Il Parco Nazionale dello Stelvio non esiste più

Non solo suddiviso in tre parti Province (Trento, Bolzano, Lombardia), ma pure privato dello status di Parco Nazionale.
Si conclude così un altro scellerato percorso del Governo Renzi, che finora tutto ha fatto fuor che tutelare l’ambiente.
Il più grande Parco italiano, uno dei gioielli del nostro Paese, finisce per divenire un “oggetto” aperto alle bramosie di lobbies, che già prefigurano la riapertura della caccia nel suo territorio e altri scempi del genere.
A quando, caro Matteo di cui mi vergogno di essere concittadino, il via ad altre vergognose iniziative, di cui nemmeno Berlusconi è stato capace?

Si allega il comunicato (scaricabile nel formato PDF), trasmessoci dalla Federazione Nazionale Pro Natura, firmato dalle più importanti Associazioni ambientaliste italiane.

Il Direttore

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CORPO FORESTALE: E così la frittata è fatta

Di Gianni Marucelli

In settimana sarà definitivamente accorpato all’Arma dei Carabinieri

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Si chiude, con una pesante sconfitta per chi è convinto che la difesa dell’ambiente debba, in primis, restare prerogativa di un Corpo altamente specializzato, la triste vicenda della soppressione del Corpo Forestale dello Stato – pensata e condotta a termine dal Governo Renzi sull’input di una riduzione dei corpi di polizia voluta dall’U.E: – che verrà accorpato all’Arma dei Carabinieri e perderà in tal modo la sua specificità (anche se molte delle sue competenze le aveva già perdute, pezzo dopo pezzo, a favore delle varie Polizie Provinciale ecc.). Anche se, nelle parole e probabilmente nelle intenzioni del Comandante dell’Arma, i militi della Forestale dovrebbero ancora svolgere il loro compito fianco a fianco con i nuclei specializzati dei CC, permetteteci di avere moti dubbi in proposito, dubbi suffragati dalle posizioni espresse dai sindacati di categoria, come meglio specificato nel comunicato che traiamo dal sito dell’Ansa Ambiente: Contro la ‘chiusura’ e la militarizzazione del Corpo forestale, i sindacati di categoria Fp Cgil, Fns Cisl, Sapaf, Dirfor, Ugl Cfs e Snf promuovono per domani un presidio a Roma in piazza Montecitorio, davanti al Parlamento, dalle 9 alle 19. Al centro dell’iniziativa l’ipotesi, spiegano le organizzazioni, di “chiudere il Corpo forestale, metterlo inspiegabilmente al servizio del ministero della Difesa, militarizzando i 7.000 uomini e donne che lo compongono”, così come dovrebbe prevedere uno dei decreti attuativi della riforma Madia. “La sicurezza dei cittadini, la protezione dell’ambiente, la difesa del territorio non possono essere messe al secondo posto solo per mantenere i proclami fatti dal governo, con uno spot elettorale di deriva populista”, sostiene la Fp Cgil aggiungendo che “non si può cancellare con un colpo di spugna, contro il parere di tutte le associazioni ambientaliste e animaliste, l’unica forza di polizia specializzata nella prevenzione e nella repressione dei reati in materia di ambiente, biodiversità, benessere animale, agroalimentare, incendi, dissesto idrogeologico, inquinamento, rifiuti, foreste etc”. Così come, prosegue, “non si può, in un paese democratico, e contro il parere di costituzionalisti ed organizzazioni sindacali, militarizzare 7000 uomini di una polizia civile a suon di decreti”.

