Merendine e croissant farciti al miele senza il miele… o quasi!

Di Alberto Pestelli

“Runny hunny” di Scott Bauer, USDA ARS – This image was released by the Agricultural Research Service, the research agency of the United States Department of Agriculture, with the ID K7240-6 (next). Questo tag non indica lo status del copyright dell’opera ad esso associato. È quindi richiesto un normale tag di copyright. Vedi Commons:Licenze per maggiori informazioni. English | français | македонски | +/−. Con licenza Pubblico dominio tramite Wikimedia Commons.

Proprio oggi su Controradio (storica emittente radiofonica fiorentina) durante la breve rassegna stampa dei quotidiani on line della mattina, ho ascoltato la sconfortante notizia della contraffazione del miele usato per farcire croissant e merendine varie.

Ebbene… solo l’8% è risultato essere vero miele. Il resto è una miscela di sciroppo di glucosio o saccarosio e il famigerato OLIO DI PALMA!

Dove vogliono arrivare le lobby alimentari lo sappiamo benissimo. Stanno addirittura finanziando ricercatori per smentire gli studi che ne attestano la pericolosità per la nostra salute.

Usando questi espedienti truffaldini si arricchiscono… fanno le “classiche nozze coi fichi secchi”… ma bisogna fare attenzione anche questi: che non si nasconda nei fichi qualcosa di “torto”. C’è da scommettere anche sulla loro falsificazione!

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In aumento le concentrazioni dei pollini a causa delle variazioni climatiche e dello smog

Di Alberto Pestelli

“Misc pollen colorized” di Dartmouth Electron Microscope Facility, Dartmouth College This image has been retouched by Medium69. Cette image a été retouchée par Medium69. Please credit this : William Crochot – Source and public domain notice at Dartmouth Electron Microscope Facility ([1], [2]). Con licenza Pubblico dominio tramite Wikimedia Commons.

Non è certo una novità che le concentrazioni di pollini liberate ogni anno durante la fioritura siano in aumento.

Quest’anno, addirittura, stiamo assistendo nel nostro paese a un picco di concentrazione molto sopra la media.

La colpa è da ricercarsi soprattutto nelle variazioni climatiche degli ultimi tempi con inverni miti e grande piovosità. Questi fattori, associati – secondo recenti studi – all’aumento dell’anidride carbonica nell’atmosfera, determinano una crescita della produzione dei pollini. La conseguenza è la liberazione degli allergeni che scatenano, appunto, le allergie.

Sono aumentati i pollini che si diffondono grazie all’intervento del vento quali quelli delle cupressaceae nell’Italia centrale (soprattutto in Toscana).

Nel nord Italia si è avuto un aumento dei pollini del frassino (fonte Ansa Ambiente).

A far traboccare il vaso ci sono messi anche quelli di piante che non sono autoctone come ad esempio l’ambrosia (fonte Ansa Ambiente) in Lombardia.

Insomma, ci aspetta un bel futuro di nasi arrossati, pruriginosi, starnuti e occhi lacrimanti (quando va bene…) ma anche una serie di allergie stagionali più complicate che andranno ad aumentare esponenzialmente la spesa farmaceutica… i farmaci non sono certo a buon mercato!

Che cosa fare?

Lo sappiamo benissimo quel che serve per scongiurare almeno l’aggravarsi di tutto questo “ginepraio” (perdonatemi il fiorentinismo ma credo che calzi a pennello).

Noi possiamo comportarci come il corista e dare il LA. Sta a qualcuno più in alto far qualcosa che non siano solo chiacchiere inutili e inconcludenti!

Licenza Creative CommonsIn aumento le concentrazioni dei pollini a causa delle variazioni climatiche e dello smog di Alberto Pestelli © 2015 è distribuito con Licenza Creative Commons Attribuzione – Non commerciale – Non opere derivate 4.0 Internazionale.
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Olio di palma e diabete

Di Alberto Pestelli

Huile de palme biologique 350g.jpg

“Huile de palme biologique 350g” di Romain Behar – Opera propria. Con licenza Pubblico dominio tramite Wikimedia Commons.

Su molti quotidiani nazionali, cartacei e digitali, d’indiscutibile importanza è riportata la preoccupante notizia che conferma i miei dubbi sull’innocuità dell’olio di palma per la nostra salute e per l’ambiente. Ricordo ai nostri lettori un mio precedente articolo apparso nella nostra rivista qualche tempo fa sull’abuso di questa sostanza nell’industria alimentare.

Una ricerca recente della Società italiana di diabetologia ha messo in relazione la sconfortante insorgenza del diabete con l’abuso dell’olio di palma presente in moltissimi dolci e merendine destinate soprattutto ai nostri figli.

Dal metabolismo dell’olio in questione si forma una particolare proteina (p66Shc – la cui espressione è stimolata dall’acido palmitico presente nell’olio di palma) che va a distruggere le cellule beta degli isolotti del Langherans nel pancreas dove viene sintetizzata l’insulina.

Langerhanssche Insel.jpg

“Langerhanssche Insel” di User:Polarlys – Opera propria. Con licenza CC BY 2.5 tramite Wikimedia Commons.

Le cellule beta sono quelle che producono l’insulina, l’importantissimo ormone che tiene sotto controllo la glicemia. Con la loro distruzione insorge la forma più grave della malattia: il diabete mellito insulino-dipendente.

Il danno purtroppo è irreversibile.

Chi lo afferma sono i ricercatori dell’Università di Bari insieme ai colleghi di Pisa e Padova. Il loro studio è stato pubblicato recentemente sulla famosa rivista medica Diabetologia.

Senza addentrarci troppo nella dinamica e nel meccanismo d’azione della sostanza nel processo di distruzione delle cellule beta, riporto le parole del coordinatore dello studio, Francesco Giorgino:

“…agisce promuovendo la formazione di specie reattive dell’ossigeno che sono in grado di danneggiare e uccidere le cellule… promuove l’iperglicemia nel diabete e un aumento della produzione dei fattori coinvolti nell’infiammazione.”

Principali manifestazioni cliniche diabete.png

“Principali manifestazioni cliniche diabete” di Main_symptoms_of_diabetes.png: Mikael Häggström derivative work: Adert – Questo file deriva da: Main symptoms of diabetes.png . Con licenza Pubblico dominio tramite Wikimedia Commons.

Lo studio è quindi non un campanello d’allarme ma bensì “una campana” che suona forte come monito sia per le industrie dolciarie e alimentari in generale, sia per i consumatori che, ignari, assumono alimenti-bomba che minano la salute scatenando una malattia gravissima.

Occorre fare molta attenzione nello scegliere determinati alimenti leggendo attentamente gli ingredienti. Non sempre ciò che leggiamo è chiaro e se si hanno dubbi, è giusto pretendere spiegazioni da chi sta nel settore alimentare.

È necessario sviluppare o sostenere campagne di sensibilizzazione contro l’utilizzo dell’olio di palma e di palmisto nella preparazione di dolci, merendine e di altri alimenti perché non possiamo più tollerare che per far risparmiare le industrie alimentari si giochi con la salute dei cittadini e dei loro figli… un giorno (e ci arriveremo presto) avremo grandissime schiere di diabetici con un incremento incredibile della spesa sanitaria.

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Olio di palma e diabete di Alberto Pestelli © 2015 è distribuito con Licenza Creative Commons Attribuzione – Non commerciale – Non opere derivate 4.0 Internazionale.
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