Marcia per il clima

ATT0Gentili lettori, la Federazione Nazionale Pro Natura ci invia, in allegato, un documento importante in occasione della Marcia Globale per il Clima

Noi, di L’Italia, l’Uomo, l’Ambiente proponiamo il documento in PDF da scaricare nelle pagine del nostro sito.

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La Tuscia laziale – supplemento della rivista L’Italia, l’Uomo, l’Ambiente

La Tuscia laziale

a giro con Maria Iorillo & Alberto Pestelli

Immagine 029Tuscia: un nome che ci riporta indietro nei secoli, fino al primo millennio avanti Cristo, quando il popolo etrusco abitava la vasta regione intorno al Lago di Bolsena, in cui si palesano ancora i segni visibili della sua presenza: le necropoli rupestri, ad esempio (come l’eccezionale Norchia), gli altari e le aree sacre nascoste nei boschi e l’ombelico politico e religioso dei Rasenna, vale a dire il Fanum Voltumnae, dove i lucumoni della dodecapoli etrusca si riunivano ogni anno, forse ora individuato dagli archeologi proprio presso le sponde del lago. Poi il lungo periodo della dominazione romana, quando la cultura delle genti etrusche subì una sorta di “damnatio memoriae” e persino della lingua si perse il ricordo…

Altre trasformazioni, poi, portarono queste terre a trasformarsi in un’appendice meridionale della Maremma toscana, dove greggi di pecore e mandrie di bovini pascolavano condotte da pastori e butteri, esposti al rischio della malaria. Nuovi padroni, genti d’arme che acquistavano un titolo nobiliare, come i Maldoneschi, e poi i Farnese, ne ebbero il dominio costruendo castelli e palazzi, mentre i borghi s’ingrandivano in piccole città (Viterbo, Tuscania), sempre circondati da una natura aspra, di cui ancora oggi restano le tracce (la grande Selva del Lamone, ad esempio, per le cui strade sterrate il visitatore si aggira con disagio, se non accompagnato). Nel XIX secolo furono il regno dei briganti, come il celebre Tiburzi, e oggi storia e legenda dei banditi sono sfruttati a fini turistici (è stato aperto un percorso trekking che da loro prende nome). Bisogna però ricordare anche la Via Francigena, la grande arteria dei pellegrini che si recavano, e hanno ripreso oggi a recarsi, a piedi a Roma…

Insomma, tutta una serie di suggestivi itinerari fra storia e natura cui questa breve pubblicazione, curata da Alberto Pestelli e Maria Iorillo, della redazione de “L’Italia, l’uomo, l’ambiente”, vuole solo accennare, per indurvi alla curiosità della scoperta di una terra che riserba, per lo studioso come per il turista, ancora tante sorprese…

Per effettuare il download del supplemento entra QUI e cerca il file nella lista dei supplementi

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Dino Campana e Angelo de Lima, fratelli in follia/poesia

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PRO NATURA FIRENZE

associazione di promozione sociale

in collaborazione con

“L’Italia, l’uomo, l’ambiente”

rivista on line di informazione ambientale

Presenta

ITINERARI TRA STORIA, NATURA E CULTURE

Ciclo di incontri – Autunno 2015

Mercoledì 28 ottobre 2015

Dino Campana e Angelo de Lima, fratelli in follia/poesia

Uno strano destino accomuna il poeta di Marradi e quello portoghese, che, entrambi afflitti da gravi malattie psichiche, danno alle stampe, a pochissimi mesi di distanza, esattamente un secolo fa, le proprie opere maggiori. Barbara Gori, lusitanista dell’Università di Padova e autrice della prima traduzione italiana delle poesie di de Lima, qui presentata, ne parla con Gianni Marucelli.

 

L’evento si svolgerà di pomeriggio alle ore 18,00 precise presso la Sala conferenze di Allianz Bank, Piazza Savonarola 6, Firenze.

L’ingresso è gratuito. Tutti i cittadini sono invitati a partecipare. Essendo però i posti limitati, per ragioni logistiche l’accesso sarà consentito dalle ore 17,45 alle 18,00.

 

 

 

 

 

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Ciao menestrello, con te se ne va un pezzo di storia fiorentina

riccardo_marasco_musicastrada_butiOggi Firenze piange Riccardo Marasco, il menestrello fiorentino che tutti hanno amato e cantato le sue canzoni in vernacolo. La Redazione de “L’Italia, l’Uomo, l’Ambiente” rende omaggio all’uomo, amico e grande artista riproponendo sia un articolo del nostro direttore Gianni Marucelli apparso su questo sito non molto tempo fa sia due video condivisi da youtube di alcune sue canzoni più famose: l’Alluvione e Vita morte e miracoli di Luca Cava…

Metti una sera a cena… con il cantore della fiorentinità

Di Gianni Marucelli

 

Riccardo Marasco è stato, e resta, il compositore e l’interprete più notevole della canzone popolare toscana.

