Trentino – La carica degli orsetti

Di Gianni Marucelli

Tra tante notizie preoccupanti che provengono dal fronte ambientale, una buona, anzi ottima, fa bene al cuore. E’ stato comunicato dalle autorità competenti che non solo i due cuccioli dell’orsa Daniza (ricorderete certo la sua cattura e conseguente decesso) sono sopravvissuti all’inverno, nonostante la mancanza della madre, ma che i cuccioli nati durante i mesi più freddi, e che quindi ora hanno circa quattro mesi, sono in numero di 13-14. Un successone, probabilmente propiziato dalle temperature che non sono state mai troppo rigide. Concentrati quasi tutti nel Parco Adamello-Brenta, in Trentino, adesso i piccoli stanno cominciando, guidati dalle loro mamme, la fase di apprendistato alla vita libera. Hanno a disposizione almeno cinque mesi, prima di tornare in letargo,

per imparare a discernere le bacche e le piante commestibili (gli orsi sono prevalentemente vegetariani) e a evitare i rischi che l’esistenza in natura comporta, il primo dei quali si chiama “uomo”.

Se è estremamente difficile osservare un orso, è proprio perché l’stinto e l’addestramento avuto dai genitori lo portano a frequentare il meno possibile le zone battute dai turisti (escursionisti, cercatori di funghi ecc.). Gli orsetti rimangono con la madre per due-tre anni, fino a quando, se la fortuna lo consente, divengono adulti e se ne allontanano. In questo lungo periodo, trascorso in parte “in sonno” nelle tane, le mamme sono estremamente protettive nei loro confronti. Il consiglio è quindi il seguente: se vi capita l’insperato caso di avvistare un’orsa coi suoi cuccioli, non cercate di dar loro cibo e tenetevene ben distanti… se fosse a meno di cinquanta metri, un limite di sicurezza che è bene non superare, arretrate lentamente, senza dar sfogo a una eccessiva curiosità o, al contrario, senza cedere alla paura. È certo che un orso non attacca mai l’uomo, ma comunque una madre in apprensione potrebbe mostrare comportamenti aggressivi. È quello che è accaduto alla povera Daniza, che poi ha pagato con la vita il fatto di aver messo in fuga un cercatore di funghi, tanto curioso quanto stupido, per proteggere i propri piccoli.

Benvenuti, quindi, ai nuovi orsetti, che li attenda una lunga vita felice nei boschi e nei prati del Trentino!

 

Licenza Creative Commons
Trentino – La carica degli orsetti di Gianni Marucelli © 2015 è distribuito con Licenza Creative Commons Attribuzione – Non commerciale – Non opere derivate 4.0 Internazionale.
Based on a work at www.italiauomoambiente.it.
Permessi ulteriori rispetto alle finalità della presente licenza possono essere disponibili presso www.italiauomoambiente.it.

Share Button

Il Signor Luigi e le votazioni

Di Carmelo Colelli

MES-MAN-EL-1

A Mesagne c’erano le votazioni, adesso non mi sto ricordando di quale anno, sicuramente doveva essere prima del ‘60.

A quel tempo viveva un signore anziano, contadino, povero ma con tanto cervello in testa, il signor Luigi.

In paese, sulle pareti vicino alla piazza e vicino alla Villa Comunale, avevano affisso tanti manifesti tutti colorati, con le facce dei candidati.

Ogni partito di quel tempo aveva i suoi manifesti ed il suo simbolo, chi una croce, chi un martello con la falce, chi il sole nascente, chi una fiamma e chi altro ancora.

Ogni sera, in piazza “IV Novembre”, il “Sedile”, vi era un comizio e parlava un candidato diverso.

Il signor Luigi, prima di andare a sedersi nella cantina, quella che si trovava vicino alla Chiesa Madre, ascoltava tutti questi discorsi e si faceva un suo parere.

Alla sua età di persone e di parole ne aveva viste e sentite assai.

