profumo e maquillage di colori, tele, carta, cere, legno, ceramica, vetro, cuoio, invenzioni e creatività. Un caleidoscopio culturale artistico una galleria d’arte entro le mura dei Clavesana, tra le sue torri e bastioni, tra le porte e i balconi periscopio ed i giardini baregai di lettura. Molto esiste ancora su questo puzzle terra, cielo e mare. Molto e molto ancora possiede tutto il suo consolidato passato come potenziale pronto per essere incentivato ed ospitato. Questo è un tema per molti Borghi del nostro territorio cui necessita porre attenzione attraverso leggi e regolamenti particolari. Una attenzione ad hoc, una liaison arte, cultura, turismo, economia ritagliata come un vero abito regale. Sì, perché si tratta di valorizzare sempre più ciò che esiste ed attrarre e collocare permanentemente ciò che di qualità e coerenza lo può completare. Iniziare “facendo rete tra i Borghi battenti diverse bandiere della Liguria” quali quella ARANCIONE, BLU, BORGHI PIÙ BELLI D’ITALIA, LILLA, VERDE… Battere uno scampanellio di campane per un unico “ciocco”che sia unica ma collettivo progetto completo, un vero business plan cui nessuna fonte di finanziamento possa sottrarsi a farsi “mecenate”. Non bastano le leggi attuali, serve un atto creativo professionale di coraggio dalla forza di “massa critica credibile”per il bene dei nostri Borghi nel domani.

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I canti della passione al mio paese

Il caro amico poeta Angelo Guarnieri ci fa dono, in occasione della Pasqua, di una sua poesia con un occhio di riguardo alla sua terra natia: la Sicilia.

Angelo Guarnieri

Angelo Guarnieri

I canti della Passione al mio paese

 

Ci sarò ancora. Ci son sempre stato.

Avevo un amore speciale per i Canti della Passione.

E la processione, affollata di guanti neri.

Il coro degli uomini con il vestito scuro di sartoria.

Le donne velate con i loro lamenti accorati.

Anch’io bambino ho cantato in quel coro.

Preparato da un prete antico davo tono alle note acute.

Nella banda suonava mio padre.

Era basso, suonava il basso tuba.

L’aria e il cielo, ancora freschi d’inverno,

sorpresi dalle aeree geometrie delle rondini,

vestivano le montagne di primavera.

Nel corso si apriva la stagione dei gelati. E dei calzoni corti.

Intanto un torturato in Palestina,

crocifisso con i chiodi dei fabbri e dei falegnami,

urlava il suo messaggio di salvezza.

Il suo estremo canto d’amore per l’umanità.

E invitava il mondo a credergli.

Annunciando a tutti la Resurrezione.

 

Angelo Guarnieri

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Se ne va un grande del teatro fiorentino… ciao Paolo

Addio, grande Paolo Poli, ci mancherà la tua inimitabile simpatia.

 Paolo-Poli

 

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Una nave nel giardino…

Una nave nel giardino

nell’approdo del Vittoriale degli italiani

Di Alberto Pestelli

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Vittoriale degli italiani: il complesso monumentale (biblioteca vittoriale pubblico dominio)

 

Avete mai sognato, da fanciulli o, perché no, da più grandicelli, di avere una nave nel proprio giardino? Dite che l’avete avuta? Ma siete proprio sicuri? Sto parlando di una nave vera, non di un modellino da costruire settimana dopo settimana con i fascicoli acquistati all’edicola. Eppure qualcuno ha sognato una nave da guerra che, dopo averla desiderata per tanti anni, l’ha portata per davvero nel suo grande e immodesto giardinello…

Guarda che facce incredule… otto su dieci non ci credono! E fate male perché sicuramente avrete sentito parlare di Gabriele D’Annunzio quel tanto che basta per farvi dire che era un poeta… qualcuno di voi potrebbe anche aggiungere: era abruzzese! Bravo, bravissimo.

