Dolce è la sera… senza l’olio di palma

logo1L’Associazione Pro Natura Firenze, nell’ambito del ciclo di incontri “Itinerari tra Storia, Natura e Culture”, organizza per Giovedì 1 Ottobre alle ore 17,45 precise la conferenza

Dolce è la sera… senza l’olio di palma

 crostata-alla-marmellata-di-pesche-649

L’olio di palma è contenuto nel 90% dei prodotti da forno, dolci e salati, preparati industrialmente. Alcuni studi italiani e francesi ne hanno evidenziato la pericolosità, altri invece ne hanno parlato come di un alimento sano ed innocuo per la salute. Alcuni si scagliano contro i metodi di coltivazione di questo albero da frutto, causa della deforestazione nei territori più adatti alla coltura. Altri dicono che il progresso spesso ha dovuto abbattere foreste, spianare montagne e costruire strade. Dove sta la verità? Quali sono i dati certi ed inoppugnabili che possiamo utilizzare per farci un quadro semplice e chiaro della situazione? La biologa Stefania Fineschi ci aiuterà a fare luce sulla untuosa questione “Olio di Palma”. Un assaggio di dolcetti freschi, preparati al modo d’un tempo, concluderà la serata.

Saletta conferenze di Allianz Bank, Piazza Savonarola 6, Firenze. Ingresso libero.

Share Button

Vuoti a perdere, il riciclo diventa arte

Il caro amico Guido De Marchi ci invia la locandina, le fotografie e tre sue poesie, lette durante l’evento, di una importante mostra artistica che lo vede protagonista.

manif def vuoti a perdere GALATA est jp10 copia

Discarica

 

Vagavo in me stesso

nella landa sconfinata

del mio passato.

Qui e là ogni tanto

affiorava qualcosa

un lembo di giornale

una fotografia

un oggetto

e frammenti di cose

che furono.

Ogni tanto prendeva

sopravvento

la curiosità:

gli informi brandelli

ridisegnavano altre

realtà, altre identità.

Creavo, forse,

o ri-creavo

qualcosa in cui

tornare a rivivere

decantate emozioni

o nuove utopie.

Erravo nella discarica

della mia memoria

in cerca di reperti

per dare un senso

alla mia smarrita

identità.

 

City

Scende la sera

a tracciare ombre

sui cristalli

delle vetrate

e spazi

nascenti confini

per nuove solitudini

parvenze d’uomo

nell’ombra dei portici

aspettando la notte

si imballano

in scatole di cartone

vuoti a perdere

destinati al macero

qualche insegna lampeggia

a mimare la vita.

 

Alzheimer

stratifica differenziata

la raccolta dei pensieri

(un colore per ogni sacchetto)

e si svuota la mente

nel lento sgombero

operato dal tempo.

Share Button

TRIVELLE, CONSIGLIO REG. SARDEGNA: OK ALLA RICHIESTA DI REFERENDUM

L’Assemblea regionale della Sardegna ha approvato la proposta di referendum tesa a cancellare gli articoli della Legge Sblocca Italia, altrimenti chiamata dagli ambientalisti “Sbrocca Italia”, che permette di trivellare i nostri mari alla ricerca di idrocarburi, con conseguenze e rischi sull’ambiente facilmente intuibili da chiunque. Riportiamo a seguire un articolo apparso sulla Rivista on line “Animali e Ambiente”.

Trivelle, Consiglio regionale Sardegna: Ok alla richiesta di referendum

Mercoledì, 23 settembre 2015

COME IN BASILICATA, MARCHE, PUGLIA E MOLISE

Anche il Consiglio regionale della Sardegna ha deliberato la richiesta di referendum abrogativo delle norme nazionali che regolano le autorizzazioni e gli espropri a scopo di prospezione per la ricerca ed estrazione di idrocarburi nel sottosuolo. Due le mozioni approvate dall’assemblea sarda: quella che riguarda l’articolo 38 dello “Sblocca Italia” è passata con 53 voti favorevoli e uno contrario; la seconda mozione, invece, è riferita all’articolo 35 del decreto Sviluppo, è stata varata all’unanimità. Sarà il presidente del Consiglio regionale Gianfranco Ganau a presentare ufficialmente la richiesta di referendum agli organi preposti. L’ok del Consiglio regionale della Sardegna sulla proposta di un referendum abrogativo anti-trivelle si va ad aggiungere a quello già espresso dalla Basilicata, dalle Marche, dalla Puglia e dal Molise nei giorni scorsi. Intanto, si attende anche il via libera delle altre regioni che mancano all’appello e che hanno calendarizzato la discussione in consiglio (Sicilia, Abruzzo, Veneto, Calabria, Campania e Liguria).

