Il castello di Gabbiano – San Casciano in Val di Pesa

di Alberto Pestelli

Castello di Gabbiano e la torre originaria © Alberto Pestelli 2015

Castello di Gabbiano e la torre originaria © Alberto Pestelli 2015

Mai avrei visto questo piccolo maniero se non fosse stato grazie a Pro Natura Firenze. Una visita – purtroppo solo dall’esterno, perché il castello ospita un resort – che i responsabili della storica associazione ambientalista fiorentina hanno organizzato per percorrere insieme i sentieri e strade vicinali del Chianti fiorentino. Il tutto impreziosito, alla fine del pomeriggio, da una gustosa merenda con l’olio nuovo, formaggi e affettati e buon vino in un villaggio poco distante dall’antico castello.

Attualmente adibito a resort, il piccolo maniero si trova nel versante che guarda la valle della Greve nel comune di San Casciano in Val di Pesa, in provincia di Firenze.

La prima struttura edificata fu la torre quadrata (XI secolo) usata come baluardo di difesa di quella che fu considerata una delle più importanti vie di transito tra Siena e Firenze. La Posta al centro della facciata principale, la torre quadrata è il nucleo originario del castello. Sicuramente ha vissuto gli eventi delle lotte tra Guelfi e Ghibellini, tra Firenze e la scomparsa città di Semifonte (si trova nel territorio di Barberino Val d’Elsa).

Il castello ha la forma di un quadrato ai cui angoli sono state costruite, nel XV secolo, quattro torri cilindriche che hanno impreziosito esteticamente la costruzione.

Fino al XV secolo appartenne alla famiglia dei Bardi. In seguito, fu acquistato dalla famiglia Soderini, la stessa che dette i natali al famoso Gonfaloniere della Repubblica fiorentina, Piero.

I Soderini persero il castello (fu abbandonato a se stesso) al ritorno dei Medici. Nel 1623 gli fu restituito. Nell’800 appartenne ai Rosselli Del Turco, poi ai Lemmi, che la vendettero ad Arnaldo Cagnina, scrittore (nel ‘900). Dopo essere stato ceduto alla famiglia Arcaini e, infine alla famiglia Beringer Blass, che l’hanno trasformato in un’azienda vinicola e olearia ed è presente nella struttura un resort e ristorante.

L’area esterna è di libero accesso e può essere sfruttata come base per varie scarpinate per gli amanti delle camminate immersi in un ambiente unico, come solo il Chianti sa offrire. Aria pulita, serenità in qualsiasi momento dell’anno. Personalmente, il periodo che amo di più per visitare la campagna fiorentina, è l’autunno. I filari delle vigne si dipingono con i suoi colori accesi e spiccano tra i poggi di cipressi, gli olivi e l’azzurro intenso di una giornata limpida, dove, ogni tanto, si affaccia una piccola nuvola candida che guarda in basso e lesta se ne va.

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Quando nasce una collaborazione…

Carissimi amici, vogliamo rendervi partecipi della nuova e speciale collaborazione con l’amica dottoressa Vania Rigoni della Bottega della Pedagogista proponendo quanto ha scritto nel suo articolo apparso sul suo sito professionale www.labottegadellapedagogista.com

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Turismo: lavorare insieme con lo stesso obiettivo di riuscita per il territorio e per l’impresa

