Giornata Mondiale del Libro

giornata-mondiale-libroOggi è la Giornata Mondiale del Libro. A Firenze, in occasione di questo evento, si terrà questa sera un reading alle ore 21,15 nel Parco di San Salvi. Chiunque può portare il proprio libro preferito e, se vuole, può leggerne in pubblico una pagina per un paio di minuti (non di più!). La Giornata Mondiale del Libro è patrocinata dall’UNESCO con l’intento di promuovere la lettura. L’ingresso è libero.

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Download rivista

Cari amici vogliamo comunicarvi che il download della nostra Rivista “l’Italia, l’Uomo, l’Ambiente” sta andando a gonfie vele. I download finora effettuati sia su questo sito, sia sul sito www.spezialefiesolano.it, sono uno stimolo per continuare il nostro impegno che si basa esclusivamente sul volontariato e sulla grande passione di ciascun di noi per l’ambiente e la cultura del nostro Paese. Il numero di Marzo ha avuto 111 download mentre il numero di Aprile ha ottenuto fino ad oggi 83 download. Il primo di Maggio uscirà il terzo numero della rivista con una veste grafica leggermente migliorata e un carico del file meno pesante e quindi più facile da scaricare. I precedenti numeri restaranno a vostra disposizione per molto tempo ancora.

Grazie per la Vostra cortese attenzione

La Redazione

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Gli aforismi di Don Juan, Hidalgo fiorentino

220px-HidalgoSe una maestra dà un santo scapaccione a un discolo dopo averlo richiamato centocinquanta e più volte, rischia il plotone d’esecuzione; salendo nella gerarchia sociale, troviamo psichiatri e psicoanalisti sporcaccioni che insidiano le loro pazienti e, al massimo, si beccano un richiamo dall’Ordine; professori universitari che copiano parte delle tesi dei loro allievi oppure deflorano (si fa per dire!) le studentesse in cambio di un trenta e lode: quasi nessuna conseguenza; ancor più in alto, monsignori pedofili, e politici cui piacciono le/i minorenni agiscono impunemente (se qualche giornalista non li coglie sul fatto). La nostra società vi sembra molto diversa da quella francese del 1789? E dire che non possiamo nemmeno sperare d’inventare la ghigliottina…

© Copyright Gianni Marucelli 2014

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Lungo la via dei Mosaici (XI parte)

Ravenna: Sant’Apollinare nuovo

 di Alberto Pestelli

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281La Basilica di Sant’Apollinare Nuovo non ha avuto sempre questo nome. Fu consacrata nel VI a Martino il Santo di Tours. Solamente a partire dal IX secolo fu dedicata al primo vescovo di Ravenna, Apollinare. Tuttavia, non è stata la prima basilica ad essere dedicata a quest’ultimo santo. Proprio per distinguerla da Sant’Apollinare in Veclo le fu dato l’appellativo di Nuovo. Dal 1996 è entrata a far parte della lista dei “Siti italiani patrimonio dell’Umanità” dall’UNESCO. La basilica fu costruita nel 505 dietro ordine di Teodorico, re dei Goti, che era cristiano di culto ariano. Il primo nome fu Domini Nostri Jesu Christi.

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Quando i bizantini conquistarono Ravenna, l’imperatore Giustiniano la dette in mano alla Chiesa Cattolica che la consacrò a San Martino di Tours. Nonostante il passaggio dal culto ariano – considerato eretico – al culto cattolico, qualche segno della precedente religione sono ancora visibili.

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La fascia sopra gli archi fu cancellata e decorata di nuovo con altri temi. Della vecchia decorazione ariana sono rimasti “la storia di Cristo”, i santi e i profeti. La fascia più bassa fu ristrutturata salvando solo la veduta del porto di Classe e del Palazzo di Teodorico. Tutte le chiese di Ravenna costruite nei periodi che vanno da quello imperiale fino al bizantino sono state decorate con bellissimi, ricchissimi mosaici. Anche Sant’Apollinare Nuovo segue questa moda anche se non risalgono tutti alla medesima epoca.

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La maggior parte risalgono al periodo del Vescovo Agnello (culto cattolico) che con la sua opera di demonizzazione del culto ariano, cancellò i mosaici precedenti tranne quelli appena citati poco prima. Discutere di ogni singolo mosaico della Basilica diventa un’impresa di non poco conto per me.