Il signor Luigi aveva quattro figli e sette-otto nipoti, i nipoti erano tutti grandi, uno era avvocato, un altro ingegnere, un altro professore.

Per tutta la settimana, prima delle votazioni, ogni sera, i nipoti andavano a trovare il nonno, ognuno di loro spiegava le cose buone che il suo partito poteva fare e si faceva promettere dal nonno il voto per il proprio partito e per il proprio candidato.

In quella settimana, al signor Luigi gli avevano mostrati i tanti simboli e i tanti nomi.

Il signor Luigi li aveva memorizzati tutti, non sbagliava mai: quando il nipote avvocato gli domandava il nome del candidato suo, subito il signor Luigi rispondeva e faceva vedere al nipote la casella sulla scheda fac-simile e diceva: “Qui devo mettere la croce e così questo signore amico tuo sale al Municipio!”

Quando veniva il nipote professore, il signor Luigi ripeteva le stesse cose, gli diceva il nome del candidato, prendeva la scheda da sopra il “buffet” e mostrava al professore la casella dove doveva mettere la croce e diceva: “Qui devo mettere la croce e così questo signore amico tuo sale al Municipio!”

La stessa scena si ripeteva con gli altri nipoti, una sera dopo l’altra.

La Domenica mattina, verso mezzogiorno, il signor Luigi, piano piano andò a votare.

Mentre stava andando, alla Porta Grande, incontrò il nipote ingegnere che gli disse: “Ciao nonno! Mi raccomando non ti sbagliare!”, il signor Luigi gli rispose: “Non ti preoccupare non posso scontentarti!”.

Più avanti, nella Villa Comunale, vicino al chioschetto incontrò il nipote avvocato, anche questi gli si avvicinò e gli disse: “Ciao nonno! Mi raccomando non ti sbagliare!”, il signor Luigi gli rispose: “Non ti preoccupare non posso scontentarti!”.

La stessa scena si ripeté con gli altri nipoti.

La sera della Domenica, tutti i nipoti andarono a casa del nonno, volevano sapere per chi aveva votato.

Si ritrovarono tutti insieme, il signor Luigi prese una bottiglia di Rosolio, i bicchieri piccoli e li cominciò a riempire.

Nessuno dei nipoti aveva il coraggio di parlare per primo, il signor Luigi che non era stupido, capì, li guardò uno dopo l’altro e disse: “Lo so perché siete venuti qui stasera, tutti, volete sapere per chi ho votato.”

E prendendo il suo bicchiere disse. “Ragazzi, siete diventati grandi, siete l’orgoglio del nonno Luigi, contadino e poverello, forza, beviamo tutti insieme”, finì di bere quel poco di rosolio, si sedette, li guardò in faccia un’altra volta e disse: “Non ho scontentato nessuno di voi!”

A questo punto, i nipoti cambiarono faccia, com’era possibile che il nonno non avesse scontentato nessuno, due di loro pensarono subito, “vuoi vedere che il nonno non ha capito niente e la croce l’ha messa su tutti i simboli?”.

Il signor Luigi li guardò e disse:

“Voi mi state guardando come uno che non mantiene le cose promesse, ma non è così, io ho votato secondo la mia coscienza, nella mia testa mi sono fatto tutti i ragionamenti, ho sentito tutto quello che hanno detto coloro che hanno parlato nei comizi, li ho guardati in faccia uno per uno, proprio come adesso sto guardando voi, prima di andare a votare ho pensato a quello che era meglio per tutti e non solo per me!”

Si fermò, li guardò ancora una volta uno ad uno e disse:

“Le votazione nella vostra vita ci saranno sempre, ma quando andate a votare, ricordatevi di pensare a ciò che è meglio per tutti e non soltanto per voi, la cosa più importante e quella di votare sempre secondo la vostra coscienza!”.

Si fermò ancora un’altra volte e disse: “Solamente così non scontenterete mai nessuno e farete il bene di tutti!”.