di Luigi Diego Eléna

Bagno Vignoni © Alberto Pestelli 2014

Bagno Vignoni © Alberto Pestelli 2014

Lavorare per intervenire sui dati relativi alle statistiche turistiche è un lavoro congiunto, puntuale senza soluzione di continuità sia degli operatori e sia delle istituzioni.
Ad esempio necessita il quadro complessivo degli arrivi e delle presenze turistiche di tutta l’annata trascorsa in rapporto a quella degli anni precedenti. Sono solo parte degli strumenti di marketing cui riferirsi per costruire obiettivi comuni.
Ma la ragione prioritaria è che se vogliamo decidere seriamente cosa fare, pubblico e privato per rafforzare il settore turistico che è definito da tutti settore strategico di tutta la Regione dobbiamo partire dai dati reali, capire i nostri punti di forza e i punti di debolezza, delineare una strategia convincente.
A chi, cosa, come intercettare la domanda per poi riferirci e soddisfare. La riforma del turismo le risorse per le imprese private e i progetti pubblici di valorizzazione del patrimonio culturale e ambientale finalizzato al turismo, la disponibilità di Enti Locali di investire di più in questo settore sono già buone basi. Molto dipende da noi, dagli investimenti materiali e immateriali coordinati di soggetti pubblici e operatori privati e se superiamo tutti le tentazioni strumentali, può essere una positiva occasione di confronto e di sviluppo di proposte e progetti concreti e innovativi.
Ognuno per la propria responsabilità e conoscenza sia pronto a fare la sua parte che in sinergia e simbiosi è la parte di e per tutti.

 

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CORPO FORESTALE: E così la frittata è fatta

Di Gianni Marucelli

In settimana sarà definitivamente accorpato all’Arma dei Carabinieri

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Si chiude, con una pesante sconfitta per chi è convinto che la difesa dell’ambiente debba, in primis, restare prerogativa di un Corpo altamente specializzato, la triste vicenda della soppressione del Corpo Forestale dello Stato – pensata e condotta a termine dal Governo Renzi sull’input di una riduzione dei corpi di polizia voluta dall’U.E: – che verrà accorpato all’Arma dei Carabinieri e perderà in tal modo la sua specificità (anche se molte delle sue competenze le aveva già perdute, pezzo dopo pezzo, a favore delle varie Polizie Provinciale ecc.). Anche se, nelle parole e probabilmente nelle intenzioni del Comandante dell’Arma, i militi della Forestale dovrebbero ancora svolgere il loro compito fianco a fianco con i nuclei specializzati dei CC, permetteteci di avere moti dubbi in proposito, dubbi suffragati dalle posizioni espresse dai sindacati di categoria, come meglio specificato nel comunicato che traiamo dal sito dell’Ansa Ambiente: Contro la ‘chiusura’ e la militarizzazione del Corpo forestale, i sindacati di categoria Fp Cgil, Fns Cisl, Sapaf, Dirfor, Ugl Cfs e Snf promuovono per domani un presidio a Roma in piazza Montecitorio, davanti al Parlamento, dalle 9 alle 19. Al centro dell’iniziativa l’ipotesi, spiegano le organizzazioni, di “chiudere il Corpo forestale, metterlo inspiegabilmente al servizio del ministero della Difesa, militarizzando i 7.000 uomini e donne che lo compongono”, così come dovrebbe prevedere uno dei decreti attuativi della riforma Madia. “La sicurezza dei cittadini, la protezione dell’ambiente, la difesa del territorio non possono essere messe al secondo posto solo per mantenere i proclami fatti dal governo, con uno spot elettorale di deriva populista”, sostiene la Fp Cgil aggiungendo che “non si può cancellare con un colpo di spugna, contro il parere di tutte le associazioni ambientaliste e animaliste, l’unica forza di polizia specializzata nella prevenzione e nella repressione dei reati in materia di ambiente, biodiversità, benessere animale, agroalimentare, incendi, dissesto idrogeologico, inquinamento, rifiuti, foreste etc”. Così come, prosegue, “non si può, in un paese democratico, e contro il parere di costituzionalisti ed organizzazioni sindacali, militarizzare 7000 uomini di una polizia civile a suon di decreti”.