Non ci resta che sperare in bene. Sta di fatto, però, che questo provvedimento va di conserva con quelli che, nell’ordine, frammentano in tre spezzoni diversi il più grande Parco Nazionale italiano (Stelvio), consentono le prospezioni petrolifere nei nostri mari (in particolare nell’Adriatico), hanno tagliato di fatto gli importi necessari per una gestione efficiente di Parchi ed Aree protette, e con idee assolutamente balzane come quella di riproporre il Ponte sulle Stretto, di berlusconiana memoria…

Se il buon giorno si vede dal mattino, stiamo avviandoci verso un pomeriggio sempre più simile alla “notte buia e tempestosa” del bracchetto Snoopy…

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Que’ fattaccio di via Lambertesca…

In occasione della Giornata Nazionale del Dialetto e delle Lingue Locali, proponiamo un’audio poesia in vernacolo fiorentino del nostro direttore Gianni Marucelli, dal titolo “Que’ fattaccio di via Lambertesca” © Gianni Marucelli 2016.

QUE’ FATTACCIO DI VIA LAMBERTESCA

 

Mi trovo, stamattina, a settant’anni

davanti a quell’usciòlo in Lambertesca,

quasi m’aspetto ancora che tu esca

co’ i’ tu’ sorriso e con i tuoi vent’anni.

 

Mi stringo ne’ i’ cappotto un po’ diruto

come la mi’ persona: che coglione!

Metà mese e ho già finito la pensione,

ci avrei altro da fa’, ma sto qui, muto.

 

Forse è andata a dugento la pressione,

e ci ho le vampe, guarda strano i’ caso…

Avevi que’ corpetto tuo di raso

e sotto niente…è quasi un’ossessione.

 

Mi frugo in tasca pe’ chiama’ qualcuno,

ma ora mi rammento: i’ cellulare

ci ha i’ credito finito. Che vòi fare?

Tanto ne i’ mondo non ci ho più nessuno…

 

S’apre l’usciòlo, appare una ragazza,

co’ i’ viso in ombra e con l’ombrello in mano,

capelli neri e lisci: com’è strano

ancora i’ caso: più o meno la tu’ stazza…

 

Alza gli occhi! Suvvia, fatti vedere!

Ah, riconosco quei ciglioni lunghi,

io ‘un confondo le pere con i funghi

e ‘un mi faccio piglia’ per i’ sedere

 

da i’ Tempo, Dio bonino, e dai su’ inganni…

Sei ancora bella, più d’una Madonna,

e t’ho baciata in Via della Colonna

la prima volta…saranno cinquant’anni.

 

Che si sente, signore? ‘Unn’ho capito,

ti sei levata tardi, stamattina?

E’ tanto che t’aspetto… Signorina,

chiami un dottore! Inutile. Gl’è ito.

 

© Gianni Marucelli 2016

Via Lambertesca, Firenze

Via Lambertesca, Firenze

 

 

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17 gennaio: Giornata Nazionale del Dialetto e delle Lingue Locali

Il caro amico e collaboratore Carmelo Colelli di Mesagne (Puglia) ci ha fatto pervenire un suo bell’articolo e due suoi brani in dialetto mesagnese (con traduzione) per celebrare la Giornata Nazionale del Dialetto e delle Lingue Locali che si tiene oggi 17 gennaio 2016.

Si celebra oggi 17 Gennaio 2016 la Giornata Nazionale del Dialetto e delle Lingue Locali. I dialetti sono i linguaggi con i quali si può rileggere il passato di un paese, di una città o di una regione, è un patrimonio che va tutelato, valorizzato, salvato, trasferito alle nuove generazioni. Il dialetti costituiscono un “cordone ombelicale” tra le nuove e le vecchie generazioni, ogni parola, tramanda contenuti culturali, quali usi, costumi, tradizioni, leggende, ecc., che valgono a spiegare certi comportamenti, magari completamente diversi del nostro tempo presente. Molti termini dei dialetti della nostra Puglia hanno subito, nel tempo l’influenza di “voci greche, latine, francesi, spagnole” queste contaminazioni ne hanno arricchito la portata culturale.

Femmana.

(in Mesagnese)

 

Ogni femmana voli bbeni

e voli cu ‘nci volunu beni,

camina e va annanzi,

ttuppa, cadi, si aza e camina,

voli beni alla vita in tutti li manieri.