Panorama di Cagliari

Panorama di Cagliari

Share Button

Socrate: esiste un solo bene, la conoscenza, e un solo male, l’ignoranza.

Di Paola Capitani

Socrates and Xanthippe.jpg

“Socrates and Xanthippe” di Otto van Veen – Xanthippe versant de l’eau sur la tête de Socrate – Gravure d’Otto Van Veen, Anvers 1607. Con licenza Pubblico dominio tramite Wikimedia Commons.

Durante un’estate da dimenticare, tra il caldo torrido, il dolore per un intervento effettuato, l’obbligo di stare a casa, la mancanza di contatti di amici e parenti, mi ha fatto riflettere su temi quali la conoscenza e l’ignoranza. Due concetti diametralmente opposti che si fronteggiano e che provocano vittime, senza spargimento di sangue, ma con la diminuzione di uso di cellule cerebrali, di neuroni, di emozioni e sentimenti. Tutto questo alimenta in maniera esponenziale la solitudine e crea delle lande sperdute dove ognuno si sente più solo e in balia di fenomeni che non riesce a controllare. Per non parlare del bollettino di guerra rappresentato dalle notizie dei giornali, dei notiziari radiotelevisivi e radiofonici. In un secolo dedicato alla comunicazione si assiste inermi a falsi contatti e false amicizie, così chiamate sui network più gettonati dove si inviano notizie a raffica, foto di pranzi e località, ma non interessa chi li legge e, peggio, non si crea un canale comunicativo vero, ma solo una vetrina dove ciascuno si espone, con pericolose ricadute di quella privacy tanto invocata. Ma questo è lo scenario. È sufficiente un sintetico “mi piace” per sentirsi gratificati e il “dare amicizia” ormai un luogo comune in cui la parola “amicizia” ha perso il suo vero significato. Fortunatamente alcuni esperti del settore hanno capito il danno conseguente a tale fenomeno che hanno provocato e hanno iniziato a chiudere i vari “canali” per ovviare a questo inaridimento di sentimenti a all’impoverimento della comunicazione e quindi della conoscenza, del rispetto, dell’educazione, della creatività. Tutti cliccano, taggano, postano, fotografano, ma non interessa di costruire un legame vero e profondo, solo contatti rapidi e superficiali, com’è purtroppo la vita di oggi, dove i valori veri sono stati dimenticati.

Sempre più si assiste a scene che denotano arroganza, sopraffazione e maleducazione, dimenticando il banale ma fondamentale rispetto per l’altro, chiunque esso sia. Semplici ma basilari gesti di buona educazione sarebbero facilmente elencabili, ma chi ha conoscenza di fatti e di persone sa di quali episodi si tratta: dalle code ai negozi e agli sportelli, dalla modalità di salita e discesa dai mezzi pubblici, dall’uso spregiudicato di spazi comuni, dal disinteresse totale verso gli altri, in particolare verso chi ha problemi di deambulazione o altre patologie. Le esortazioni a un comportamento civile e civico ci ricordano suggerimenti superati e antiquati, ma purtroppo sono fondamentali per cercare di cambiare qualcosa anche nel singolo comportamento, che poi nella realtà comune potrebbe far migliorare il benessere di tutti.

Sembra uno scritto degno di Cuore o di Pinocchio, ma tale è la realtà e la conseguenza è che molti si chiudono in casa per non dover sottostare a fenomeni sgradevoli, con la paura di dover arrivare a spiacevoli discussioni che purtroppo degenerano in episodi di violenza inauditi, come i giornali ci continuano a raccontare.