Certo, non voglio fare qui un trattato sulla vita e sulle opere del più grande rappresentante del decadentismo italiano, ma un briciolo di quel che ho sempre pensato di Gabriele d’Annunzio – giusto due righe – bisogna proprio dirle per iniziare a parlare del Vittoriale degli Italiani: fu non solo un poeta ma anche un drammaturgo, un soldato, un pilota di aerei e di motoscafi da combattimento, un politico, un gran donnaiolo e un eccentrico megalomane. La prova? Visitate, appunto, il complesso monumentale del Vittoriale degli Italiani a Gardone sul lago di Garda (Brescia) per rendervi conto che non sono andato così tanto lontano dalla realtà.

Lasciamo perdere il “vate” e occupiamoci del Vittoriale.

In parole povere è un complesso di varie costruzioni che si estende per poco più di nove ettari sulle alture di Gardone con vie, piazze, ruscelletti, giardini – addirittura c’è un teatro all’aperto – che fu costruito in diciassette anni dal 1921 al 1938.

Nel 1921 D’Annunzio scrisse alla moglie una lettera che descriveva il luogo che poi diventerà la sua ultima residenza:

Ho trovato qui sul Garda una vecchia villa appartenuta al defunto dottor Thode. È piena di bei libri… Il giardino è dolce, con le sue pergole e le sue terrazze in declivio. E la luce calda mi fa sospirare verso quella di Roma. Rimarrò qui qualche mese, per licenziare finalmente il “Notturno”.

Doveva soggiornarci per pochi mesi e invece rimase per tutta la vita.

Si entra nel Vittoriale attraversando una coppia di archi. Nel centro c’è una bellissima fontana dov’è riportata la scritta: “Dentro, da questa triplice cerchia di mura, ove tradotto è già in pietre vive quel libro religioso ch’io mi pensai preposto ai riti della patria e dei vincitori latini chiamato il Vittoriale” (Dal Libro segreto).

Una volta entrati possiamo scegliere due percorsi. Il primo percorso conduce alla casa-museo del poeta pescarese (la casa è detta Prioria) dove possiamo vedere il Pilo del Piave con la Vittoria incatenata, una scultura di Arrigo Minerbi. Andando oltre, salendo verso un poggio, si giunge alla “nave nel giardino”. Si tratta della “Puglia”, un cacciatorpediniere della Regia Marina Militare Italiana che prestò servizio dal 1901 al 1923, anno in cui fu donata a Gabriele D’Annunzio che sistemò la prua e altre strutture nel giardino del Vittoriale.

Salendo ancora vi troverete davanti al Mausoleo degli eroi, dove il poeta è stato sepolto.

Seguendo il secondo percorso si arriva ai giardini, alla limonaia, al frutteto e all’Arengo che era un luogo dove, nel medioevo, la popolazione che si era sollevata contro i loro signori, si riuniva in assemblea per cercare una parvenza di organizzazione.

L’anfiteatro (1953) fu l’unica opera postuma costruita nel Vittoriale anche se fu progettato e iniziato tra il 1931 e il 1938. Ogni anno, nel periodo estivo, l’anfiteatro ospita una prestigiosa kermesse teatrale dove si sono esibiti cantanti stranieri del calibro di Patti Smith e Lou Reed.

Girovagando un po’ “a casaccio” nel parco e nel giardino del Vittoriale degli italiani, non possiamo fare a meno di ricordare le opere create dall’estro di Gabriele D’Annunzio. A ogni angolo, la sua “megalomania” ha dedicato il nome dei suoi personaggi, il ricordo delle sue imprese militari, dei suoi amori.

In parole povere, un luogo da visitare se vi trovate nei paraggi del versante bresciano del lago di Garda.

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Pillole di meteorologia – L’Evoluzione del clima

Di Alessio Genovese

Dopo un 2015 che sembrerebbe essere stato l’anno più caldo da quando si eseguono le misurazioni (in realtà pochi decenni rispetto ai secoli di storia vissuta!) e dopo i mesi di gennaio e febbraio ’16 che se possibile hanno fatto registrare delle temperature ancora più elevate, è lecito chiedersi se il processo di riscaldamento climatico sia effettivamente irreversibile e soprattutto a quali trasformazioni andrà in contro il nostro pianeta fra qualche anno, o decina di anni. Una cosa ritengo che sia certa: la verità in tasca non ce l’ha nessuno.