Lu nunnu Cici e li votazioni.

(versione in Mesagnese)

 

A Misciagni staunu li votazzioni, moni non mi sta rricordu cci annu era ma sicuru era esseri prima ti lu

sessanta.

A cuddu tiempu vivia nu cristianu anzianu, villanu, puvirieddu ma cu tantu cirvieddu ‘ncapu, lu nunnu Cici.

‘Ntra lu paesi, ‘nfacci alli pariti, mmeru alla chiazza e ‘nnanzi alla villa, erunu mmiscati tanti manifesti, tutti culurati, cu li facci ti li candidati.

Ogni partitu di cuddu tiempu tinia li manifesti sua e lu simbulu sua, ci ‘na croci, ci ‘nnu martieddu cu lla fauci, ci lu soli ca sta nascia, ci ‘na fiamma e ci atri cosi.

Ogni sera allu sitili nc’era ‘nu cumizziu, ogni sera parlava ‘nu cristianu tiversu.

Lu nunnu Cici, prima cu si va ssetta ‘ntra la cantina, quedda ca stava vicinu alla chiesa matri, si li sintia tutti sti tiscorsi e si facia lu parere sua.

All’eta sua ti cristiani e ddi paroli n’era visti e sintuti assai.

Nunnu Cici tinia quattru fili e setti uettu niputi, li niputi erunu tutti crandi, unu era avvucatu, ‘nnatru ‘ngigneri, ‘nnatru prufissori, e l’atri no mmi li stà rricordu.

Pi totta la sittimana, prima cu si va vota, ogni sera, li niputi sa truvaunu lu nonnu, ogniunu ti loru ‘nci spigava li cosi bbueni ca lu partitu sua putia fari e si facia prummentiri ti lu nonnu lu votu pi llu partitu e pi lu canditato sua.

Li niputi ti nunnu Cici non erunu tutti ti ‘nnu partitu e ognunu ti loru tinia la preferenza sua.

‘Ntra quedda sittimana a nunnu Cici nc’erunu mmustrati li simbuli ti li partiti e li nomi ti li canditati.

Nunnu Cici, si l’era mparati tutti a memoria, no ssi sbagliava mai, quando lu nipoti avvucatu nci dummandava lu nomi ti lu candidatu sua, subbutu nunnu Cici rrispundia e ‘nci facia vetiri allu nipoti puru la casedda sobbra alla scheda facchisimili e dicia: “Quani aggia mmentiri la croci e ccussi stu cristianu amicu tua ‘nchiana allu Municipiu!”.

Quandu vinia lu nipoti prufissori, nunnu Cici facia li stessi cosi, ‘nci dicia lu nomi ti lu canditato, sa ppighiava la scheda ti sobbra allu buffei e ‘nci mmustrava allu prufissori la casedda addo era a mmettiri la croci e dicia: “Quani aggia mmentiri la croci e ccussi stu cristianu amicu tua ‘nchiana allu Municipio!”.

La stessa scena si rripitia cu l’atri niputi, na sera toppu l’atra.

La tumenaca matina sotto menzadia, lu nunnu Cici chianu chianu sciu alla scola pi vutari.

Mentri sta scia, alla Porta crandi, ‘ncuntrau lu nipoti ‘ngigneri ca nci dissi: “Ue’ no! mi raccumandu no tti sbagliari! “e nunnu Cici ‘nci rrispundiu: “No ti prioccupari no tti pozzu scuntintari!”.

Chiù nnanzi sottu alla villa, vicinu allu iosco ‘ncuntrau lu nipoti avvucatu, puru cust’atru si ‘nvicinau allu nonnu e nci tissi: “Uè no! mi raccumandu no tti sbagliari!” e nunnu Cici ‘nci rrispundiu: “No ti prioccupari no tti pozzu scuntintari!”.

La stessa scena si rripitiu puru cu l’atri niputi.