Paola Capitani

Licenza Creative Commons
Socrate: esiste un solo bene, la conoscenza, e un solo male, l’ignoranza. di Paola Capitani © 2015 è distribuito con Licenza Creative Commons Attribuzione – Non commerciale – Non opere derivate 4.0 Internazionale.
Based on a work at www.italiauomoambiente.it.

Share Button

A cavallo fra l’estate e l’autunno

PILLOLE DI METEOROLOGIA

 

A cavallo fra l’estate e l’autunno

 

Di Alessio Genovese

 

I lettori più fedeli di questa rivista online che hanno visionato il precedente articolo a firma dello scrivente, pubblicato nei primi giorni del mese di giugno c.a., forse si ricorderanno che avevo riconosciuto esplicitamente come effettuare delle previsioni meteorologiche stagionali comporti ancora un notevole margine d’errore. Ciò non toglie che sia opportuno da parte mia fare un mea culpa, dal momento che per l’estate appena trascorsa avevo immaginato una situazione di tempo per lo più stabile ma con clima non troppo caldo, determinato da un ritorno nel bel paese dell’Anticiclone delle Azzorre che di solito non comporta delle temperature troppo superiori ai 30°-32°. Non c’è bisogno di specificare come, purtroppo, si siano raggiunte per lunghi periodi delle temperature ben superiori. Ciò è avvenuto perché in realtà non si è avuto un ritorno in grande stile dello stesso Anticiclone delle Azzorre, ma piuttosto una riaffermazione del “famigerato” Anticiclone Africano che nelle prime proiezioni di fine primavera sembrava non avesse la forza di riproporsi fino ad abbracciare tutto il Mediterraneo ed anche buona parte dell’Europa centrale, come poi invece ha fatto.

 

Estate fonte della foto www.settemuse.itUn altro fattore che, sebbene le correlazioni scientifiche siano ancora da dimostrare fino in fondo, potrebbe aver determinato non solo un’estate rovente ma anche un intero anno che si preannuncia concludersi fra i più caldi da quando vengono effettuate le rilevazioni, è il Nino di cui si è già parlato in altri articoli. Si tratta di un fenomeno ciclico che comporta un riscaldamento periodico delle acque superficiali dell’Oceano Pacifico e che sembrerebbe poter condizionare al rialzo il clima per lo meno su scala europea, oltre a condizionare la quantità di piogge su scala globale. Il Nino si alterna con la Nina, che nei cinque anni successivi comporta un raffreddamento delle medesime acque. In questo momento Il Nino sembra che stia per entrare nella sua massima fase di espressione e ciò potrebbe continuare ad influenzare il clima di casa nostra ancora per diversi mesi. Alla luce di ciò, se in parte sono state sbagliate le previsioni dell’estate appena conclusa, cosa capitata anche a molti meteorologi di professione e ad esperti che scrivono sui vari forum meteo, dovrebbero invece rimanere confermate, nonostante vi siano ancora molte incertezze, le previsioni per un terzo inverno consecutivo con temperature ancora una volta piuttosto miti e comunque sopra le medie stagionali. Tutto ciò anche se esiste una minima possibilità di assistere a degli importanti scambi meridiani, determinati dallo stesso Nino, che potrebbero determinare delle brevi discese di aria fredda dal Polo Nord fino alle nostre regioni.

oceano fonte della foto www.meteoweb.euSe è veramente troppo presto per parlare dell’inverno, diverso è il discorso per l’autunno che in realtà, dal punto di vista meteorologico, è già iniziato il 1 settembre. L’elemento che per ora risalta di più all’attenzione è la chiusura quasi totale della porta atlantica, fattore questo che diminuisce la possibilità di far arrivare fino al Mediterraneo le perturbazioni atlantiche foriere di piogge. Credetemi che, al momento, più rimane chiusa tale porta e meglio è, perché con le alte temperature raggiunte dai nostri mari, causa gli accumuli di calore estivo, sarebbe molto elevato il rischio di situazioni alluvionali sul nostro paese. Allora, speriamo veramente che nel mese di ottobre non cambi all’improvviso lo schema barico che la natura ci ha presentato negli ultimi mesi. Potremmo, infatti, assistere a delle continue alternanze fra l’Anticiclone Africano, la cui presenza non comporterebbe più ovviamente le temperature afose dell’estate, e delle discese di aria fresca/fredda dai settori di nord est. Quest’aria fredda potrebbe così consentire ai nostri mari di raffreddarsi in tempo per l’avvento del mese di novembre quando, anche da statistiche, è più probabile che giungano le perturbazioni atlantiche con piogge abbondanti al seguito. Se si concretizzassero tali schemi barici, il mese di ottobre potrebbe forse essere il primo in media o leggermente al di sotto dopo una lunghissima serie con segno opposto. Questo dipenderà anche dell’esatta traiettoria delle eventuali discese di aria fresca da nord-est. Diverso sarebbe invece il discorso per novembre che tornerebbe ad essere mite.