Premesso ciò, forse è utile sottolineare come sia dalla raccolta di dati scientifici (vedi analisi e studio del terreno e dei ghiacciai con annessi carotaggi) sia dai dati storici e culturali che ci sono stati tramandati di generazione in generazione, risulta ben evidente come il clima non sia affatto statico ma piuttosto in continua evoluzione, attraverso un alternarsi di periodi più caldi ad altri più freddi. Nel Medioevo, ad esempio, sembrerebbe che vi siano stati dei periodi anche prolungati con una temperatura media ben superiore a quella attuale, e di certo allora non si poneva il problema dell’influenza dei famigerati gas serra. Molti lettori ricorderanno come, fino a circa dieci anni fa, si riteneva che l’Italia del Sud si sarebbe desertificata nel giro di pochi anni, che l’Artico si sarebbe sciolto del tutto, ecc.; tutto ciò ancora non è avvenuto. Ad ogni modo, sempre ricerche alla mano, sarebbe da stolti negare come negli ultimi decenni il clima di casa nostra non abbia, almeno in minima parte, risentito dell’attività antropica e di un’eccessiva industrializzazione selvaggia. Il punto però è capire realmente l’effettiva influenza di tutto ciò senza farsi condizionare da interessi geopolitici ed economici, che ci possono facilmente sfuggire di mano. Come ho più volte sottolineato in questa rubrica, i pareri scientifici, seppur sempre sbilanciati a favore dell’esistenza effettiva del global warming, non sono concordi, e sempre più spesso si possono leggere articoli che mettono in discussione tale teoria o per lo meno la sua irreversibilità. Fino a tutto il 2014 la tendenza era quella di un rallentamento nel processo di surriscaldamento globale, poi nel 2015 si è avuta una nuova impennata. A cosa potrebbe essere dovuto ciò? Risposte da ritenere attendibili si potranno avere solo fra qualche anno, ma si potrebbe provare a ipotizzare l’influenza di uno dei fenomeni di El Nino tra i più forti degli ultimi decenni. L’apice di tale fenomeno, che ricordiamo non essere altro che un periodico surriscaldamento delle acque superficiali di una determinata porzione dell’Oceano Pacifico, si è avuto proprio in coincidenza con l’ultimo inverno ed è da ritenere probabile che gli eventuali effetti su scala mondiale si possano verificare ancora per buona parte del 2016.

Spiaggia di Masua - © Alberto Pestelli 2015

Spiaggia di Masua – © Alberto Pestelli 2015

A oggi tale surriscaldamento pare essere in rapido declino, tanto che si ipotizza già un passaggio entro non molti mesi ad una fase opposta, la cosiddetta Nina, che comporta un raffreddamento delle medesime acque. Andrà poi valutato il periodo effettivo in cui si potrà iniziar a parlare di Nina e, soprattutto, quella che sarà la reale intensità del fenomeno. In effetti, non tutti i Nino e le Nina raggiungono gli stessi valori di surriscaldamento o raffreddamento delle acque, e non influenzano allo stesso modo il clima terrestre.

Oltre a quest’aspetto, vi possono essere altri fattori in grado di rallentare il processo di surriscaldamento in atto? Secondo molti studiosi la risposta è affermativa e potrebbe risiedere, ad esempio, nel sole, della cui possibile influenza rispetto al clima terrestre abbiamo già accennato in articoli precedenti. Anche in questo caso, alla domanda se la nostra stella possa o meno esercitare un’influenza per contrastare le temperature al rialzo, la risposta non dovrebbe tardare più di qualche anno. In effetti, ci troviamo in una fase calante in cui il sole, dopo un ciclo per la verità già piuttosto debole, si sta avviando a grandi passi verso il suo minimo, che segnerà poi il preludio alla nascita di un nuovo ciclo. Gli studi in questo campo evidenziano come un sole con poche macchie, e quindi in fase di minimo, comporti un incremento dei raggi cosmici, i quali a loro volta determinerebbero un incremento della copertura nuvolosa con un conseguente abbassamento delle temperature. In relazione alle varie fasi solari potremmo poi accostare le eruzioni vulcaniche, che anche in questo caso sembrerebbero essere maggiori proprio nelle fasi di minimo solare.