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Voglio che sia la bellezza delle immagini a parlarvi e a trasmettervi quella stessa sensazione di grandiosità e di estrosità che ho provato nelle due mie visite a Ravenna; anch’io, come tante altre persone, sono rimasto letteralmente a bocca aperta nel godermi ogni singola scena dei mosaici tanto da non riuscire a proferir parola. Tuttavia vedere questi antichi capolavori in una fotografia è riduttivo; vi consiglio di regalarvi una giornata da dedicare a Ravenna e ai suoi luoghi d’arte (e anche di culto…)

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Esco dalla Basilica di Sant’Apollinare Nuovo soddisfatto ma non troppo. Vicino c’è il Battistero Neoniano che mi attende.

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Articolo  © Copyright Alberto Pestelli 2014

Fotografie © Copyright Alberto Pestelli 2012

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Gli aforismi di Don Juan, Hidalgo fiorentino

220px-HidalgoLa Firenze del Rinascimento, come l’Atene di Pericle, vide una fioritura di geni artistici, scientifici e letterari quale non si è avuta mai nella Storia: vi è una spiegazione razionale oppure si può ipotizzare che la nostra città ebbe una concentrazione di fortunate circostanze così enorme che noi, derelitta progenie, ne stiamo ancora pagando il prezzo?

© Copyright Gianni Marucelli 2014

 

 

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La vecchia via Aurelia

di Luigi Diego Eléna

(Tratto dal libro “Freguje du Servu” – Briciole di Cervo)

 Cervo Liguria

La via Aurelia antica non correva in riva al mare ma passava sulle colline retrostanti.

Arrivava da Rollo, continuava sui versanti di Capo Mimosa lungo l’ancor oggi “via Romana antica” fino al Ciapà, superava rio Schenassi sul ponticello poi rifatto nel Medioevo e raggiungeva da monte l’attuale piazza Castello che attraversa oggi, discende lungo la tuttora “via Romana” per superare rio Bondai sul ponticello di pietra all’altezza dell’attuale chiesa di S. Nicola e dirigersi quindi verso la vallata dianese che tuttora conserva al centro di Chiappa una delle pietre miliari che lungo la via Augusta segnalavano la distanza in miglia da Roma.

Onde stroncare ruberie, Roma istituì una serie di “mansiones”, fortificazioni sedi di una guarnigione permanente che aveva il duplice compito di proteggere le carovane e di controllare politicamente gli “infidi indigeni” appena soggiogati. Queste mansioni erano distribuite lungo la strada “per opportuna loca” e la vetta del colle su cui sorge oggi il castello di Cervo, era appunto uno di questi luoghi opportuni sia per la sua elevata posizione strategica, sia per la relativa vicinanza del villaggio degli infidi Ingauni. Queste postazioni potevano così essere agevoli colpi d’occhio per la difesa ed inoltre erano in grado di fornire servizi e mano d’opera, sia per le sorgenti delle Morene che qui vicino scaturiscono, sia per i due moli naturali del Porteghetto e del Pilone che offrivano un facile sicuro approdo anche ad imbarcazioni di notevole stazza.

Per collegare la mansio all’approdo naturale del Porteghetto verrà poi realizzata la mulattiera (già “via Romera” e attuale “Circonvallazione di levante”) che scavalcato presso il Porteghetto Rio Schenassi sul ponticello in pietra raggiunge appunto il mare; da qui la mulattiera (oggi “Via romana antica”) risaliva attraversando l’attuale “regione Casette” per riallacciarsi in quota alla via Julia Augusta.

© Copyright Luigi Diego Eléna 2014

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Fotografando a zonzo…

Monteriggioni (SI)

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Le fotografie sono di Alberto Pestelli © Copyright Alberto Pestelli 2005

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Buona Pasqua

Cari amici, la Redazione di L’Italia, l’Uomo, l’Ambiente, ringraziandovi per il vostro apprezzamento alla nostra Rivista e al nostro sito, augura a tutti voi una serena Pasqua.

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Gli aforismi di Don Juan, Hidalgo fiorentino

220px-HidalgoIl mondo dei sentimenti e del sesso è pieno di ex: ex mariti o mogli, ex uomini (o donne), ex bellissime, ex virilissimi, ex innamorati: difficile solo trovare gli ex cornuti.

© Copyright Gianni Marucelli 2014

 

 

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