autunno fonte della fotografia www.nonsprecare.itCome più volte espresso, lo scrivente, che ama l’alternanza delle stagioni e di climi diversi ed è quindi amante anche del freddo e della neve, considera questo periodo come di transizione ed è quanto mai curioso di comprendere cosa accadrà al nostro clima dal 2017/2020 in poi. Il nostro Direttore in un recente articolo ha lasciato ben trasparire il suo rammarico per il ritiro dei ghiacciai (in particolare ha citato quello del Cevedale) e per una situazione climatica piuttosto diversa rispetto a quella riscontrata nella sua giovinezza. Personalmente sono ancora fiducioso che tale trend al rialzo delle temperature possa arrestarsi, se non addirittura invertire rotta nei prossimi anni, complici tutta una serie di fattori di cui in parte si è già parlato e di cui si riparlerà sicuramente su questa pagina web, e quindi auguro allo stesso Direttore di poter vedere un ghiacciaio del Cevedale in ripresa in una delle sue prossime escursioni in Trentino.

Trentino - Foto di Alessio Genovese ©

Alessio Genovese

Licenza Creative CommonsA cavallo fra l’estate e l’autunno di Alessio Genovese è distribuito con Licenza Creative Commons Attribuzione – Non commerciale – Non opere derivate 4.0 Internazionale.
Based on a work at www.italiauomoambiente,it.

Share Button

Programma conferenze di Pro Natura Firenze “Autunno 2015, Itinerari tra Storia, Natura e Culture”

logo1Cari amici lettori,

inoltriamo in allegato il programma delle conferenze “Autunno 2015, Itinerari tra Storia, Natura e Culture” della storica associazione ambientalista Pro Natura Firenze. Gli eventi, in collaborazione con la nostra rivista, si terranno presso la Sala Conferenze di Allianz Bank, piazza Savonarola 6. L’ingresso è gratuito. Tutti i cittadini sono invitati a partecipare. Essendo però i posti limitati, per ragioni logistiche l’accesso sarà consentito dalle ore 17,45 alle 18,00.

La Redazione

Share Button

Vengo anch’io… no tu no!

Di Alberto Pestelli

lorenzo-baglioni-iacopo-melioMa chi se lo aspettava un tale successo questo singolare modo per sensibilizzare pubblico e istituzioni sulle difficoltà delle persone portatrici di handicap e sulle barriere architettoniche?

Lorenzo Baglioni, giovane attore e cantastorie fiorentino (che ho l’onore di conoscere personalmente), già autore di diversi brani apparsi con grande successo sul web, stavolta ha superato se stesso finendo addirittura al TG5. Lo ha fatto proponendo un suo lavoro su internet, che ricalcando la famosa canzone di Enzo Iannacci “Vengo anch’io, no tu no”, punta il dito sulla scarsa sensibilità nei confronti dei disabili costretti ogni giorno a lottare contro le infinite barriere architettoniche.

Fondamentale, insieme a Lorenzo e alla sua band, la presenza del giovane disabile Iacopo Melio, noto per la sua battaglia per migliorare la possibilità di usufruire dei mezzi pubblici.

Famosa la sua iniziativa #vorreiprendereiltreno ancora presente su twitter.

Godetevi il video su youtube e inviate un meritatissimo applauso a Iacopo e a Lorenzo per questo successo nazionale sul web.