 

Riccardo Marasco - Foto di Gianni Marucelli © 2015

Riccardo Marasco – Foto di Gianni Marucelli © 2015

Più di dieci anni sono passati da quando ho avuto il piacere di ascoltare la sua voce e la sua chitarra dal vivo, in un contesto assolutamente privato. Stasera lo ritrovo a una cena di amici dello “slow-food”, dedicata alla cucina maremmana, e sembrerebbe che l’acquacotta, i crostini di fegato di coniglio e la scottiglia (piatto di carne eccellente, ma poco conosciuto al di là dei confini regionali) siano i protagonisti della serata, quando in realtà lo è lui: Riccardo Marasco, fiorentino D.O.C., una vita intera dedicata alla ricerca della tradizione dei canti popolari toscani, alla composizione e, cosa che lo ha fatto conoscere e amare da tutti, all’interpretazione mirabile di testimonianze musicali legate alla terra e alle genti di Toscana. Ha 77 anni, Riccardo, ma la sua ironia e la sua verve rimangono intatti, nonostante le amarezze e le delusioni di cui è stata costellata la sua carriera di “menestrello”, così come intatta, seppure un po’ invecchiata, è la celebre chitarra “alata”, sua compagna da sempre negli appuntamenti col pubblico. Il tema del concerto di stasera, in accordo con ciò che il menu propone, è la Maremma, la Maremma qual era con le sue paludi, le sue colline, le sue boscaglie che, oltre ai cinghiali, nascondevano briganti e rivoluzionari, ovvero, più spesso, rivoluzionari che si davano alla macchia e finivano per divenire briganti. E la malaria, la maledizione secolare che ha mietuto più vittime di una guerra, e che è stata debellata da men di un secolo. Di questo ci parla la versione completa (attestata in manoscritti del XVI secolo) di “Maremma amara”, così diversa nella versione che Marasco ci propone come sono diversi i fagioli all’uccelletto che faceva mia nonna da quelli proposti da qualche ristorante alla moda…

Riccardo alterna dotte spiegazioni storiche alla esecuzione di brani, da cui emergono personaggi, famosi e meno, di cui è costellata la lunga vicenda della terra di Toscana: Pia de’ Tolomei, drammaticamente relegata dal marito in un castello sperduto nelle Maremme (“Siena mi fe’, disfecemi Maremma”, così la fa parlare Dante in un celebre verso della Commedia”), il brigante Tiburzi, Domenico Tiburzi, che si batte per se stesso ma, dice la leggenda, anche per riscattare un popolo vessato (tenne in scacco per anni i carabinieri, lo uccisero per un tradimento e lo esposero come una bestia feroce al pubblico ludibrio: e questa è storia, ne rammento la foto d’epoca).

Poi, perché non lo voleva né Dio né il Diavolo, il suo corpo fu sepolto mezzo dentro e mezzo fuori la cinta del cimitero di Capalbio. Marasco canta, la voce un po’ arrochita, e dipinge suggestioni lontane, canta un’antica leggenda del Regno di Napoli e sembra di star dentro “Lo cunto de li cunti” di G.B. Basile, canta le vicende di una famiglia di minatori maremmani, e passa dal serio al faceto, cercando nuovi spunti nel suo immenso archivio mentale. Son passate già le undici, il fuoco nel camino si è spento da un pezzo, Riccardo è stremato. Chiede a quello più vicino a lui, cioè al sottoscritto: “E ora, che si fa?”. “Un classico, di quelli tuoi, poi si va a letto!”. “Il classico, a questo punto, sarebbe proprio di andare a nanna…”, mi risponde, ma poi solleva la chitarra e intona “Firenze bottegaia”, una bellissima canzone composta nel 1989, in cui si percorre la città dando conto di tutte le attività artigianali e commerciali ormai estinte, e si prefigura quello che oggi è divenuto il centro di Firenze, un magnifico scrigno senz’anima. Fioccano gli applausi, regalo a Riccardo un mio libro di poesie, in parte scritte in vernacolo fiorentino. Ci accomiatiamo. La notte di ottobre ci accoglie più umida e fredda, dopo il calore delle emozioni che abbiamo appena vissuto.