Non ci resta che sperare in bene. Sta di fatto, però, che questo provvedimento va di conserva con quelli che, nell’ordine, frammentano in tre spezzoni diversi il più grande Parco Nazionale italiano (Stelvio), consentono le prospezioni petrolifere nei nostri mari (in particolare nell’Adriatico), hanno tagliato di fatto gli importi necessari per una gestione efficiente di Parchi ed Aree protette, e con idee assolutamente balzane come quella di riproporre il Ponte sulle Stretto, di berlusconiana memoria…

Se il buon giorno si vede dal mattino, stiamo avviandoci verso un pomeriggio sempre più simile alla “notte buia e tempestosa” del bracchetto Snoopy…

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A proposito di “L’Italia, l’Uomo, l’Ambiente”: dati statistici del 2015

Logo IUA 1A cura di Alberto Pestelli

Un altro anno si è concluso. Ci lasciamo alle spalle mesi di grandi soddisfazioni dal punto di vista editoriale e, nell’accingerci a iniziare il 2016, mi sembra opportuno tirare le somme dell’anno appena concluso. Come lo scorso anno ho preparato una tabella dei download complessivi che riguardano sia la rivista nel formato PDF, sia i supplementi e mini e-book, sia i vari comunicati stampa che ci sono stati inviati dalla Federazione Nazionale Pro Natura e da altri siti ambientalisti.

Se lo scorso anno (2014) abbiamo ritenuto un buon successo aver avuto 3600 download complessivi, i 5594 download del 2015 sono entusiasmanti anche se non abbiamo rispettato l’utopico augurio di ottenere l’esatto doppio previsto. Ci proveremo il prossimo anno a raggiungere 7000 download. Per quanto riguarda le visite al nostro sito abbiamo superato alla grande i numeri del 2014: 40364 per un totale complessivo di 63005 presenze. Nel 2014 abbiamo avuto 22641 visite. Abbiamo avuto visite da tutta Italia ma anche numerosi click da tutto il mondo dagli Stati Uniti d’America, la Gran Bretagna, Germania e tanti altri paesi europei, dal Giappone alla Cina Popolare, a qualche stato africano.

Quindi è comunque un successo più che ottimo. Successo che intendiamo ripetere mettendoci ancor più d’impegno nel garantire un’informazione ambientale più ampia possibile, nell’offrire pagine di cultura e arte, facendovi viaggiare insieme a noi per gli angoli più belli, singolari e caratteristici del nostro bellissimo paese. Un sentito grazie va al nostro direttore Gianni Marucelli per la sua grande professionalità giornalistica e la sua disponibilità con tutti noi. Vogliamo ringraziare la presidenza e il consiglio direttivo di Pro Natura Firenze e la Federazione Nazionale Pro Natura per il loro prezioso sostegno. Un sentito grazie al Comitato di Redazione e ai vari autori che hanno scritto bellissime pagine per la nostra piccola grande rivista: Maria Iorillo, Iole Troccoli, Massimilla Manetti Ricci, Carmelo Colelli, Carmen Ferrari, Anna Conte, Luigi Diego Eléna, Guido De Marchi, Alessio Genovese, Daniela Affortunati, Alessandro Ghelardi, Piero Belletti, Paola Capitani, Ada Ascari, Silvana Omati, Alessandra Scarpino. Grazie amici cari.

Alberto Pestelli, Coordinatore di Redazione

Rapporto annuale dei Download della Rivista, miniebook, supplementi e documenti vari – Dati dal 1 Gennaio al 31 dicembre 2015 – Dati rilevati alle ore 13,30

 

Download complessivi 2014 Download complessivi 2015
3600 5594

 

Download Rivista, supplementi e allegati vari dal 1 Gennaio al 31 dicembre 2015 (dati rilevati alle ore 13,30)

 

Mese Download
Gennaio 503
Febbraio 445
Marzo 346
Aprile 292
Maggio 481
Giugno 361
Luglio 570
Agosto 510
Settembre 564
Ottobre 562
Novembre 482
Dicembre 478
Totale 5594

 

Visite totali al sito dal 1 gennaio al 31 dicembre 2015: 40364 visiteVisite totali al sito www.italiauomoambiente.it dal 6 aprile 2014 (data di apertura del sito) al 20 dicembre 2014: 22641 visite per un totale di visite complessive: 63005

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Parigi, comincia oggi la conferenza mondiale sul clima