Share Button

TAR DI BOLZANO SOSPENDE DELIBERA PROVINCIALE SU STRAGE MARMOTTE

Pubblichiamo un estratto di un articolo della rivista on line “Animali e Ambiente

“Sempre più si evidenzia come l’attuale Giunta che governa la provincia autonoma di Bolzano (ma Trento non è da meno) sia schierata in modo massiccio e, direi, provocatorio, a favore di una caccia con poche regole e contro una attenta conservazione del territorio e degli animali che lo popolano. Ricordiamo che questi politici si sono a lungo battuti per lo smembramento del Parco Nazionale dello Stelvio, alla fine ottenendolo dal Governo Renzi, al fine di reintrodurre la caccia nel settore sudtirolese, cosi’ come hanno approvato senza batter ciglio e contro il parere degli ambientalisti locali la costruzione di nuovi grandiosi impianti sciistici (Val di Sesto). L’ultima “perla” è il “sì” all’abbattimento di circa 1000 marmotte, ree di non si sa cosa, un provvedimento disgustoso che, fortunatamente, è stato bloccato dal TAR”.

Marmota flaviventris.jpg

“Marmota flaviventris” di Jon Sullivan – PDPhoto.org. Con licenza Pubblico dominio tramite Wikimedia Commons.

“Animali e Ambiente”

(rivista on line)

TAR DI BOLZANO SOSPENDE DELIBERA PROVINCIALE SU STRAGE MARMOTTE

Mercoledì, 16 Settembre 2015

LAV: MILLE ANIMALI SOTTRATTI AI FUCILI DEI CACCIATORI

TAR DI BOLZANO SOSPENDE DELIBERA PROVINCIALE SU STRAGE MARMOTTE

Il Tar di Bolzano ha sospeso il provvedimento provinciale che dall’8 settembre aveva dato mano libera ai cacciatori, allo scopo di uccidere 958 marmotte ritenute “colpevoli” di produrre danni all’ambiente e alle coltivazioni.

Gli animali erano stati accusati addirittura di “mettere a rischio la stabilità dei rifugi e delle stalle, dei supporti di linee a cavo e delle opere per la stabilizzazione dei pendii”! Danni denunciati dalla Provincia senza alcun concreto supporto documentale e soprattutto senza aver verificato alcuna misura alternativa che favorisse l’allontanamento degli animali, arrivando persino ad affermare che la traslocazione delle marmotte ingenera elevato stress negli animali, per cui è meglio ammazzarli!

”Ora il pronunciamento del Tar mette definitivamente fine all’insensato massacro delle marmotte voluto dall’assessore Arnold Schuler”, commenta Massimo Vitturi, responsabile Lav Animali selvatici. Resta però il fatto che per alcuni giorni i cacciatori hanno potuto sparare alle inermi marmotte.

”Certamente ne avranno uccise alcune, – prosegue Vitturi – quindi annunciamo fin d’ora che chiederemo conto all’amministrazione provinciale di questa gestione della fauna selvatica più propensa allo sterminio di ogni forma di vita, che alla tutela e all’incremento del patrimonio faunistico. Il nostro ufficio legale è al lavoro per valutare le responsabilità di ogni morte ingiustamente causata”.

La disastrosa gestione della fauna selvatica da parte dell’Amministrazione provinciale, peraltro è sotto indagine da tempo. Quest’ultimo atto, sospeso dal Tar di Bolzano, conferma quanto la Provincia di Bolzano sia sensibile alle richieste delle frange più estremiste dei cacciatori, piuttosto che alle esigenze di tutela degli animali, dettate anche dalle norme nazionali ed europee. Un’inequivocabile scelta di campo, che s’innesta nel filone delle polemiche sorte attorno ai finanziamenti a fondo perduto erogati negli anni dalla Provincia all’associazione cacciatori Alto Adige.

”Siamo molto felici per il pronunciamento del Tar grazie al quale le marmotte non corrono più alcun pericolo di essere uccise dai fucili dei cacciatori. – conclude Vitturi – Grazie al certosino lavoro dell’avvocato De Pascalis siamo riusciti a fermare un’azione insensata che avrebbe causato inutili sofferenze”.