La sera ti la tumenaca, tutti li niputi scerunu a casa ti lu nonnu, vuliunu assapiunu pi cci era vutatu.

S’acchiarunu ‘ntra casa ti lu nonnu tutti anziemi, nunnu Cici, pigghiau la bbuttiglia ti rosolio, li bbicchirini e li ‘ncuminzau a anchiiri.

Nisciunu ti li niputi tinia lu curaggiu cu parlava pi primu, nunnu Cici ca fessa non era, capiù, li uardau unu toppu l’atru e dissi: “Lu sacciù pirceni atu vinuti qua stasera, tutti vuliti ssapiti pi ci aggiù vutatu.”

E pigghiandu lu bicchierinu sua diciu, “vagnù va tu fatti crandi, siti l’orgogliu ti lu nonnu Cici, villanu e puvirieddu, meh ‘nbbivimu tutti assiemi”, furniu ti ‘nbeviri cuddu picca ti rosolio, si ssitau li uardau ‘nfacci nnatra vota e diciu: “non agghiù scuntintatu niscinu ti vui!”.

A custu mumentu li niputi cangiara faccia, com’era possibili ca lu nonnu non avia scuntintatu nisciunu, no putia essiri, toi ti loro pinzara subbutu, “vue viti ca lu nonnu non è capitu nienti e la croci le mmisa sobbra a tutti li simbuli?”.

Nunnu Cici li uardau e diciu:

“Vui mi sta uardati comu a unu ca no mmanteni li cosi ‘mprummintuti, ma non eti comu sta pinzati, iù aggiù vutato secondu la cuscenza mia, ‘ntra la capu mia m’aggiu fattu tutti li raggiunamenti, aggiù sintutu tuttu cuddu ca annu tittu quiddi ca annu parlatu alli cumizi, l’aggiù uardati ‘nfaccia unu pi unu, propria comu moni sta uardu a vui, e prima cu va votu aggiù pinsatu a cuddu ca era megghiu pi tutti e no soltantu pi mei.”

Si firmau, li uardau ‘nnatra vota unu pi unu e ticiu:

“Li votazioni ‘ntra la vita vostra ‘nci sarannu sempri, ogni tantu a ta ssa fari stu tuveri, ma quandu sciati, rricurdativi ca ata ppinzari a ce cosa eti meghiù pi tutti e non a cce cosa è megghiù pi vui e la cosa chiù ‘mpurtanti eti cu vutati sempri sicondu la cuscenza vostra.!”.

Si firmau ‘nnatra vota e poi ticiu: “Solamenti ccussini no scuntintati mai nisciunu e faciti lu bbeni ti tutti!”.

Carmelo Colelli

Licenza Creative CommonsIl signor Luigi e le votazioni di Carmelo Colelli © 2015 è distribuito con Licenza Creative Commons Attribuzione – Non commerciale – Non opere derivate 4.0 Internazionale.
Based on a work at www.italiauomoambiente.it.
Permessi ulteriori rispetto alle finalità della presente licenza possono essere disponibili presso colros@tiscali.it.

Share Button

Bombe in mare, sì del Parlamento

Amici lettori,

vogliamo segnalarvi una notizia apparsa su www.regione.sardegna.it sulla ricerca del petrolio con le bombe sismiche. Cliccate sul link sotto riportato per leggere la notizia direttamente dal sito della regione Sardegna.

Vai alla notizia

piattaforma_petrolifera

Share Button

PRO NATURA FIRENZE, UN’ASSOCIAZIONE “STORICA” SI RICOSTITUISCE

Di Gianni Marucelli

logo1Era nata alla metà di marzo del 1974, prima associazione ambientalista fiorentina in un’epoca in cui il WWF e la Lipu vagivano in culla e Legambiente proprio non esisteva. Parliamo di Pro Natura Firenze, che, dopo quarant’anni di attività, un po’ come è successo, e ben prima, a tanti altri sodalizi, aveva cessato la sua attività proprio al compiersi del suo quarantesimo genetliaco.