Di Gianni Marucelli

Immagine di Carmelo Colelli © 2015

Forse l’ultima occasione per prendere decisioni incisive e vincolanti per tutti, che eviti immense catastrofi nel prossimo futuro: è questa la posta, altissima, della “partita” che si gioca a Parigi da oggi fino al 12 Dicembre. Presenti le delegazioni di quasi tutti gli Stati del mondo, alle spalle un lavoro di mesi per presentarsi all’incontro ciascuno con delle proposte reali e non semplici chiacchiere, si cercherà di raggiungere un arduo, ma alla lunga inevitabile, compromesso tra i Paesi maggiormente industrializzati, quelli in via di rapido sviluppo e coloro che devono ancora uscire dal tunnel del sottosviluppo. L’obiettivo è di stabilizzare il “riscaldamento globale” del Pianeta a meno di + 2° rispetto all’epoca pre-industriale, entro il 2100. Un obiettivo francamente ambizioso, perché comporta che ognuno rinunci a pensare in termini nazionali e locali, per assumere il punto di vista dell’Umanità (e degli altri viventi) nel suo complesso. Bisogna, gradualmente, abbattere l’uso dei combustibili fossili, riducendo l’inquinamento atmosferico a livelli tollerabili; sviluppare nel contempo l’uso delle fonti energetiche rinnovabili; fermare la deforestazione nelle fasce tropicali ed equatoriale (sono i polmoni del pianeta, quelle foreste, e vanno conservate).

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Altrimenti? In realtà siamo già in quell’altrimenti, il fischio finale dell’arbitro è risuonato da un pezzo, siamo ai calci di rigore, per continuare a usare la metafora calcistica. I ghiacciai, anche quelli himalaiani, i più vasti del mondo, si stanno rapidamente sciogliendo, ciò comporterà la progressiva riduzione della disponibilità di acqua dolce e aumenterà il rischio di guerre “per l’acqua”, non solo tra piccole comunità locali, ma anche tra Stati che possiedono le armi nucleari (Cina e India in prima linea). I deserti, e le zone semidesertiche (ad es. il Sahel) si espandono, i terreni agricoli si riducono, cresce la disperazione di interi popoli.

Il fenomeno “migrazione” inevitabilmente interesserà non solo i paesi attorno al Mediterraneo e la vecchia Europa, ma molte altre zone della Terra. E non saranno i risibili “muri” di filo spinato eretti dai leader di paesi come l’Ungheria a fermarlo… Non ci riuscirono gli imperatori romani, figurarsi questi omuncoli…

Solo chi ha fette di prosciutto spesse un dito sugli occhi, come un noto giornalista de “La Nazione”, autore di un delirante articolo apparso questa mattina su tale quotidiano, può nascondersi questa realtà. Per riassumere, a questo “collega” pare che sarebbe stato opportuno annullare la fondamentale conferenza di Parigi sul Clima, dopo gli attentati terroristici, perché il vero, unico pericolo che ci dovrebbe interessare è la minaccia dell’ISIS, tanto tra 50 o 70 anni noi non ci saremo… Bene, tra 50 o 70 anni, se lasciamo andare le cose come stanno ora procedendo, interesserà poco, alle comunità umane che ancora tenteranno di sopravvivere, seguire la Sharìa o i Dieci Comandamenti…

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L’Olanda è un fiore

Giovedì 5 Novembre, presso la Sala-conferenze di Allianz Bank, Piazza Savonarola 6, Firenze, alle ore 17,45 avrà luogo il quinto incontro del Ciclo di conferenze “Itinerari tra Storia, Natura e Culture“, organizzato da Pro Natura Firenze in collaborazione con la rivista “L’Italia, l’uomo, l’ambiente”.

Il Presidente di Pro Natura, Gianni Marucelli, presenterà il nuovo libro dello scrittore-viaggiatore Paolo Ciampi,

L’OLANDA E’ UN FIORE

In bicicletta con Van Gogh

Ediciclo ed. 2015

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Cronaca del tutto particolare di un viaggio, in battello e in bici, per i can ali e le piste ciclabili dei Paesi Bassi, in una terra creata insieme dall’uomo e dalla natura, con in testa gli esempi della grande pittura fiamminga e quel gigante dell’arte, tormentato e creativo, che fu Vincent Van Gogh. Sarà presente l’autore.