 

Share Button

Cagliari: Il parco di Monte Claro

Di Alberto Pestelli

Grazie alla sua natura geologica in calcare bianco, i romani che invasero la Sardegna lo chiamarono Mons Clarus. Il colle cagliaritano, tuttavia, era già frequentato già molto tempo prima dell’arrivo dei figli di Romolo. Intorno alla seconda metà del III millennio avanti Cristo, sul Monte Claro si sviluppò un’importante civiltà pre-nuragica (la cosiddetta cultura di Monte Claro. A testimoniare quest’antica presenza c’è tutta una serie d’importanti ritrovamenti archeologici. Nel 1905 fu trovato un ipogeo funerario, dove sono stati trovati molti oggetti funebri adesso esposti al bellissimo museo archeologico di Cagliari in piazza Arsenale.

Monte Claro, dal 1905 al 1998 si trovava all’interno dell’ex ospedale psichiatrico della città. Dopo la sua chiusura grazie alla legge Basaglia del 1978, passò sotto la responsabilità della provincia di Cagliari che l’ha trasformato a parco cittadino.

L’ingresso principale del parco è situato in via Cadello. Sin dall’entrata ci accompagna un viale impreziosito da lecci al cui inizio sono poste le curiose e famose pietre sonore create dall’artista sardo di fama internazionale Pinuccio Sciola.

Proseguendo per il viale si nota a destra un piccolo laghetto con l’immancabile corredo aviario costituito da germani e altre specie di anatre.

Andando avanti si può ammirare una singolare fontana detta “Fontana Logo” dal simbolo del parco sullo sfondo della struttura stessa. Il logo riproduce la decorazione che fu ritrovata nel 1905 nell’ipogeo funerario.

La flora è ben rappresentata nel parco: carrubi e vari tipi di pini (tra cui il pino di Aleppo), oleandri, i gelsi bianchi, i viburni, i salici nei pressi del laghetto, gli olivi, gli onnipresenti mirto e corbezzolo.

Numerose specie di volatili fanno la loro bella figura: oltre ai germani e alle altre anatre, frequenti sono i cardellini, delle cinciallegre e altri passeracei che devono contendersi il “palco canoro” con una gran quantità di urlanti pappagalli di ogni razza e grandezza (sicuramente fuggiti da qualche gabbietta…). Naturalmente non possono mancare i classici piccioni e, visto che Cagliari è sul mare, i gabbiani.

Nel laghetto “sguazza, e si riproduce” una nutrita popolazione di tartarughe sicuramente lì abbandonate da diverso tempo una volta cresciute e l’acquario diventato troppo stretto…

Il parco di Monte Claro è aperto tutto l’anno dall’alba alla sera ed è di facilissimo accesso. A fianco dell’ingresso principale c’è un comodo e ampio parcheggio per i visitatori che abitano distante dal quartiere dove si trova.

È un luogo dove passeggiare e fare jogging nel bel mezzo della città senza preoccuparsi del traffico cittadino.

Insomma un parco aperto a tutti e non solo per i Cagliaritani ma anche per quei turisti amanti delle altre realtà oltre alle solite bellissime, incantevoli spiagge!

Fotografie di Alberto Pestelli © 2015

Licenza Creative CommonsCagliari: Il parco di Monte Claro di Alberto Pestelli © 2015 è distribuito con Licenza Creative Commons Attribuzione – Non commerciale – Non opere derivate 4.0 Internazionale.
Based on a work at www.italiauomoambiente.it.
Permessi ulteriori rispetto alle finalità della presente licenza possono essere disponibili presso www.italiauomoambiente.it.

Share Button

Via i glifosati dall’agricoltura italiana: sono cancerogeni!

