Pillole di Meteorologia – Il perché delle temperature elevate degli ultimi giorni di novembre

Di Alessio Genovese

Autunno viale alberato.JPGAutunno viale alberato” di Rics1299Opera propria. Con licenza CC BY-SA 3.0 tramite Wikimedia Commons.

Al lavoro, fra gli amici, in televisione, per strada o direttamente sulla propria pelle penso che siano veramente poche le persone che negli ultimi giorni non abbiano sentito parlare delle temperature, particolarmente elevate per il periodo stagionale, che ci hanno tenuto compagnia soprattutto nelle nostre regioni meridionali e del versante tirrenico fra gli ultimi giorni di novembre e i primissimi di dicembre. Leggermente diverso è stato il discorso per le regioni del medio-alto versante adriatico e di molte regioni del settentrione, dove la copertura nuvolosa e una certa conseguente umidità hanno mantenuto le stesse temperature su valori un po’ più accettabili anche se di certo non inferiori alle medie del periodo. Nelle regioni più colpite dalla risalita di aria calda dal nord Africa si sono avuti generalmente circa 2-3 gradi sopra le medie.

Autunno1Nella redazione di questa pagina web ci si è interrogati sul perché di questo fatto e soprattutto se ciò possa essere attribuibile al global warming (surriscaldamento globale). In realtà, anche se lo stesso mese di ottobre ha fatto registrare dei valori sempre superiori alle medie del periodo, ci si potrà ricordare perfettamente come durante la scorsa estate la situazione sia stata molto differente e in rari casi si è dovuto far ricorso ai condizionatori. Se da una parte non possiamo negare che facendo la somma dei mesi degli ultimi anni le temperature complessive risultino almeno di qualche decimo di grado sopra le medie dall’altro però, come si è già sottolineato in un precedente articolo, non si può nemmeno parlare tanto facilmente di variazioni climatiche prendendo a riferimento un periodo di tempo limitato. Ciò che condiziona le temperature nel brevissimo periodo (settimane o mesi) sono le singole figure bariche che dominano l’atmosfera nella singola stagione presa in considerazione.

BrockenSnowedTrees.jpgBrockenSnowedTrees” di Andreas TilleOpera propria. Con licenza CC BY-SA 3.0 tramite Wikimedia Commons.

 Quello che al momento possiamo constatare è che, forse contrariamente a quanto si poteva ipotizzare solo due mesi fa, le correnti atlantiche continuano a farla da padrone. Forse vi ricorderete come la passata stagione invernale sia stata, eccezion fatta per le Alpi, alquanto umida e piovosa ma per niente fredda. Tale trend è poi proseguito per tutta l’estate consentendo in questo caso di avere frequenti piogge e di limitare l’ingerenza nel nostro paese del famigerato anticiclone africano. A questo punto, però, si sperava che tali correnti atlantiche subissero una battuta d’arresto, sia per ridurre l’intensità dei nubifragi che si sono avuti nei mesi di ottobre e novembre, sia per consentire l’arrivo di un po’ di “sano” freddo nello stivale. E’ innegabile come le temperature elevate che si sono avute dall’inizio di ottobre in poi non abbiano consentito di smaltire la notevole energia accumulata dai nostri mari, e questo ha poi determinato quanto accaduto soprattutto in Liguria. Per quanto riguarda il caldo degli ultimi giorni di novembre, ciò è stato per lo più determinato dallo sprofondare sulla Spagna e sui mari davanti alle coste portoghesi di una rilevante perturbazione atlantica, che ha provocato per tutta risposta una risalita di aria calda (scirocco) sul suo bordo orientale e che ha colpito in pieno l’Italia.

Caldine (FI), Piazza dei Mezzadri sotto la neve - Alberto PestelliLe cose però dal 03 dicembre stanno parzialmente cambiando, perché quello che è rimasto di tale perturbazione ha richiamato aria relativamente fredda da est che in queste ore sta investendo il centro nord della penisola, soprattutto nel versante adriatico. La situazione poi è destinata a cambiare ulteriormente per la prossima settimana, quando finalmente l’Italia potrebbe essere meta per la prima volta di una modesta discesa di aria artico-marittima direttamente da nord. Tale situazione non dovrebbe provocare nevicate fino in pianura, ma sicuramente sulle Alpi e a quote medio-basse sull’Appennino a seconda di dove si concentreranno le precipitazioni. Dove non arriveranno le nuvole si potranno avere la prima aria frizzantina e le prime brinate. A questo punto ci vorrà ancora qualche giorno per far abbassare le temperature dopo gli alti valori degli ultimi due mesi ma per lo meno rientreremo nelle medie del periodo e gli amanti della neve potranno incominciare a sperare in qualcosa d’interessante dalla metà del mese in poi. Ciò non significa che avremo chissà quali grandi ondate di gelo ma sicuramente, come scritto in un precedente articolo, potremo avere un inverno molto più dinamico di quello dello scorso anno. Questo sempre che le impetuose correnti atlantiche ce lo consentano.

Licenza Creative Commons
Pillole di Meteorologia – Il perché delle temperature elevate degli ultimi giorni di novembre di Alessio Genovese © 2014 è distribuito con Licenza Creative Commons Attribuzione – Non commerciale – Non opere derivate 4.0 Internazionale. Based on a work at www.italiauomoambiente.it.

Share Button

Un tempo sono stata sirena

Una “Eco”-poesiprosa di Iole Troccoli

Cesare Viazzi. Sirene.jpg
Cesare Viazzi. Sirene“. Con licenza Pubblico dominio tramite Wikipedia.