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Per ragioni logistiche, l’accesso alla sala-conferenze sarà consentito dale ore 17,40 alle ore 18,00. L’incontro è aperto a tutta la cittadinanza.

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Ciao menestrello, con te se ne va un pezzo di storia fiorentina

riccardo_marasco_musicastrada_butiOggi Firenze piange Riccardo Marasco, il menestrello fiorentino che tutti hanno amato e cantato le sue canzoni in vernacolo. La Redazione de “L’Italia, l’Uomo, l’Ambiente” rende omaggio all’uomo, amico e grande artista riproponendo sia un articolo del nostro direttore Gianni Marucelli apparso su questo sito non molto tempo fa sia due video condivisi da youtube di alcune sue canzoni più famose: l’Alluvione e Vita morte e miracoli di Luca Cava…

Metti una sera a cena… con il cantore della fiorentinità

Di Gianni Marucelli

 

Riccardo Marasco è stato, e resta, il compositore e l’interprete più notevole della canzone popolare toscana.

 

Riccardo Marasco - Foto di Gianni Marucelli © 2015

Riccardo Marasco – Foto di Gianni Marucelli © 2015

Più di dieci anni sono passati da quando ho avuto il piacere di ascoltare la sua voce e la sua chitarra dal vivo, in un contesto assolutamente privato. Stasera lo ritrovo a una cena di amici dello “slow-food”, dedicata alla cucina maremmana, e sembrerebbe che l’acquacotta, i crostini di fegato di coniglio e la scottiglia (piatto di carne eccellente, ma poco conosciuto al di là dei confini regionali) siano i protagonisti della serata, quando in realtà lo è lui: Riccardo Marasco, fiorentino D.O.C., una vita intera dedicata alla ricerca della tradizione dei canti popolari toscani, alla composizione e, cosa che lo ha fatto conoscere e amare da tutti, all’interpretazione mirabile di testimonianze musicali legate alla terra e alle genti di Toscana. Ha 77 anni, Riccardo, ma la sua ironia e la sua verve rimangono intatti, nonostante le amarezze e le delusioni di cui è stata costellata la sua carriera di “menestrello”, così come intatta, seppure un po’ invecchiata, è la celebre chitarra “alata”, sua compagna da sempre negli appuntamenti col pubblico. Il tema del concerto di stasera, in accordo con ciò che il menu propone, è la Maremma, la Maremma qual era con le sue paludi, le sue colline, le sue boscaglie che, oltre ai cinghiali, nascondevano briganti e rivoluzionari, ovvero, più spesso, rivoluzionari che si davano alla macchia e finivano per divenire briganti. E la malaria, la maledizione secolare che ha mietuto più vittime di una guerra, e che è stata debellata da men di un secolo. Di questo ci parla la versione completa (attestata in manoscritti del XVI secolo) di “Maremma amara”, così diversa nella versione che Marasco ci propone come sono diversi i fagioli all’uccelletto che faceva mia nonna da quelli proposti da qualche ristorante alla moda…

Riccardo alterna dotte spiegazioni storiche alla esecuzione di brani, da cui emergono personaggi, famosi e meno, di cui è costellata la lunga vicenda della terra di Toscana: Pia de’ Tolomei, drammaticamente relegata dal marito in un castello sperduto nelle Maremme (“Siena mi fe’, disfecemi Maremma”, così la fa parlare Dante in un celebre verso della Commedia”), il brigante Tiburzi, Domenico Tiburzi, che si batte per se stesso ma, dice la leggenda, anche per riscattare un popolo vessato (tenne in scacco per anni i carabinieri, lo uccisero per un tradimento e lo esposero come una bestia feroce al pubblico ludibrio: e questa è storia, ne rammento la foto d’epoca).