Nella sua storia, profondamente legata al contesto delle province di Firenze e di Prato, Pro Natura aveva condotto in prima persona, o condiviso con altri, tante battaglie in difesa dell’ambiente; dalla prima denuncia dettagliata dell’inquinamento del fiume Arno, all’opposizione contro la realizzazione del reattore nucleare sperimentale (PEC) del Brasimone (sull’Appennino, a cavallo tra Toscana ed Emilia), alle lotte per la costituzione di oasi e parchi naturali in provincia di Firenze e di Pisa.

20150526_181539Battaglie talvolta vinte, talaltra perdute: la sconfitta più dolorosa, in termini di danno ambientale, fu certamente quella che riguarda l’attraversamento della valle del Mugello e dell’Appennino tosco-emiliano da parte della TAV (Linea ferroviaria alta velocità), su un tracciato che, secondo il parere degli ambientalisti, avrebbe creato molti problemi. Il tutto si è poi rivelato peggiore della più funesta previsione, il disastro ambientale creatosi è ancora sotto gli occhi di tutti, delle popolazione colpite in primo luogo.

Ma avremo modo di parlarne più approfonditamente su questa rivista; ora è il caso di guardare al futuro, che non si prospetta sicuramente troppo roseo per Madre Natura.

Questa considerazione ha spinto un gruppo di Soci ed ex dirigenti di Pro Natura Firenze a ricostituire l’Associazione, con un’assemblea che si è tenuta a Firenze lo scorso 26 Maggio.

20150526_181550

Il sodalizio, così rinnovato, ha deciso di riconfermare l’appartenenza alla Federazione Nazionale Pro Natura, la quale, a tutti gli effetti, è la più antica associazione ambientalista italiana (1948) ed ancora una delle più importanti a livello nazionale (ne fanno parte circa cento gruppi locali, dalle Alpi alla Sicilia).

Presto il Consiglio direttivo chiarirà quali saranno le linee d’intervento che l’associazione intende seguire; nel contempo inizierà la collaborazione con questa rivista, la cui redazione ha sede nel territorio fiorentino e che curerà un notiziario periodico dedicato alle attività di Pro Natura Firenze.

Gli amici fiorentini che vogliono saperne di più sono pregati di scrivere a pronaturafirenze@libero.it

20150526_181543

 

Licenza Creative CommonsPRO NATURA FIRENZE, UN’ASSOCIAZIONE “STORICA” SI RICOSTITUISCE di Gianni Marucelli ©2015 è distribuito con Licenza Creative Commons Attribuzione – Non commerciale – Non opere derivate 4.0 Internazionale.
Based on a work at www.italiauomoambiente.it.
Permessi ulteriori rispetto alle finalità della presente licenza possono essere disponibili presso https://www.facebook.com/groups/pronaturafirenze/.

Share Button

Merendine e croissant farciti al miele senza il miele… o quasi!

Di Alberto Pestelli

“Runny hunny” di Scott Bauer, USDA ARS – This image was released by the Agricultural Research Service, the research agency of the United States Department of Agriculture, with the ID K7240-6 (next). Questo tag non indica lo status del copyright dell’opera ad esso associato. È quindi richiesto un normale tag di copyright. Vedi Commons:Licenze per maggiori informazioni. English | français | македонски | +/−. Con licenza Pubblico dominio tramite Wikimedia Commons.

Proprio oggi su Controradio (storica emittente radiofonica fiorentina) durante la breve rassegna stampa dei quotidiani on line della mattina, ho ascoltato la sconfortante notizia della contraffazione del miele usato per farcire croissant e merendine varie.

Ebbene… solo l’8% è risultato essere vero miele. Il resto è una miscela di sciroppo di glucosio o saccarosio e il famigerato OLIO DI PALMA!