Lu bbeni sua

e lu desiseriu sua cu ‘nci volunu beni

lu faci sintiri comu ‘nna canzoni liggera liggera,

comu a nn’ alitu ti ientu

comu a ‘nnu prufumu ca si spandi pi ll’aria.

A tutti vui femmini!

Grazzi!

 

Li mani.

(in Mesagnese)

Sti mani no sontu mmucati, no so bbrutti, so mani ca annu fatiatu ti la matina alla sera.

Ti quandu ieri vagnoni nfina a moni ha sciutu sempri scarufandu terra.

Ti notti e ti ggiurnu, cu llu soli, ca spaccava li petri, cu llu friddu, cu lla scilazza e puru quarchi vota cu lla nevi, a sciutu sempri fori.

Tuni e la terra, simbrauvu na cosa sola.

Sti mani, mo so ttuesti comu la curteccia ti nna rapa ti aulia, li senghi ca si vetunu, sannu fatti ggiurnu toppu ggiurnu, fatia nanzi fatia.

Sti mani, m’annu zziccato mbrazzi quandu eru piccinnu, sti mani m’annu ccumpagnatu alla scola, sti mani m’annu salutatu quandu aggiu partutu e quandu aggiu turnatu.

Quantu tiempu e passatu!

Però, quandu cu sti mani, mi faci na carezza, sobbra alla facci mi sembra ca si ppoggia la piuma chiù liggera ti lu mundu.

Grazzi papà.

 

Donna

(in italiano)

Ogni donna ama

e vuole essere amata,

cammina e va avanti,

urta, cade, si rialza e cammina,

ama la vita in tutte le maniere.

Il suo amore

e il suo desiderio di essere amata

lo fa sentire come una canzone leggera leggera,

come un alito di vento,

come un profumo che si spande per l’aria.

A voi tutte donne!

Grazie!

 

Le mani.

(in Italiano)

Queste mani non sono sporche, non sono brutte, sono mani che hanno lavorato dalla mattina alla sera.

Da quando eri ragazzo fino ad’ ora sei andato sempre calpestando la terra.

Di notte e di giorno, col sole cocente che spaccava le pietre, col freddo, con la gelatura notturna e qualche volta anche con la neve, sei andato sempre in campagna.

Tu e la terra, sembravate una cosa sola.

Queste mani, adesso, sono dure, come la corteccia di un tronco di ulivo, i segni che si vedono, si sono fatti giorno dopo giorno, lavoro dopo lavoro.

Queste mani, mi hanno preso in braccio, quando ero bambino, queste mani mi hanno accompagnato a scuola, queste mani mi hanno salutato, quando sono partito e quando sono ritornato.

Quanto tempo è passato!

Però, quando con queste mani, mi fai una carezza, sulla faccia mi sembra che si poggia la piuma più leggera del mondo.

Grazie papà.

© Carmelo Colelli

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Pro Natura Firenze – Programma Conferenze, “Itinerari tra Storia, Natura e Culture”, Febbraio/Marzo 2016

Cari amici lettori,
in allegato vi trasmettiamo il programma scaricabile (in PDF) del secondo ciclo di conferenze di PRO NATURA FIRENZE, “Itinerari tra Storia, Natura e Culture”, che si svolgerà nel corso dei mesi di Febbraio e Marzo. La sede degli incontri sarà diversificata: quelli di Febbraio avranno luogo presso la Sala conferenze di Allianz Bank in P. Savonarola 6, quelli di Marzo invece presso la Saletta messaci a disposizione dallo Wine Bar “I cinque Sensi”, Via Pier Capponi 3/A.
Ogni incontro, come di consueto, inizierà alle ore 18,00 precise.
In attesa di vedervi numerosi alla prima conferenza (mercoledì 10 Febbraio), vi porgo cordiali saluti.