Etna in eruzione

Etna in eruzione

La cenere vulcanica che raggiunge la stratosfera tende poi a rimanervi anche per diversi mesi, se non anni, e contribuisce a sua volta a ostacolare maggiormente i raggi solari. Se infine vogliamo ragionare in termini di stagioni invernali, dopo gli ultimi tre anni particolarmente miti e poco nevosi, nei prossimi 4-5 inverni aumenteranno le probabilità di avere almeno una-due stagioni più fredde del solito. Questo perché il minimo solare, in relazione ad altri fattori quali una QBO negativa (vedi altri articoli nella rubrica), dovrebbe contribuire a destabilizzare maggiormente il vortice polare e a rendere più possibili, e soprattutto frequenti, le discese di aria polare lungo i meridiani. In sostanza, in materia climatica non possiamo dare ancora niente per scontato; il consiglio è quello di vivere direttamente con la propria esperienza gli eventuali cambiamenti e a non spaventarsi per le conseguenze nefaste che alcuni mass-media pongono alla nostra attenzione quasi tutti i giorni. Nulla è ancora segnato, sennonché fino ad ora abbiamo avuto una costante ciclicità. Potrà questa essere condizionata dal surriscaldamento? Ai posteri l’ardua sentenza.

Alessio Genovese

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Il “salto nel blu” a Cervo IM, ovvero le ali dell’anima tra le “Antenne e il Castellaro”

Di Luigi Diego Eléna

Già, quassù sono le ali dell’anima ad essere pronte a librarsi per congiungere terra, cielo e mare. A comporre questo mosaico. Qui rivive in positivo il sogno di Icaro e di Fetonte, tra la brezza marina e il profumo della macchia mediterranea: pini, querce, timo, ruta, cisto, terebinto… Sono loro il trampolino smeraldo tirato a lucido per godere di questi attimi di brama, nella leggerezza di questo immenso patrimonio reale ed immaginifico, che pare nato da origini divine della natura. È una rincorsa dalle note di leitmotiv tra questi tronchi che si innalzano come colonne sonore e si coniugano al terreno selvatico per assurgere al cielo, contemplando il mare. È una metafora del volo e dell’ascesa che si staglia come ectoplasma su questo scalo, librandosi in quel distacco dal corpo che sognò il geniale Leonardo da Vinci. È l’urlo di gioia liberatoria questo “salto nel blu”, dove sembra dopo il volo a planare di atterrare direttamente nel mare, in un susseguirsi di sponde e passaggi selvaggi quanto ospitali. Qui vive la ragione, il coraggio, il desiderio tra spirito apollineo e dionisiaco. Qui viaggiano le bici MTB come carri alati, guidati da una auriga ed un cavallo dalla criniera pari ad un altero cimiero piumato. La frusta è questa leggera brezza salmastra e resinosa che schiocca antichi miti greco romani e leggende aborigene. Qui l’astratto concreto si fa ossimoro, in questo puzzle di invisibile e visibile “salto nel blu”. Dura un attimo, come in quel sogno che tutto svela, poi al mattino non si sa più niente ed è un buon motivo per tornare a sognare, tra narrazione e dimostrazione, con le ali dell’anima in questo mitico “salto nel blu”.

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Ultime notizie sull’olio di palma

Nel nome dell'olio di palma incendiamo

Foreste in fiamme grazie ai prodottori di olio di palma sostenibile…

Il sito dell’Agenzia Ansa per l’Ambiente e l’Energia ha pubblicato un articolo riguardante una decisione della U.E. di iniziare uno studio per un piano salva foreste. Per leggere l’articolo sul sito di Ansa Ambiente entra QUI

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