Dove vogliono arrivare le lobby alimentari lo sappiamo benissimo. Stanno addirittura finanziando ricercatori per smentire gli studi che ne attestano la pericolosità per la nostra salute.

Usando questi espedienti truffaldini si arricchiscono… fanno le “classiche nozze coi fichi secchi”… ma bisogna fare attenzione anche questi: che non si nasconda nei fichi qualcosa di “torto”. C’è da scommettere anche sulla loro falsificazione!

Share Button

Mostra storica del Soccorso

MOSTRA STORICA DEL SOCCORSO

Nell’ambito della
FESTA PER IL 50° ANNIVERSARIO
della FRATELLANZA POPOLARE VALLE DEL MUGNONE
VENERDI’ 12 GIUGNO dalle ore 17.00
saranno presenti in
PIAZZA DEI MEZZADRI, CALDINE FIESOLE
i mezzi che hanno fatto la storia del soccorso.
Iniziativa in collaborazione con Lampeggiante Blu Onlus – Misericordia di Firenze e Gruppo Storico Vigili del Fuoco di Firenze

Share Button

Alla scoperta di Cervo, Imperia

Il caro amico collaboratore Luigi Diego Eléna ci segnala questo importante e bellissimo appuntamento a Cervo in provincia di Imperia.

11219035_10153301614929089_1468305344915955629_n

Domenica 31 Maggio ore 10.00 – Luogo di ritrovo Via II Giugno, Cervo (IM).

“In queste giornate scopri quante bellezze dietro al sipario possano per un giorno essere protagoniste in passerella”
lde

In collaborazione con Festival NuovaMente 2015, Monesi Young organizza un trekking di circa 3 ore alla scoperta dapprima della storia del borgo di Cervo e a seguire un anello lungo i crinali del nostro entroterra!

La visita al borgo durerà circa 1 ora, con la gentile partecipazione di Luigi Diego Eléna che ne racconterà la storia.

Il trekking durerà circa 2.30 ore seguendo il crinale che partendo dalla chiesa di San Nicola si inerpica sino alle antenne e scende quindi nel parco del Ciapà!

Lunghezza del trekking: 7.5 km
Dislivello: 300 m
Difficoltà: E

Munirsi di scarponcini da trekking – crema solare e berretto parasole – spuntino e acqua.

EVENTO GRATUITO APERTO A TUTTI

Al Festival Nuovamente saremo presenti anche con il banchetto di M’IMporta per imparare a fare una raccolta differenziata corretta.

— a Cervo, Liguria, Italy.

Share Button

Trittico del pomeriggio

Di Iole Troccoli

Magritte - Idee chiare

Magritte – Idee chiare

Nuvole in mare

Nuvole in mare

sentiero che disordina luci

– noi ci tenevamo per mano –

l’esitazione del tempo
a sfidarci

nuvole in mare

qualunque fiore
si sarebbe inondato

noi no

noi le saltavamo a piedi uniti
le onde
con le canzoncine belle e nostre
nella testa.

 

La notte

Che bel sole
era lì

mi schiacciava il mare
sulle dita.

La notte
era un fantasma di sudore
sulle lenzuola bianche.

Dalla terrazza
vedevo sempre il golfo acceso

– sempre –

l’acqua ordinata
che si preparava

al blu.

 

Parole

Rosso
il cuore resta rosso

le parole
eterne lune tonde, allora

sono ninfe spaventate
adesso

nascondono nel bosco
la grazia millenaria

escono ed entrano
attraverso voragini
e vuoti.

Le parole, mie amate
soccombono piano
non sono allenate agli urti

alla monotonia del blablabla.

Non c’è prigione
che le contenga
non c’è pudore

tutto è spalmato
spammato

tutto, e le parole piangono
sommesse cercano un appiglio
d’oro
nel bosco che le trattiene

silenziose verità
dormicchiano
sotto coperte di foglie
vecchie.

Bellissime.