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TANGO SIN CARMIN

Parliamone propone un evento imperdibile…

TANGO SIN CARMIN

Donatella Alamprese e Marco Giacomini

Il Tango Vivo di Buenos Aires

interpretato dalla voce di Donatella Alamprese

e dalla chitarra di Marco Giacomini.

Sabato 16 gennaio 2016

C O N C E R T O 

ore 20.00

a seguire ricco buffet

Istituto di Cultura Italiano Michelangelo

Via Ghibellina 88, Firenze – prenotazione obbligatoria 3396926310

 

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Vuoti a perdere – Inaugurazione della mostra a Milano

Il caro amico Guido De Marchi ci inviato la locandina del gruppo Dicaricarts della inaugurazione a Milano della mostra

VUOTI A PERDERE

discaricarts

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Bellezza, Arte & Famiglia.

Di Vania Rigoni

DenisVi racconto di un’emozione, la nascita di una famiglia e l’arte. Da poco abbiamo lasciato il Natale, rinchiudendolo di nuovo nelle scatole e per riporlo nel suo letargo annuale e con lui, come me tanti di noi hanno preso con cura e delicatezza ogni figurante del presepe, lo hanno ammirato un ultimo istante e poi imballato, come in tante piccole culle, speranzosi di ritrovarlo intatto.

Questo rito religioso viene rievocato ogni anno con l’annunciazione e l’immacolata concezione della giovane Maria che con Giuseppe da lì a poco sarà sorgente di una nuova famiglia.

Proprio fra pochi giorni a Firenze chiude la mostra su La Divina Bellezza a Palazzo Strozzi che racconta attraverso le opere di artisti della seconda metà dell’Ottocento e primi del Novecento la storia della vita di Gesù e paradossalmente sono più numerose le opere legata alla sua nascita che non alla sua morte. La madre e la neonata famiglia sono i soggetti in cui gli artisti si sono sperimentati maggiormente, mantenendosi nei propri stili personali senza modificarli per la spiritualità del tema, bensì impegnandosi a creare un ponte fra la filosofia della propria arte e il simbolo religioso.

MunchLa Madonna di Munch, il bassorilievo di Adolfo Wildt con Maria che da vita all’umanità, Fontana, Annigoni, Denis…

Questa era una mostra per famiglie che parlava di famiglia. Le esperienze di arte e l’esposizione alla bellezza contribuiscono sempre alla costruzione di una relazione significativa e nutriente, attivano il pensiero fantastico, l’immaginazione, la produzione di idee, lo scambio e il dialogo. Non c’è età per i bambini in cui iniziare a “somministrare” l’arte, essa è senza tempo e indispensabile per iniziare a sperimentare codici comunicativi e momenti di piacere. Saper stare insieme in uno spazio condiviso dove si narrano storie è un offrire ai figli opportunità di apprendere, di autoregolarsi, di incuriosirsi senza innescare il meccanismo dell’oggetto come ricompensa, perché è in quell’essere insieme l’uno al fianco dell’altro che il bambino si alimenta di fiducia, rispetto e affetto dal genitore.

Adolfo windtChi sono? Una persona in cammino che esplora il mondo da me stessa al prossimo per conoscere, imparare e crescere. Professione? Pedagogista e mediatrice famigliare (come scriveva N.Ginzburg in Lessico Famigliare).

Vania Rigoni

Visita il sito di Vania, la Bottega della Pedagogista

Licenza Creative Commons
Bellezza, Arte & Famiglia di Vania Rigoni © 2016 è distribuito con Licenza Creative Commons Attribuzione – Non commerciale – Non opere derivate 4.0 Internazionale.
Based on a work at www.italiauomoambiente.it.
Permessi ulteriori rispetto alle finalità della presente licenza possono essere disponibili presso www.labottegadellapedagogista.com.

