Fanum Voltumnae e ipotesi sulla sua ubicazione

Di Alberto Pestelli

Apollo-di-Veio-PL’Apollo di Veio

Voltunna o Vertumno (c’è chi dice anche Voltumna), identificato con il dio Tinia, era la principale divinità del Pantheon etrusco (altre fonti parlano di dea Voltumna e non dio…). Tanto per rendere l’idea, la sua figura era equivalente allo Zeus greco e al Giove romano, oppure equivalente alla dea Grande Madre dei popoli del mare, che fa ritenere gli Etruschi (Tursha) un popolo fratello a quello degli Shardana… La sua importanza era tale che per tutte le città federate delle dodecanopoli etrusche lo veneravano tanto da dedicargli un santuario federale. Si sa per certo che a primavera, ovvero all’inizio di ogni anno (l’anno nuovo iniziava proprio con l’avvento della primavera), i Lucumoni delle dodici città etrusche più importanti (detti anche capi dei dodici popoli) della Lega della dodecanopoli si riunivano per eleggere il rappresentate supremo della Federazione Etrusca. Durante l’elezione si svolgevano feste a carattere religioso e si prendevano decisioni politiche sia interne sia estere. A volte i dodici Lucumoni venivano convocati al santuario per alcune riunioni straordinarie legate, soprattutto, ad affari estremamente urgenti come, ad esempio, poteva essere una minaccia di popoli confinanti. Questo tempio (si presume) era molto conosciuto e riportato da molte antiche fonti. Ma fino a qualche tempo fa nessuno sapeva dove esso era ubicato.

L'Isola Bisentina sul lago di BolsenaL’Isola Bisentina – Lago di Bolsena

Sono state fatte molte ipotesi sull’ubicazione di questo luogo avvolto nel mistero. Una di esse prendeva “spunto” da un’editto di Costantino I – il cosiddetto Rescritto di Spello – che esonerava il popolo umbro di Ispellum a recarsi a Orvieto (Volsinii Veteres, per distinguerla da Volsinii Novi, ovvero Bolsena) per partecipare alle annuali feste religiose della Tuscia e dell’Umbria. Tuttavia pare che questo decreto costantiniano sia un falso scritto in epoca più recente. Infatti tale festa era esclusivamente religiosa e non politica mentre quelle che si tenevano nel Fanum Voltumnae erano sia religiose che politiche. Anche Tito Livio era a conoscenza del Santuario Etrusco ma nei suoi scritti non parla mai dove esso fosse ubicato. L’unica cosa certa è che Tito Livio escludeva che si trovasse a Volsini. Annio da Viterbo, al secolo Giovanni Nanni (religioso e umanista, teologo, studioso di antichità e soprattutto falsario…) nel XV secolo scrisse nella sua opera Antiquitatum variarum volumina XVII di aver identificato la sede del Fanum proprio nella sua città. Annio fu in seguito sbugiardato in quanto la sua opera risultò completamente inventata. Nel XIX fu ipotizzata un’altra sede: Montefiascone. Recentemente la sede del santuario fu identificata con la più antica città etrusca: Tarquinia.

Pietra-nera-Bisentina-300x210La pietra nera ritrovata sull’Isola Bisentina

Recenti scavi condotti a Orvieto dall’Università di Macerata nel periodo tra il 2001 e il 2006, sembrano avvalorare la vecchia ipotesi che proprio Volsinii Veteres era la sede del Santuario Federale degli Etruschi. Gli archeologi hanno ritrovato, sotto la rupe dove c’era l’antica città etrusca di Velzna (Orvieto… Volsinii Veteres era il nome romanizzato), in una piccola piana (detto attualmente Campo della Fiera) un santuario con annesso un tempio (l’unica cosa visibile è il podio quadrato in tufo datato tra il VI e il IV secolo avanti Cristo). Inoltre sono stati ritrovati un pavimento di epoca romana, un muro di cinta, pozzi e fontane e due larghe strade di cui una portava a Bolsena. Ma anche questo ritrovamento ha lasciato molti dubbi. Solo di recente, il dottor Giovanni Feo ha affermato che il luogo dove si trovava il Fanum Voltumnae è sulle sponde del lago sacro, ovvero il lago di Bolsena. A conferma di ciò ha fornito numerose ed eclatanti prove. Sull’isola Bisentina, nel bel mezzo del lago, è stata ritrovata una pietra di diorite che ha un colore bluastro tendente al nero e una misura di 40 cm di lunghezza e 20 cm di altezza. Secondo gli studiosi di Tages (www.tages.eu), una fondazione di archeologi, geologi e altri scienziati, questa pietra è considerata la pietra di fondazione, come ad esempio, nel caso di Roma, lo è il Lapis Niger che fu collocato sotto i fori imperiali ed è ritenuta la pietra della fondazione della città eterna. Lo stesso si può dire della famosa Kaaba, la pietra nera della città sacra della Mecca in Arabia Saudita. Il ritrovamento di questa sacra pietra nera sull’unica altura dell’isola Bizantina fa ritenere che essa sia stata la sede del Fanum Voltumnae, il luogo sacro degli Etruschi.

31a-pozzo-foto14-tnIl pozzo dell’Isola Bisentina

© copyright Alberto Pestelli 2014

Fonti storiche: wikipedia; www.tages.eu

Fonti delle fotografie: forumcommunity.net & www.tages.eu

 

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