Poi, perché non lo voleva né Dio né il Diavolo, il suo corpo fu sepolto mezzo dentro e mezzo fuori la cinta del cimitero di Capalbio. Marasco canta, la voce un po’ arrochita, e dipinge suggestioni lontane, canta un’antica leggenda del Regno di Napoli e sembra di star dentro “Lo cunto de li cunti” di G.B. Basile, canta le vicende di una famiglia di minatori maremmani, e passa dal serio al faceto, cercando nuovi spunti nel suo immenso archivio mentale. Son passate già le undici, il fuoco nel camino si è spento da un pezzo, Riccardo è stremato. Chiede a quello più vicino a lui, cioè al sottoscritto: “E ora, che si fa?”. “Un classico, di quelli tuoi, poi si va a letto!”. “Il classico, a questo punto, sarebbe proprio di andare a nanna…”, mi risponde, ma poi solleva la chitarra e intona “Firenze bottegaia”, una bellissima canzone composta nel 1989, in cui si percorre la città dando conto di tutte le attività artigianali e commerciali ormai estinte, e si prefigura quello che oggi è divenuto il centro di Firenze, un magnifico scrigno senz’anima. Fioccano gli applausi, regalo a Riccardo un mio libro di poesie, in parte scritte in vernacolo fiorentino. Ci accomiatiamo. La notte di ottobre ci accoglie più umida e fredda, dopo il calore delle emozioni che abbiamo appena vissuto.

Riccardo Marasco - Foto di Gianni Marucelli © 2015

Riccardo Marasco – Foto di Gianni Marucelli © 2015

 

 

 

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Le iniziative congiunte de “L’Italia, l’Uomo, l’Ambiente” e di Pro Natura Firenze

Di Gianni Marucelli

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Gianni Marucelli, direttore della rivista l’Italia, l’Uomo, l’Ambiente e presidente di Pro Natura Firenze, mostra la bandiera della storica associazione ambientalista fiorentina. Foto di Alberto Pestelli

Si sta svolgendo a Firenze il Ciclo di incontri “Itinerari fra Storia, Natura e Culture”, organizzato congiuntamente da Pro Natura Firenze e dalla nostra Rivista. Le prime conferenze hanno avuto per tema, rispettivamente, i danni all’ambiente e alla salute prodotti dalla coltivazione e dal consumo dell’olio di palma – relatrice la biologa nutrizionista Stefania Fineschi -, l’Enciclica “ecologica” di Papa Francesco “Laudato sì”, sulla quale ha portato un’approfondita riflessione il prof. Lauro Seriacopi, e “I poeti italiani di fronte alla Grande Guerra”, argomento che è stato trattato dal nostro direttore Gianni Marucelli, coadiuvato, nella lettura dei testi poetici, da Giovanni Pacini e Gabriella Bigi.

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Foto di Gabriele Patriarchi

In particolare, Marucelli si è soffermato sulla responsabilità di gran parte degli intellettuali italiani, che sostennero allora l’intervento dell’Italia a fianco di Francia, Inghilterra e Russia nel conflitto scoppiato nel 1914: da d’Annunzio a Marinetti, dal gruppo redazionale della rivista fiorentina “La Voce” (Giovanni Papini, in primo luogo) agli irredentisti friulani e trentini (Scipio Slataper, i fratelli Stuparich, naturalmente Cesare Battisti). Molti di loro pagarono questa scelta con la vita.

Egualmente eclatante il cambiamento di opinione che, inevitabilmente, la diretta partecipazione all’immane massacro e agli orrori della guerra di trincea provocò in moltissimi poeti, che pure si erano offerti volontari per il fronte: a cominciare da Giuseppe Ungaretti e da Clemente Rebora, per fare l’esempio di due scrittori che l’esperienza bellica segnò profondamente.

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Foto di Alberto Pestelli

Il Ciclo di incontri proseguirà nelle prossime settimane, presso la sede di Allianz Bank, in piazza Savonarola 6, che gentilmente ha concesso l’uso della sua sala-conferenze.