Riccardo Marasco - Foto di Gianni Marucelli © 2015

Riccardo Marasco – Foto di Gianni Marucelli © 2015

 

 

 

Licenza Creative Commons
Metti una sera a cena… con il cantore della fiorentinità di Gianni Marucelli © 2015 è distribuito con Licenza Creative Commons Attribuzione – Non commerciale – Non opere derivate 4.0 Internazionale.
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Lettera su governance Parchi Nazionali

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Cari amici lettori vi inoltriamo la lettera che le Associazioni ambientaliste, tra cui la Federazione ProNatura, hanno inviato al Ministro per l’Ambiente, Galletti, richiedendo una incisiva azione di governo a favore dei Parchi Nazionali italiani, molti dei quali sono in evidente crisi, non solo per le ristrettezze economiche che si sono trovati a fronteggiare,ma anche per problemi organizzativi che da soli non sono in grado di fronteggiare adeguatamente…

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Le iniziative congiunte de “L’Italia, l’Uomo, l’Ambiente” e di Pro Natura Firenze

Di Gianni Marucelli

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Gianni Marucelli, direttore della rivista l’Italia, l’Uomo, l’Ambiente e presidente di Pro Natura Firenze, mostra la bandiera della storica associazione ambientalista fiorentina. Foto di Alberto Pestelli

Si sta svolgendo a Firenze il Ciclo di incontri “Itinerari fra Storia, Natura e Culture”, organizzato congiuntamente da Pro Natura Firenze e dalla nostra Rivista. Le prime conferenze hanno avuto per tema, rispettivamente, i danni all’ambiente e alla salute prodotti dalla coltivazione e dal consumo dell’olio di palma – relatrice la biologa nutrizionista Stefania Fineschi -, l’Enciclica “ecologica” di Papa Francesco “Laudato sì”, sulla quale ha portato un’approfondita riflessione il prof. Lauro Seriacopi, e “I poeti italiani di fronte alla Grande Guerra”, argomento che è stato trattato dal nostro direttore Gianni Marucelli, coadiuvato, nella lettura dei testi poetici, da Giovanni Pacini e Gabriella Bigi.

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Foto di Gabriele Patriarchi

In particolare, Marucelli si è soffermato sulla responsabilità di gran parte degli intellettuali italiani, che sostennero allora l’intervento dell’Italia a fianco di Francia, Inghilterra e Russia nel conflitto scoppiato nel 1914: da d’Annunzio a Marinetti, dal gruppo redazionale della rivista fiorentina “La Voce” (Giovanni Papini, in primo luogo) agli irredentisti friulani e trentini (Scipio Slataper, i fratelli Stuparich, naturalmente Cesare Battisti). Molti di loro pagarono questa scelta con la vita.

Egualmente eclatante il cambiamento di opinione che, inevitabilmente, la diretta partecipazione all’immane massacro e agli orrori della guerra di trincea provocò in moltissimi poeti, che pure si erano offerti volontari per il fronte: a cominciare da Giuseppe Ungaretti e da Clemente Rebora, per fare l’esempio di due scrittori che l’esperienza bellica segnò profondamente.

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Foto di Alberto Pestelli

Il Ciclo di incontri proseguirà nelle prossime settimane, presso la sede di Allianz Bank, in piazza Savonarola 6, che gentilmente ha concesso l’uso della sua sala-conferenze.

In programma:

  • Mercoledì 28/10: “Angelo de Lima e Dino Campana, fratelli in follia/poesia”, presentazione della prima traduzione in lingua italiano delle opere del poeta portoghese Angelo de Lima, morto in manicomio nel 1921, la cui vita (contemporanea a quella di Dino Campana) e il cui sperimentalismo poetico offrono molti motivi di riflessione sulle analogie con lo scrittore di Marradi.
  • Giovedì 5/11: presentazione del libro di Paolo Ciampi “L’Olanda è un fiore”, primo di due incontri dedicati alla “scrittura di viaggio”.
  • Giovedì 12/11: presentazione del libro “L’ultimo pirata della Patagonia”, di Tito Barbini, anch’egli scrittore-viaggiatore.
  • Giovedì 19/11: conclude il ciclo, l’incontro con Donatella Alamprese, la più illustre cantante italiana del genere “tango”, che, insieme al chitarrista Marco Giacomini, presenterà una sua personale visione della storia del Tango, con esemplificazioni musicali “dal vivo”.

 

Per tutti gli interessati: agli incontri, che si terranno nei giorni indicati presso la sede di Allianz Bank, Piazza Savonarola 6, Firenze, si può accedere liberamente (ore 17,45).