Un tempo sono stata sirena.

Piccola, vibrante, raccoglievo azzurro nelle grotte, ombreggiavo il viso col pallore di alghe appena nate, sopportavo il freddo marmo dell’acqua sotto roccia.

Ogni tanto cantavo.

Adolescente, imparavo a far schiumare la coda

che rosseggiava sotto la chiglia incrostata delle navibarriera

che ululavano al mondo-sopra le loro grida salate

di umanità appese agli alberi, a rotolare le vele.

Mi gettavo nello sconforto di saper soltanto nuotare.

Più grande, conobbi le danze dei pesci amici, il loro urtarsi continuo,

il sottovento che urgeva quando le onde alzavano

la schiena e, sopra, era paura senza sonde,

un martirio che buttava corpi nelle profondità dei velieri morti,

nelle cambuse di ruggine scordate anche dalle murene furiose.

Vidi i delfini giocherellare con la mia mestizia, sentii gli abbracci secolari dei polpi

che scrivevano poemi sulla sabbia.

Imparai l’inchiostro segreto delle seppie sguscianti, intravidi sopra un fondale dimenticato

l’ombra del calamaro più grande che cercava le rotte abbandonate dai pirati antichi.

Scoprii che le conchiglie servivano a far di conto

e la linea del mare mi aiutò a salire il tempo dei tramonti

e delle isole inghiottite dalle onde sorelle.

Qualche costruzione umana mi apparve, ogni tanto,

smisuratamente piccola, inutile con le sue reti malvagie

pronte a colpire, a rapire gli amici miei

a portarli immobili sulle loro tavole senza vergogna.

Un grosso granchio mi arenò sulla spiaggia, un giorno d’aprile.

Portava compagnia con le sue chele amare di dolori racchiusi dentro la polpa molle.

Fummo inseparabili per giorni e giorni, mi insegnò la notte per galleggiare sulle acque calde della riva, e poi, a guardare le stelle.

Ormai ero grande, quasi vecchia, o perlomeno antica, i capelli si erano fatti rossi, le squame cadevano a ogni plenilunio.

Alcuni crostacei abbandonarono la mia pelle verde, per esseri più giovani e forti.

Il grosso granchio mi rimase vicino fino alla mutazione.

Accarezzava la mia coda con le sue grandi chele nere e gentili.

Io cantavo, come quando ero piccola.

La voce aveva perso la trasparenza degli oceani lontani, il blu appassionato delle notti di Venere.

Restava l’incanto del ricordo e il granchio lo comprese fino in fondo.

Le gambe lunghe, sottili come anguille appena nate, uscirono all’alba e mi sorressero a malapena. Il granchio, appena le vide, scappò di traverso in mezzo alle ondine che sbattevano sulla sabbia. La schiuma bianca se lo portò via con anelli di dita che scorrevano, velocissimi.

Ricordo che fu un bambino a vedermi per primo. Ero brutta, gli feci quasi paura. La mia voce era terribile, provai a chiamarlo in tutte le lingue che conoscevo ma non si avvicinò. Continuò a guardarmi i capelli lunghissimi pieni di mare perduto finché sua madre non venne a prenderselo, dopo avermi lanciato un’occhiata feroce.

Barcollando iniziai il mio cammino, mi confusi infelice tra la gente che viveva di sopra.

Nessuno sa che un tempo sono stata sirena.

Iole Troccoli 30 novembre 2014

 

 

Licenza Creative CommonsUn tempo sono stata sirena di Iole Troccoli © 2014 è distribuito con Licenza Creative Commons Attribuzione – Non commerciale – Non opere derivate 4.0 Internazionale.
Based on a work at www.italiauomoambiente.it.

Share Button

Invito

Logo IUA 1Gentili lettori, cari amici,

col numero di Dicembre si conclude il primo anno solare de “L’Italia, l’uomo, l’ambiente”, con un bilancio estremamente positivo, per una rivista on line totalmente gratuita, nata e cresciuta tramite l’impegno (ancora gratuito) del Direttore, del Redattore webmaster e dei membri del Comitato di Redazione, oltre a quello degli altri collaboratori sparsi in diverse regioni d’Italia, ma, soprattutto, grazie alle moltissime persone che ci hanno seguito e incoraggiato!

A tutti dedichiamo l’Annuario, che contiene i migliori articoli che abbiamo presentato nel 2014, un volume di circa cento pagine a colori, rilegate, che è a disposizione di coloro che vorranno avere, o desidereranno regalare per le prossime Festività ad amici e parenti, un ricordo molto concreto di questa nostra iniziativa.

Per riceverlo a domicilio via posta, al prezzo di € 20,00 spese comprese, è necessario scrivere alla mail del sottoscritto:

gmaruce@alice.it

richiedendo il volume e dettagliando il proprio nome, cognome e indirizzo e il relativo codice postale, nonché un recapito telefonico per gli eventuali contatti.

Provvederò personalmente a inviare una mail di risposta, nella quale comunicherò le coordinate IBAN sulle quali versare la cifra di cui sopra (E.20,00).

Non appena espletati questi adempimenti, provvederemo celermente all’invio.

I proventi della vendita dell’Annuario saranno utilizzati, oltre che per pagare tutte le spese di realizzazione del libro, per sovvenzionare i costi non elevati, ma pur sempre onerosi, della rivista e dei suoi “allegati” (mini e-book etc.) che rimarranno per tutti gratuiti, a disposizione sulla “rete”.

Grazie a tutti per l’attenzione!

Il direttore

Gianni Marucelli

Share Button