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Roma e dintorni – Supplemento n° 1, 2016

Roma e dintorni

di Maria Iorillo

in collaborazione con Alberto Pestelli

Lago di Nemi - © Alberto Pestelli 2005

Lago di Nemi – © Alberto Pestelli 2005

Quella grande Bellezza

Prefazione a cura  di Gianni Marucelli

Non bastano certo le connivenze mafiose, il caos del traffico, la continua emergenza rifiuti e altre amenità del genere a rendere Roma una città come tutte le altre. Questo è ovvio, credo, per tutti. Meno ovvio è il rendersi conto che, al di là dei monumenti e delle ricchezze storiche e artistiche celebri a livello planetario, l’Urbe e i suoi dintorni siano una miniera di tesori davvero inesauribile, portatrice di quella “grande bellezza” che rimanda d’acchito al titolo del bellissimo film di Paolo Sorrentino (di cui troverete traccia in queste pagine). Abbiamo voluto anche noi rendere omaggio al fascino perenne di Roma e del suo territorio raccogliendo in un mini e-book, che proponiamo alla vostra lettura, alcuni articoli scritti con penna felice dalla nostra collaboratrice Maria Iorillo, che nella capitale vive e lavora, e dal coordinatore della redazione Alberto Pestelli. Ci è sembrato un modo quanto mai gradevole per aprire il terzo anno di attività della nostra Rivista e per augurare un felice 2016 a tutti i nostri lettori.

Per effettuare il download del supplemento entra QUI

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Emilia Romagna: Lo straordinario presepe navale di Cesenatico

Di Gianni Marucelli

Cesenatico - Gianni Marucelli © 2015

Cesenatico – Gianni Marucelli © 2015

Durante le Festività natalizie, appena trascorse, è capitato a tutti di ammirare tipologie di Presepe d’ogni forma e ispirazione, antiche, moderne o, addirittura, proiettate nel futuro.

Sicuramente, uno dei più originali e suggestivi è il Presepe navale di Cesenatico, porto e centro turistico di primaria importanza della Riviera adriatica.

E’ anche l’unico Presepe galleggiante, a grandezza naturale, che esista al mondo, o, almeno, così apprendiamo dalle nostre ricerche sul web.

Fu creato trenta anni fa, nel 1986, grazie alla collaborazione tra Associazione degli Albergatori, Amministrazione comunale, Museo della Marineria e vari artisti locali, che decisero di realizzare un evento stabile che potesse richiamare visitatori al di fuori dell’affollata stagione estiva.

Allestito sul Canale del porto, il Presepe si avvale di varie imbarcazioni da pesca del Museo, sulle quali sono posti i personaggi in legno a grandezza naturale. L’ammiraglia di questa piccola flotta è un trabaccolo, robusto naviglio che per decenni ha fatto la spola tra l’una e l’altra riva dell’Adriatico, prima di “andare in pensione” ed essere utilizzata, camuffata da nave romana, anche per la realizzazione di film storici. Su di essa, la Sacra Famiglia al completo, verso la quale guardano con simpatia, al posto delle pecorelle, tre delfini in legno che fanno capolino dalle acque del canale.

Le altre barche, in processione, recano i Re Magi, naturalmente, ma anche gli antichi abitanti del borgo, che esercitano i vari mestieri, compreso quello della “piadinaia”.

È un vero spettacolo, sempre in fieri perché ogni anno viene aggiunta qualche statua, che diviene ancor più suggestivo la sera, quando la flottiglia è illuminata.

Ma la magia del Presepe a Cesenatico non si ferma qui: a un centinaio di metri dal Canale, nei vicoli del paese, ne è stato allestito un altro, più tradizionale, con i personaggi sempre a grandezza naturale; qui la “grotta” è simulata nella parte superiore dell’edificio di un’antica ghiacciaia.

Noi abbiamo fotografato l’uno e l’altro Presepe, a dire il vero sotto una pioggia battente, e ve ne proponiamo le immagini.

 

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Emilia Romagna: Lo straordinario presepe navale di Cesenatico di Gianni Marucelli © 2015 è distribuito con Licenza Creative Commons Attribuzione – Non commerciale – Non opere derivate 4.0 Internazionale.
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