Ultim’ora: La legge regionale toscana “Remaschi” è passata…

UltimaOra

di Gianni Marucelli

Si potrà sparare sempre e ovunque per tre anni. La Toscana si è suicidata!

Apprendiamo oggi, alle 20,30, che, nonostante le proteste di ambientalisti, animalisti, uomini e donne di sport e di cultura, il Consiglio regionale toscano ha approvato la cosiddeta Legge Remaschi (dal suo primo firmatario), che prevede, in deroga alla legge nazionale sulla caccia, l’abbattimento continuato di circa 250.000 ungulati, un numero enorme, per tre anni, anche nei Parchi nazionali e regionali.
Un provvedimento insensaro, improvvido, antiscientifico, devastante, limitativo della libertà del cittadino di passeggiare nei boschi e nelle campagne senza rumori di schioppettate, che alienerà per lunghi anni ogni simpatia del turismo internazionale per la Toscana.
Un provvedimento che specula sulla carne degli animali uccisi, per la quale è già pronta una filiera di macellazione e rivendita e i cui proventi non si sa ancora a chi andranno.
Una sporca faccenda che chiama in causa la coscienza di noi tutti.
E’ probabile che venga presentato un ricorso alla Magistratura contro questo scempio. O, almeno, noi di “L’Italia, l’uomo, l’ambiente” ce lo auguriamo.

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NOTIZIA BOMBA: IL RE DELL’ERBORISTERIA ITALIANA SE NE VA… A CAUSA INQUINAMENTO!

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Notizia-bomba, oggi 28 novembre, da un Convegno, organizzato dall’Associazione “Cittadinanza Attiva” a Città di Castello, per promuovere una cultura (e coltura) alternativa a quella del sistematico inquinamento derivato dalla coltivazione del tabacco in Val Tiberina (provincie di Arezzo e Perugia). Altre volte ci siamo occupati di questo problema, segnalando come l’Italia sia tra i primi cinque produttori di tabacco al mondo, un prodotto nocivo in tutte le sue fasi, dalla coltivazione all’uso! Ora, Valentino Mercati, l’indiscusso Patron di Aboca, l’azienda leader in Italia e in Europa per l’erboristeria, ha dichiarato pubblicamente che i terreni di sua proprietà non sono più biologicamente adatti, perché inquinati dalle circostanti vastissime colture di tabacco. Ecco quanto dichiarato dal dr. Mercati, testo che riprendiamo dal sito di TV Tevere:

“Non possiamo continuare a lavorare in una vallata che non vuole ascoltare quanto abbiamo già dichiarato”, ci ha risposto Mercati e ha aggiunto: “ho dovuto rinunciare a tutte le azioni che avevo intrapreso verso chi inquina usando prodotti chimici in agricoltura ma devo anche rinunciare alla presenza delle coltivazioni della mia azienda in Valtiberina: stiamo già lavorando da qualche tempo con la Valdichiana, dove abbiamo preso molti ettari per le nostre colture biologiche. Delocalizzeremo inoltre in alcune zone del Marocco una consistente parte della nostra produzione agricola”. Manterrete un presidio in Valtiberina? “Certamente sì: tutta la parte relativa alla trasformazione dei prodotti resta qui. Ma né i sindaci e le istituzioni né il mondo dell’economia locale hanno ascoltato le nostre richieste e necessità. Vuol dire che non siamo importanti per questo territorio. E dunque ce ne andiamo”.

Valentino Mercati, patron di Aboca

Valentino Mercati, patron di Aboca

Inutile qualsiasi commento. Nei prossimi giorni torneremo sull’argomento, cercando anche di pubblicare una sintesi di quanto emerso da Convegno. E’ una notizia che non riguarda soltanto Toscana e Umbria, ma tutto il settore agricolo italiano!

 

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Ultim’ora… IMPORTANTE!

Cari amici ci è appena giunta questa comunicazione importante dal Vertice di tutte le Associazioni ambientaliste.

Senza titolo1TUTTI CONTRO LO SBLOCCA ITALIA

Le associazioni unanimi contestano i contenuti del decreto

 

Uno strumento anacronistico. Un formulario di vecchi progetti che vengono riesumati in nome di un finto interesse collettivo. Unanimi, le 12 associazioni riunite oggi a Roma da Italia Nostra – CTS – ENPA – FAI – Greenpeace – Legambiente – LIPU – Mountain Wilderness – Pro Natura – Salviamo il Paesaggio – Touring Club Italiano – WWF – per l’esame dello “Sblocca Italia”, chiedono al Parlamento che non converta in legge il decreto.

Le associazioni considerano il testo del decreto inaccettabile nei suoi contenuti per gli effetti devastanti che si prospettano per il territorio, per l’economia stessa del Paese e per i suoi profili di illegittimità costituzionale. Una formulazione che continua a vedere nella cementificazione, nello sviluppo infrastrutturale e nello sfruttamento delle risorse ambientali il solo motore di sviluppo della nazione.

Nonostante gli appelli fatti negli anni dalle associazioni di tutela, ma anche da intellettuali ed economisti illuminati, la messa in sicurezza del territorio è la vera emergenza nazionale che continua a essere ignorata dalla politica e che se affrontata porterebbe positive ricadute sul mondo del lavoro.

La semplificazione sbandierata nello Sblocca Italia non è altro che un colpo di spugna al sistema di tutele e l’esclusione totale alla partecipazione democratica nel processo decisionale in tema di infrastrutture, grandi opere, concessioni edilizie, sfruttamento delle risorse naturali ed energetiche dell’Italia. L’introduzione del silenzio-assenso produrrà l’esautoramento delle sovrintendenze. Le “mille Genova” che si ripetono, frutto di questa visione miope della politica, continuano a mietere vittime e produrre danni incalcolabili all’economia e al territorio, ad aziende medie e piccole colpite al cuore dall’ennesimo disastro annunciato.

Le associazioni chiedono misure concrete: prima fra tutte quella di destinare i 10 miliardi di euro previsti per l’inutile autostrada Orte-Mestre agli interventi urgenti per la salvaguardia del territorio.

Altra proposta coinvolgere il sindacato per la ricaduta che queste scelte avrebbero sulle piccole e medie imprese italiane, ora soppiantate per le grandi opere dalle multinazionali.

Infine, le associazioni chiedono un incontro urgente al Presidente del Consiglio per un confronto diretto.

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