Iole Troccoli 23 maggio 2015

 

Licenza Creative Commons
Trittico del pomeriggio di Iole Troccoli © 2015 è distribuito con Licenza Creative Commons Attribuzione – Non commerciale – Non opere derivate 4.0 Internazionale.
Based on a work at www.italiauomoambiente.it.

Share Button

Assemblea Pro Natura Firenze

Pro natura FirenzeComunichiamo agli amici lettori dell’area fiorentina che Martedì 26 Maggio (Martedì) ore 17,30 c/o Sala riunioni Allianz Bank, Piazza Savonarola 6, Firenze, si terrà l’Assemblea di Pro Natura Firenze. Alleghiamo il volantino dell’Assemblea.

La Redazione

Share Button

LOTTA DI POPOLO… CONTRO LA ZANZARA TIGRE!

Di Gianni Marucelli

“Aedes Albopictus” di James Gathany/CDC – This media comes from the Centers for Disease Control and Prevention’s Public Health Image Library (PHIL), with identification number #4487. Note: Not all PHIL images are public domain; be sure to check copyright status and credit authors and content providers. English | Slovenščina | +/−. Con licenza Pubblico dominio tramite Wikimedia Commons.

Rappresenta sicuramente uno dei più “pungenti” effetti della globalizzazione: così minuscola e feroce, la Aedes Albo ictus, in arte Zanzara Tigre, ha colonizzato quasi tutto il pianeta nel giro di pochi decenni, partendo dal natio Centro-America per diffondersi prima in Asia e in Africa, poi in Europa, approdando nella nostra penisola nel porto di Genova, negli anni ’90, con un carico di pneumatici usati da riciclare.

Lì dentro, complice l’umidità, le sue larve sono sopravvissute alla navigazione; si sono palesate poi per la prima volta in Emilia-Romagna, da dove i maledettissimi insetti hanno mosso alla conquista dell’Italia.

Non che da noi non ci fossero già italiche zanzare; la differenza fondamentale tra le nostrane e le “tigre”, come abbiamo imparato a nostre spese, è che le prime pungono solo di notte, le seconde anche di giorno (riposandosi da tarda ora fino a mattino inoltrato).

Sembrerebbe strano per delle ospiti provenienti da regioni molto più calde, ma queste zanzare si sono adattate benissimo a un clima temperato, e riescono a resistere anche negli inverni dell’Europa centro-settentrionale, divenendo attive durante la stagione estiva.

Per sopravvivere, ma soprattutto per riprodursi, la Aedes Albopictus ha bisogno di fare, come ogni buon emulo dei vampiri, un “pasto di sangue”: che quest’ultimo appartenga a un uccello o a un mammifero, poco importa. Le piccole pesti “sentono” le loro vittime, si avvicinano con prudenza facendo un’accurata ricognizione, poi colpiscono: talora vengono scacciate prima di essere “sazie”, e allora attaccano una seconda, una terza volta… Dopo, depongono le uova ovunque vi sia almeno un velo d’acqua, anche se queste possono resistere a periodi di siccità; le zanzare tigre sono madri molto prolifiche, le uova si schiudono in larve, e, in quel che per noi è un batter d’occhio, ecco levarsi in volo un nuovo piccolo esercito pronto a pungere.

Il fastidio che provocano lo conosciamo un po’ tutti (a parte i fortunati che abitano in zone di montagna), ma rappresenta il male minore; il fatto è che questi insetti possono trasmettere malattie gravi, sia agli animali che agli esseri umani.

In Africa sono portatrici della febbre del Nilo e della  febbre gialla; poi dell’encefalite di St. Louis, del dengue, dell’agente patogeno della dirofilariasi e della chikungunya. Di questa malattia si è avuto un assaggio qualche anno fa (2007) in provincia di Ravenna, ove furono colpite circa 200 persone.

Sono a rischio anche i nostri amici a quattro zampe: la dirofilariasi può compromettere gravemente il loro sistema cardiovascolare.