È questa la richiesta avanzata dal tavolo delle Associazioni ambientaliste e di Agricoltura biologica al Governo italiano. I dettagli in un articolo della rivista on line “Animali e Ambiente” che riportiamo integralmente anche nel formato PDF da scaricare gratuitamente.

http://www.nelcuore.org/blog-associazioni/item/glifosato-allarme-delle-associazioni-e-cancerogeno-va-vietato.html

620px-Glyphosate.svg

GLIFOSATO, SOS DELLE ASSOCIAZIONI: “E’ CANCEROGENO, VA VIETATO”

Sabato, 12 Settembre 2015

“FERMARE PRODUZIONE DI UN PESTICIDA MOLTO DIFFUSO”

GLIFOSATO, SOS DELLE ASSOCIAZIONI: “E’ CANCEROGENO, VA VIETATO”

Divieto di produzione, commercializzazione e uso di tutti i prodotti fitosanitari a base di glifosato. Lo chiede oggi, in una lettera inviata al governo italiano, il Tavolo delle 17 associazioni nazionali ambientaliste e dell’agricoltura biologica. Definito quest’anno dallo Iarc (International agency for research on cancer), l’agenzia per la ricerca sul cancro dell’Oms, sicuro cancerogeno per gli animali e fortemente a rischio anche per l’uomo, il glifosato è il pesticida più utilizzato al mondo e presente in 750 formulati tra i quali il Glinet® e il Roundup®, quest’ultimo proposto dalla Monsanto in abbinamento a sementi Ogm che sviluppano resistenza a questo prodotto.
Il Tavolo chiede, inoltre, alle Regioni di rimuovere il prodotto da tutti i disciplinari di produzione che lo contengono e di escludere da qualsiasi premio nei PSR le aziende che ne facciano uso evitando di premiare e promuovere “l’uso sostenibile” di un prodotto dichiarato cancerogeno dall’Organizzazione mondiale della sanità.
Partita da un’iniziativa di Aiab (Associazione italiana per l’agricoltura biologica) e Firab (Fondazione italiana per la ricerca in agricoltura biologica e biodinamica), la campagna “Stop glifosato” è diventata la campagna di tutto il tavolo delle Associazioni Ambientaliste e dell’Agricoltura Biologica e ha già raccolto l’adesione di molte altre organizzazioni nazionali che oggi in occasione dell’apertura del Sana a Bologna, il Salone del biologico e del naturale, lanciano l’allarme.
La pericolosità del glifosato per persone, piante e animali è ampliata dal fatto di essere largamente utilizzato non solo in agricoltura ma anche per la pulizia delle strade e delle ferrovie e presente nei prodotti per il giardinaggio e l’hobbistica. Anche i bambini possono essere esposti al pericolo del glifosato durante le erogazioni in aree pubbliche come scuole e giardini. Inoltre, risulta presente, secondo dati internazionali, nell’acqua. In Italia, secondo il report “Pesticidi nelle acque” dell’Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale), è la sostanza che più spesso supera i limiti delle soglia fissata dalla legge, insieme al suo metabolita (ossia il prodotto dalla degradazione del Glifosato) di nome Ampa.
L’Italia è uno dei maggiori utilizzatori di questo pesticida ed è incluso nel Piano d’Azione Nazionale per l’uso sostenibile dei prodotti fitosanitari (Pan). Il che significa che tutti i Programmi regionali per lo sviluppo rurale (Psr 2014-2020), nei prossimi anni, promuoveranno come sostenibile e incentiveranno l’uso di un prodotto che in realtà è cancerogeno, e classificato, in passato, come interferente sul sistema endocrino e, più di recente, secondo studi del Mit del 2013-2014, alla base di gravi pericoli come l’insorgenza della celiachia. Senza parlare delle correlazioni epidemiologiche tra l’esposizione al glifosato e il linfoma di non-Hodgkin e agli aumenti di leucemie infantili e malattie neurodegenerative (come il Parkinson).
”Chiediamo con urgenza al governo l’applicazione del principio di precauzione in nome della tutela della salute pubblica – dichiara nella lettera Maria Grazia Mammuccini, la portavoce del Tavolo delle associazioni, tra cui Lipu e Pro Natura – e si vieti in via definitiva e permanente la produzione, commercializzazone e l’uso di tutti i prodotti a base di glifosato. Le alternative al glifosato ci sono, e vanno rese note e incentivate – conclude Mammuccini – sia in agricoltura che per la manutenzione del verde pubblico. Si tratta di buone pratiche agronomiche ecologiche, a partire dai metodi di coltivazione biologici e biodinamici, che risultano sostenibili anche nel rapporto costi-benefici, sia a breve che a medio termine”.

 

 

Share Button