LIGURIA, Cervo: U CUTELLU (il coltello)

Di Luigi Diego Eléna

Senza titoloMi raccontava la Longa, seduta sulle banchette della via Romana, all’allora numero civico 19 negli anni ’50, che questo scoglio aveva un preciso significato. La sua memoria retrocedeva ai primi anni del secolo XIX, allorquando quella zona di mare era ricca di flora e fauna marina. In particolare pullulava sugli scogli la patella. Questo gasteropode vive quasi sempre nella zona di marea, quindi resta all’asciutto nelle fasi di bassa marea, per poi venire sommersa quando il livello del mare risale nuovamente. Nei periodi di bassa marea con l’orlo della sua conchiglia aderisce alla roccia così perfettamente da conservare acqua all’interno della conchiglia e riuscire a sopravvivere fino a che la marea non sarà di nuovo alta. Quando è immerso il mollusco compie addirittura dei piccoli spostamenti, per “cacciare” minuscole alghe di cui è ghiotto. Per raccogliere la patella occorre un coltello dalla lama sottile, che va infilata subito sotto la conchiglia, possibilmente quando la marea è alta ed il mollusco allenta un po’ la presa muscolare. Una volta pescata, si toglie il disco dal suo guscio, si pulisce la polpa delle interiora (la qualità gialla è la migliore) e si consuma cruda o cotta (intera o sminuzzata) in una salsa con aglio, peperoncino, vino bianco e prezzemolo per condire la pasta, meglio se secca, tipo spaghetti o linguine. La Longa, donna di lunga esperienza e figlia di ataviche generazioni marinaresche, ben conosceva tutto ciò e quando me lo raccontava sembrava gustare il piatto descritto con relativa ricetta. La cosa più interessante, per quanto curiosa alle mie orecchie e immaginazione, era l’abbinamento di questo scoglio alla funzione e rapporto tra coltello-patella. Difatti mi raccontava che per segnare e ricordare quel posto prelibato, fu la ciurma del moro pirata barbaresco Rais Thorgud, detto Dragùt, noto per la sua ferocia, a scolpire lo scoglio nella forma di coltello/pugnale. Questo avvenne in una delle tante scorribande e attacchi alla torre di Sant’Antonio nel secolo XVI. La storia non lo riporta, però questo pirata visse davvero e scorrazzò al largo delle coste cervesi e di certo due passi tra i nostri carruggi e sulla nostra riva li fece. Molti altri episodi a Cervo furono legati alla storia dei pirati barbareschi, il che fa pensare che qualche cosa di vero o verosimile accadde. Di certo la signora Longa la sapeva lunga. Nomen omen!

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Regioni in Cassazione per il referendum contro le trivelle

Cari lettori, pubblichiamo integralmente un trafiletto apparso sul sito “Animali e Ambiente” giovedì 1 ottobre 2015

 

Giovedì, 01 Ottobre 2015
NO ALLE TRIVELLAZIONI ENTRO 12 MIGLIA DALLA COSTA
REGIONI IN CASSAZIONE PER IL REFERENDUM CONTRO LE TRIVELLE

Un referendum contro le trivellazioni petrolifere troppo vicine alle coste. Ieri, i rappresentanti di dieci Consigli regionali – otto del Pd – hanno depositato in Cassazione le delibere per la consultazione popolare contro il via libera, deciso da governo, con lo “sblocca Italia” e il “decreto sviluppo”, alle trivelle per la ricerca di idrocarburi entro dodici miglia dalla costa nelle acque nazionali. Ora la parola passa alla suprema Corte che valuterà l’ammissibilità del quesito referendario. Intanto le Regioni sul piede di guerra – Basilicata, Marche, Puglia, Sardegna, Abruzzo, Calabria, Campania, Molise insieme a Liguria, l’unica guidata da Forza Italia, e Veneto (Lega) – sperano che l’esecutivo ci ripensi. Pio Lacorazza, (Pd) presidente del Consiglio regionale della Basilicata spiega: “Diciamo no alle trivellazioni entro le 12 miglia, cioè nelle acque nazionali, e che siano ripristinati i poteri delle Regioni e degli enti locali per mettere i cittadini al riparo dalla limitazione del loro diritto di proprietà perché lo “sblocca Italia” prevede che per ben dodici anni possa essere concesso il permesso di ricerca sui terreni privati. Crediamo che la politica energetica dell’Italia debba raccordarsi con l’Unione europea: anziché trivellare, dobbiamo limitare i consumi energetici e costruire edifici evitando che disperdano calore”. Incalza Roberto Ciambetti (Lega), presidente del Cosiglio regionale del Veneto: “Abbiamo già subito danni negli anni Sessanta in laguna e nel Delta del Po. Non vogliamo subire ancora le trivellazioni. I 60 milioni di turisti che ogni anno arrivano a Venezia non vogliono certamente un paesaggio trivellato”.