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Foto di Alberto Pestelli

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Sei inceneritori in Sicilia…

Federazione nazionale Pro Natura
Via Pastrengo 13 10128 Torino
Tel. 011.5096618 Fax 011.503155
http://www.pro-natura.it
e-mail: info@pro-natura.it
PEC: federazione.pronatura@pec.it

ATT0Per opportuna informazione si inoltra, in allegato, un documento firmato da alcune Associazioni della Sicilia, fra le quali la federata “Natura sicula onlus”, contro la proposta di costruire sei inceneritori in Sicilia.
Cordiali saluti.
La segreteria

Per effettuare il download del documento delle Associazioni della Sicilia cliccare sul link a fondo pagina

crocetta, 6 inceneritori in sicilia

 

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Emilia Romagna – Sul sentiero degli gnomi

Di Gianni Marucelli

Che cosa fare in un’uggiosa mattina di ottobre, se la pioggia cade obliqua e incessante, spinta dal vento che scende dalle balze d’Appennino? Che fare, soprattutto, se state “passando” le acque termali e, tra una terapia e l’altra, avete già sorseggiato il caffè e letto i giornali disponibili, compresi quelli strettamente locali? Qui, a Bagno di Romagna, un’attrattiva che non ho ancor visto c’è, a dire il vero, anche se il suo nome sembra in grado di attirare più un bambino di tre o quattro anni che un uomo, e di età, qual sono… Si tratta del Sentiero degli Gnomi: indossata giacca a vento e cappello impermeabile, ne raggiungo l’imbocco, presso i giardini che costeggiano il fiume Savio.

Sull’altra riva incomincia il bosco dell’Armina, in cui vivrebbero, secondo le leggende locali, dei migranti “al contrario”, venuti qui dalle fredde terre del Nord: gli Gnomi, appunto. Alti una quindicina di centimetri, in media, e rivestiti degli abiti tradizionali cui sovrasta il cappuccio conico, come spiega un cartello multicolore, raramente si fanno vedere dagli umani che superino i dieci anni di età. Amici degli animali, ne condividono l’ambiente e cercano di proteggerli dalle malefatte degli uomini… E di animali, sul sentiero degli Gnomi, se ne vedono eccome, dal cervo alla volpe al lupo e via dicendo, solo che sono scolpiti bellamente nel legno (quasi a grandezza naturale) e colorati a meraviglia dagli artigiani locali, così come i funghi “matti” (le amanite muscarie dal bel colore rosso). E, a ogni passo, si aprono fantastiche vedute sulle casette degli Gnomi: c’è pure l’Ufficio Postale, con cassetta in cui i bimbi possono imbucare missive indirizzate allo Gnomo Bagnolo (il Gran Capo), l’edificio che ospita le udienze del Gran Consiglio gnomesco, la torre di avvistamento da cui lo gnomo Lince sorveglia il bosco, persino un’oca selvatica in volo “di trasporto gnomi”(due le stanno avvinghiati al collo). Ogni tanto, un cartello spiega con dovizia le particolarità di questo tratto del bosco dell’Armina e che cosa devono fare i piccoli visitatori per essere considerati “amici degli Gnomi”: in poche parole, amare e rispettare la Natura. In cima al sentiero, assai agevole, la radura degli Gnomi offre sedili di legno prima della ridiscesa a valle.

È un bellissimo percorso didattico, questo sentiero, che unisce gli itinerari nella natura a quelli nel mondo della fantasia: e non esiste niente di più efficace per far colpo sulla mente dei piccoli.

Ma è anche una gradevole passeggiata, a ritroso nel tempo, verso il periodo favoloso dell’infanzia, anche per noi adulti, che, sotto la pioggia, abbiamo trovato il modo di trascorrere piacevolmente un’oretta di una mattinata grigia di autunno.

Nota: Il Sentiero degli Gnomi si trova a Bagno di Romagna, provincia di Forlì-Cesena, ai confini del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, ed è liberamente percorribile in ogni giorno dell’anno.

 

 

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Sardegna – La casa aragonese di Fordongianus

Di Alberto Pestelli in collaborazione con Paolo Melis

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“Casa aragonese fordongianus” di I, OrsOrazio. Con li-cenza CC BY-SA 3.0 tramite Wikimedia Commons.