In programma:

  • Mercoledì 28/10: “Angelo de Lima e Dino Campana, fratelli in follia/poesia”, presentazione della prima traduzione in lingua italiano delle opere del poeta portoghese Angelo de Lima, morto in manicomio nel 1921, la cui vita (contemporanea a quella di Dino Campana) e il cui sperimentalismo poetico offrono molti motivi di riflessione sulle analogie con lo scrittore di Marradi.
  • Giovedì 5/11: presentazione del libro di Paolo Ciampi “L’Olanda è un fiore”, primo di due incontri dedicati alla “scrittura di viaggio”.
  • Giovedì 12/11: presentazione del libro “L’ultimo pirata della Patagonia”, di Tito Barbini, anch’egli scrittore-viaggiatore.
  • Giovedì 19/11: conclude il ciclo, l’incontro con Donatella Alamprese, la più illustre cantante italiana del genere “tango”, che, insieme al chitarrista Marco Giacomini, presenterà una sua personale visione della storia del Tango, con esemplificazioni musicali “dal vivo”.

 

Per tutti gli interessati: agli incontri, che si terranno nei giorni indicati presso la sede di Allianz Bank, Piazza Savonarola 6, Firenze, si può accedere liberamente (ore 17,45).

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Foto di Alberto Pestelli

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Uccellagione, una pratica barbara finalmente abolita

Di Gianni Marucelli

Cacciare uccelli mediante le reti fisse, celate da alberi o altro, è una pratica che risale ai temi antichi, perpetuatasi nel tempo fino ai nostri giorni: un sistema utilizzato sia per uccidere i volatili a scopi alimentari che per imprigionarli al fine di divenire “richiami vivi” per i cacciatori. Se da un po’ di anni il primo scopo è stato esplicitamente vietato, la cattura di diverse specie (tordi, merli, colombacci ecc.) è stata tollerata nel nostro Paese, in barba alle direttive dell’Unione Europea, fino al 23 luglio scorso, quando il Parlamento, nonostante la fortissima opposizione delle lobbies venatorie trasversali a tutti i partiti, ha dovuto recepire la normativa europea. Tutto risolto, quindi?

Nessun uccello potrà mai più essere preso e recluso in misere gabbiette per tutta la vita, per servire a meglio attirare e uccidere i propri “fratelli”? Non pare proprio! Vi sono regioni in Italia nelle quali questa barbara usanza sembra dura a morire: Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna e Toscana, in particolare.

I roccoli (cioè le reti a impianto fisso) continuano a essere stese nei boschi, soprattutto vicini alle rotte dei migratori… ne abbiamo avuto la prova provata quando, pochi giorni or sono, degli amici di Anghiari (AR) mi hanno consultato in merito alla scoperta, durante una passeggiata, di tre individui che, nel bosco, stavano tendendo queste trappole. Alla specifica richiesta di cosa si trattasse, hanno risposto, con una faccia tosta degna di miglior causa, che quelle reti servivano a catturare “piccioni” (alias, a nostro avviso, colombacci) e che le avrebbero tolte dopo una ventina di giorni. In effetti, avevano posto dei cartelli che indicavano tale appostamento, dimenticandosi che, comunque, anche se l’uccellagione non fosse vietata da tre mesi, essa avrebbe dovuto essere consentita con un permesso rilasciato dalle autorità a ciò preposte. Ma, a questo punto, il prelievo di volatili mediante uccellagione è consentito solo a fini scientifici… Gli amici che hanno scoperto l’appostamento hanno fatto delle foto (anche alle auto dei loschi figuri) e inviato una specifica denuncia alla Polizia Provinciale di Arezzo e al Corpo Forestale. Hanno agito correttamente, speriamo che la loro segnalazione venga presa in considerazione da chi di dovere.

Invitiamo i nostri lettori che dovessero trovarsi in una situazione del genere a fare lo stesso, indicando con precisione data, ora e luogo e inviando una raccomandata alle autorità della propria Provincia in merito a quanto rilevato.

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Fonte delle immagine: Wikipedia, Pubblico Dominio

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