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Notizie dal Controsservatorio Valsusa

Inoltriamo integralmente questa interessante comunicazione del Controsservatorio Valsusa (http://controsservatoriovalsusa.org)

Senza titolo

Notizie dal Controsservatorio Valsusa

Diritti fondamentali, partecipazione delle comunità locali e grandi opere

Da giovedì 5 a domenica 8 novembre 2015 si terrà la sessione conclusiva del Tribunale Permanente dei Popoli (TPP) dedicata a “Diritti fondamentali, partecipazione delle comunità locali e grandi opere“. La Val di Susa sarà l’osservato speciale ma sarà in compagnia di altre realtà italiane ed europee. I soggetti sotto accusa sono gli Enti promotori delle opere e le apposite società di attuazione, il Governo italiano, in particolare nelle persone di alcuni funzionari preposti alla realizzazione, la Commissione Petizioni del Parlamento europeo ed il coordinatore UE del Corridoio Mediterraneo nell’ambito delle infrastrutture Ten-T (Trans European Network – Transport). La sessione di apertura si era tenuta a Torino lo scorso 14 marzo (sul nostro sito trovate tutte le registrazioni audio/video), aveva visto una qualificata presenza tra i giudici e un’ampia partecipazione di cittadini e di esponenti del movimento notav.

Quella che si aprirà a novembre si concluderà con una “sentenza” a cui guardiamo con speranza e ottimismo: come sapete il TPP è un tribunale di opinione e le sue conclusioni non hanno rilevanza sul piano legale, ma non può sfuggire il significato di un pronunciamento da parte di organismo di grande rilievo internazionale.

Faranno parte della giuria giudici provenienti da Italia, Francia, Spagna, Portogallo, Equador, Chile, Colombia (vedi elenco completo)

Saranno quattro giorni intensi: il primo giorno sarà dedicato alle testimonianze dalla Valsusa, il secondo a quelle di altre realtà che presentano analoghe specificità, dall’Italia e non solo. I lavori proseguiranno anche il sabato (ovviamente sempre in sedute pubbliche!) e la domenica pomeriggio ci sarà la lettura della sentenza nell’auditorium di Almese (un comune della Valsusa)

Questo il programma dei lavori.

Per ripercorrere intanto le diverse tappe che ci hanno portato a coinvolgere il TPP e per approfondire vi rimandiamo al nostro sito.

Ci aspettiamo che i lavori di questa sessione vengano seguiti con grande interesse: sia da chi potrà partecipare direttamente (l’invito è rivolto a tutti) sia da chi leggerà sul nostro sito le conclusioni e avrà a disposizione le registrazioni audio/video.

Se condividete i nostri obiettivi vi invitiamo a dare il massimo risalto a questo evento: per creare una adeguata aspettativa prima, per favorire una buona partecipazione durante e per dare infine alle conclusioni la maggior visibilità possibile. Noi confidiamo nel riconoscimento che in Val di Susa, così come nelle altre realtà coivolte, venga accertato il deficit di democrazia e di partecipazione e venga riconosciuto che le grandi opere, molto spesso inutili e dannose, si accompagnano frequentemente ad una sistematica violazione di diritti fondamentali di singoli cittadini e di intere comunità.

Se questa violazione verrà riconosciuta anche dal TPP occorrerà valorizzare al massimo il risultato per poterlo poi tradurlo in fatti concreti: chiediamo a ognuno, con gli strumenti a sua disposizione, di fare il massimo sforzo in questo senso.

Vi rivolgiamo anche un appello per un piccolo sostegno economico per aiutarci a coprire le ingenti spese che dovremo sostenere. All’appello precedente (novembre 2014) avevano risposto una cinquantina di persone, altre ci hanno sostenuto saltuariamente nei mesi successivi. Nelle iniziative che stiamo promuovendo a Torino e in Val di Susa per sensibilizzare sulla prossima sessione del TPP raccogliamo anche contributi che destiniamo in parte a sostegno delle ingenti spese legali per la difesa dei tanti esponenti notav colpiti da provvedimenti giudiziari. Anche con la nostra iniziativa che ha coinvolto il Tribunale Permanente dei Popoli intendiamo dimostrare che “il problema TAV” non è un problema di ordine pubblico, ma di democrazia negata.

Per sostenerci:

http://controsservatoriovalsusa.org/sostieni-il-controsservatorio

Vi segnaliamo infine che a maggio 2015 è uscito il Quaderno n. 3 del Controsservatorio Valsusa:

IL TAV TORINO-LIONE – Le bugie e la realtà

a cura di Guido Rizzi e Angelo Tartaglia

Il libro analizza la diffusione, da parte dei promotori, di notizie e dati inveritieri e di previsioni fantasiose e prive di ogni attendibilità scientifica. E smonta questi dati con il rigore di due docenti del Politecnico di Torino. Il libro è disponibile anche in forma digitale, come i due precedenti. Per richiederli inviare un email a: info@controsservatoriovalsusa.org

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