Sfogliando le pagini virtuali di Facebook alla ricerca di luoghi che ispirano “poesia”, spesso mi trovo davanti a immagini che non “ti aspetti” di un paese, del quale credevo di conoscere tutto o quasi. Recentemente, “vagabondando” con il pensiero lungo le contrade della Mia seconda Terra di origine, grazie al gruppo pubblico di facebook “La Sardegna che non ti aspetti” (creato dall’amico Paolo Melis di Cagliari – https://www.facebook.com/groups/119960393003/) mi è capitato di ammirare una bellissima fotografia di una storica abitazione di Fordongianus in provincia di Oristano.

Fordongianus è un piccolo comune della regione del Barigadu (non arriva ad avere mille abitanti) situato sulla riva sinistra del fiume Tirso. Il paese ha una grandissima importanza storica. Sorge, infatti, nei pressi del centro fortificato di origine romana, chiamato Forum Traiani che già all’epoca era famoso per il suo complesso termale, costruito più o meno nel I secolo d.C.

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“Terme fordongianus” di I,. Con licenza CC BY-SA 3.0 tramite Wikimedia Commons.

Nel passato ho visitato un paio di volte Fordongianus, attratto dalle rovine delle antiche terme romane e dalla loro storia, ma mai avrei immaginato che il paese conservasse un piccolo gioiello di architettura unica. Parlo della Casa Aragonese di Fordongianus (casa Madeddu).

Non ho resistito e sono andato alla ricerca di qualche articolo che parlasse di questo splendido esempio di abitazione del XVI secolo.

Paolo Melis del gruppo “La Sardegna che non ti aspetti” mi ha consigliato di visitare il sito della provincia di Oristano dove ha tratto l’immagine e la breve descrizione delle caratteristiche della “Domus aragonese” (http://www.gooristano.com/). Inoltre, ho visitato le pagine di Wikipedia dove ho “preso in prestito” (citando, come è giusto fare, la fonte di provenienza) le fotografie delle terme romane oltre, alla bellissima abitazione.

Brevemente andiamo a parlare della Casa Aragonese. Essa è un tipico esempio di abitazione dell’aristocrazia che è stata costruita a cavallo del XVI e il XVII secolo. Secondo alcuni esperti ha preso molto dalle case in stile campidanese a corte chiusa. Quest’ultime sono molto diffuse nella parte meridionale dell’isola. Tuttavia la casa di Fordongianus si discosta di un particolare rispetto alle tipiche abitazioni campidanesi a corte chiusa: Sa lolla, ovvero il porticato, è all’esterno invece che all’interno. Le colonne del porticato e le finestre (decorate con bellissimi fregi floreali e motivi religiosi) sono in trachite rossa.

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“Fordongianus-casaragonese”. Con licenza Pubblico dominio tramite Wikipedia

Vediamo com’è composta la casa: oltre al sopra citato ampio porticato esterno, ci sono ben grandi sale interne. Solo otto possono essere visitate dal pubblico. Abitata fino al 1978, fu divisa in due parti: una è stata adibita a museo mentre l’altra solo di recente è stata acquistata dal Comune di Fordongianus.

Aspettando di poterla visitare realmente nel prossimo futuro, per il momento posso solo aggiungere che, grazie alla mia eterna curiosità e soprattutto grazie a Paolo Melis de “La Sardegna che non ti aspetti”, ho scoperto un angolo prezioso della mia seconda terra che davvero non mi aspettavo.

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Sardegna – La casa aragonese di Fordongianus di Alberto Pestelli in collaborazione con Paolo Melis © 2015 è distribuito con Licenza Creative Commons Attribuzione – Non commerciale – Non opere derivate 4.0 Internazionale.
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I poeti italiani di fronte alla Prima guerra mondiale

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Pro Natura Firenze

in collaborazione con L’Italia, l’Uomo, l’Ambiente

presenta

Mercoledì 21 ottobre

I poeti italiani di fronte alla Prima guerra mondiale

A un secolo esatto dall’entrata in guerra dell’Italia, Gianni Marucelli, presidente Pro Natura Firenze ed esperto di poesia italiana del ‘900, riflette sulla responsabilità dei poeti italiani di allora di fronte all’inizio di quel folle massacro e sulla nèmesi che li attese nella guerra di trincea. I brani poetici verranno letti da Giovanni Pacini e Gabriella Bigi.

L’evento si svolgerà di pomeriggio alle ore 18,00 precise presso la Sala conferenze di Allianz Bank

Piazza Savonarola 6, Firenze.

L’ingresso è gratuito. Tutti i cittadini sono invitati a partecipare. Essendo però i posti limitati, per ragioni logistiche l’accesso sarà consentito dalle ore 17,45 alle 18,00.

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