Contro le zanzare adulte le nostre difese sono, ahimè, assai scarse; le cosiddette lampade “azzurre” su di esse non agiscono, gli zampironi neppure, servono insetticidi ad hoc che però non fanno tanto bene alla salute…

Bisogna colpire i piccoli vampiri quando sono ancora allo stadio larvale, togliendo o “trattando” quello che è il loro elemento elettivo, cioè l’acqua in ristagno.

Via quindi i sottovasi, gli annaffiatoi lasciati mezzi pieni in giardino, secchi e ciotole con acqua stagnante; da controllare anche i “gomiti” dei pluviali e delle grondaie; nelle vasche vanno introdotti i pesci rossi, che le larve se le mangiano di gusto. Fondamentale non lasciare scoperti pozzi o altri depositi d’acqua. Ma non basta… È necessario sapersi organizzare e, ove non arriva il singolo, deve giungere l’azione collettiva.

Pian piano, qua e là, dove la pazienza della gente ha raggiunto il limite, il passaparola ha creato dei veri e propri “movimenti anti-zanzare”. Comitati spontanei di persone d’ogni opinione politica, calcistica e religiosa, che si raccolgono intorno a un’unica bandiera: quella che rappresenta una zanzara sbarrata e cerchiata di rosso!

 

 

Scopo ultimo di questi gruppi spontanei, quello di debellare completamente il fenomeno. Ci vogliono organizzazione, pazienza e le “armi” adatte, ovvero i larvicidi che la scienza ci mette a disposizione per impedire che le larve delle zanzare divengano adulti. Devono essere “trattati”, con l’inserimento del prodotto, tutti i tombini pubblici e, possibilmente, quelli privati della zona (quartiere cittadino, frazione o paese che sia), e non una sola volta, ma almeno ogni quindi giorni da Aprile a Settembre, ripetendo l’azione anche in caso di pioggia abbondante.

E’ ovvio che serve il consenso del Comune o del Consiglio di quartiere, e magari un piccolo aiuto da parte delle autorità in merito alla sensibilizzazione della cittadinanza con volantini, informazione sui siti internet ecc. ecc., ma l’azione, per essere efficace, deve partire dalla base, come accade per ogni rivoluzione! È ovvio anche che i larvicidi hanno un certo costo che, almeno inizialmente, deve essere sostenuto dai volontari organizzati: ma si tratta al massimo di qualche decina di euro, che possono essere recuperati con una colletta tra la cittadinanza che beneficerà dell’operazione anti-zanzare.

Chi è stato protagonista di una vicenda del genere, mi assicura che durante il primo anno di trattamento si ottengono consistenti risultati, e, se si ha la pazienza di insistere per altri due o tre anni, si può risolvere definitivamente il problema.

Così, nella frazione del Comune dove risiedo, per portare un esempio concreto, il sottoscritto e altri amici hanno stretto un “patto di sangue” (è proprio il caso di dirlo) e hanno cominciato una lotta senza quartiere contro i minuscoli ma terribili nemici alati, con la speranza di cacciare per sempre gli invasori venuti dalle Americhe da queste terre…

Un po’ troppo melodrammatico per qualche zanzara, dite?

Beh, ne riparliamo tra qualche settimana, dopo che vi sarete stancati di dar la caccia (il più delle volte vanamente) ai piccoli succhiasangue che vi volteggiano intorno…

Lotta alla Zanzara tigre 002Lotta alla Zanzara tigre 001

Licenza Creative CommonsLOTTA DI POPOLO… CONTRO LA ZANZARA TIGRE! di Gianni Marucelli © 2015 è distribuito con Licenza Creative Commons Attribuzione – Non commerciale – Non opere derivate 4.0 Internazionale.
Based on a work at www.italiauomoambiente.it.
Permessi ulteriori rispetto alle finalità della presente licenza possono essere disponibili presso gmaruce@alice.it.

Share Button