Una cartolina particolare da Anghiari… mittente: Angelo Guarnieri

Angelo Guarnieri con Alda Merini

Nato a Castelbuono, in terra di Sicilia, Angelo Guarnieri si è trasferito ancor giovane a Genova, dove attualmente risiede. Medico psichiatra, si è confrontato con la sofferenza degli uomini e delle donne, approdando negli anni ’90 alla poesia, porto che non è negato a nessuno, come ben sottolinea nel preludio della sua ultima silloge, “Tempo nostro” (2014):

Nella poesia c’è posto per tutti.

E in tutti c’è posto per la poesia.

Ma non tutti lo sanno!

Probabilmente, non estranea a questa sua scelta di creatività è stata la frequentazione, sotto il profilo professionale poi anche amicale, con una delle più grandi poetesse italiane, Alda Merini. Angelo ha anche curato l’edizione di un libro, inedito, della Merini, contenente composizioni dedicate a lui e ai componenti della sua famiglia (“Dopo tutto anche tu”, Genova, 2003).

Poeta di ottimo livello, Angelo Guarnieri ci ha fatto pervenire la poesia che pubblichiamo, un omaggio ad Anghiari, borgo toscano da lui molto amato.

anghiari neve - fonte www.lua.it

anghiari neve – fonte www.lua.it

Cartolina

 

Radure di neve questa mattina

nel folto dei tetti di Anghiari.

Il candore lieve e disteso esalta

il rosso antico di tegole e colmi.

Il borgo oggi ha profilo gentile.

Sonnecchia in attesa che il giorno

dispieghi le sue intricate vicende.

Stretti, alberi, mura e campanili

a confermare il corale conforto.

 

Angelo Guarnieri 21/1/2016

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La luna, le isole – una poesia di Iole Troccoli

La luna, le isole

Di Iole Troccoli

Ancora credo che ritorni
a mezza sera
all’apice del giorno
o quando sento il dito adunco
di una disperazione che non trascolora.
Allora penso alle tue nuvole
a quel tuo guardare alto, sempre
alle fotografie del cielo
che portavi in giri di speranze
tra noi, che non ti capivamo
per come ti accendevi in quell’azzurro.

Così, fotografo la luna
e nuvole, quando mi appaiono
in sfolgorante solitudine
creando un cielo sempre differente.
Sono isole, perdibile bellezza
che sfilaccia
l’immenso in un istante si scompone
si perde all’oltre
e tu mi appari
a dirmi quanto tempo ho perso
e perdo
anche a ritrovarti
ché non sei mai andata
e ovunque vieni
in questo mio calvario magnifico
terrestre.

IoleperElisa

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Que’ fattaccio di via Lambertesca…

In occasione della Giornata Nazionale del Dialetto e delle Lingue Locali, proponiamo un’audio poesia in vernacolo fiorentino del nostro direttore Gianni Marucelli, dal titolo “Que’ fattaccio di via Lambertesca” © Gianni Marucelli 2016.

QUE’ FATTACCIO DI VIA LAMBERTESCA

 

Mi trovo, stamattina, a settant’anni

davanti a quell’usciòlo in Lambertesca,

quasi m’aspetto ancora che tu esca

co’ i’ tu’ sorriso e con i tuoi vent’anni.

 

Mi stringo ne’ i’ cappotto un po’ diruto

come la mi’ persona: che coglione!

Metà mese e ho già finito la pensione,

ci avrei altro da fa’, ma sto qui, muto.

 

Forse è andata a dugento la pressione,

e ci ho le vampe, guarda strano i’ caso…

Avevi que’ corpetto tuo di raso

e sotto niente…è quasi un’ossessione.

 

Mi frugo in tasca pe’ chiama’ qualcuno,

ma ora mi rammento: i’ cellulare

ci ha i’ credito finito. Che vòi fare?

Tanto ne i’ mondo non ci ho più nessuno…

 

S’apre l’usciòlo, appare una ragazza,

co’ i’ viso in ombra e con l’ombrello in mano,

capelli neri e lisci: com’è strano

ancora i’ caso: più o meno la tu’ stazza…

 

Alza gli occhi! Suvvia, fatti vedere!

Ah, riconosco quei ciglioni lunghi,

io ‘un confondo le pere con i funghi

e ‘un mi faccio piglia’ per i’ sedere

 

da i’ Tempo, Dio bonino, e dai su’ inganni…

Sei ancora bella, più d’una Madonna,

e t’ho baciata in Via della Colonna

la prima volta…saranno cinquant’anni.

 

Che si sente, signore? ‘Unn’ho capito,

ti sei levata tardi, stamattina?

E’ tanto che t’aspetto… Signorina,

chiami un dottore! Inutile. Gl’è ito.

 

© Gianni Marucelli 2016

Via Lambertesca, Firenze

Via Lambertesca, Firenze

 

 

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Tutta acqua vorrei essere

Una poesia di Iole Troccoli

Tutta acqua vorrei essere
bagaglio inaspettato di potenza
che si scatena ai pressi

limpida marmaglia.

Tutta acqua vorrei precipitare
cascatella che non si accontenta
e fugge
connessa a una danza
di alberi imponenti
lucida
come la meraviglia di uno specchio.

Tutta acqua
vorrei il controllo di ogni perla
covata nel suo guscio
di pesci che gemono
e poi chiudono la bocca
di ovuli nascosti
nel digradare di risacche
colme di benevolenza.

Tutta acqua
e poi marciare
alla volta di grotte
o di banchise
pitturare di verde le baracche
e poi soffiare
ogni goccia di me dentro un’ampolla.

Restituirmi
con il gesto di un polso
che si offre
alla vertigine scomposta
degli oceani.

© Iole Troccoli 12 luglio 2015

 

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Io e il mio specchio

Una poesia di Massimilla Manetti Ricci

Io e il mio specchio
voliamo oltre il dosso
quando l’abitudine
affonda nella sabbia rossa del sole nascente

Giochiamo
tra sassi terrosi di favole mai raccontate
tra bugie vellutate
nei rovi di timori inespressi

Saltiamo nella tela dei rami
tra lividi viola oscillanti di vento
dalla cripta segreta soffia
il brusio di un antico discorso
lasciato a metà e mai più ripreso

Implode il mio specchio
in fogli inchiostrati
da viaggi dentro di me
scelgo il più azzurro
dove un giorno
nel vagabondare perpetuo
incontrerò
all’improvviso
il sentimento che tace.
(Massimilla Manetti Ricci -Borgo alla Collina aprile 2015)

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Il cuore delle nuvole

Una poesia di Iole Troccoli

Il cuore delle nuvole
è un germoglio segreto.

Nasce l’acqua
da un tamburo di suoni

precipitando

come una nave micellare
d’imprendibile
azzurro.

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Il cuore delle nuvole di Iole Troccoli © 2015 è distribuito con Licenza Creative Commons Attribuzione – Non commerciale – Non opere derivate 4.0 Internazionale.
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L’ultimo giorno di sole

Poesia di Anna Conte

Non posso cancellare
dalla mente
quell’ultimo giorno
di sole di agosto.
Tutto rifulgiva
in un candore muto,
immacolato.
Muti eravamo noi
di fronte all’incanto.
Erano gli occhi a parlare
e a sprofondarci
nel mistero dell’incarnazione
di due anime
in un corpo solo.
Lo aspettammo con la gioia
e l’irrefrenabile irrequietezza
di chi non può attendere,
come la terra arida
che ha bisogno di impregnarsi
di gocce di vita,
come l’alba
che vince l’ora mattutina,
e l’abbraccio caldo e avvolgente
di una madre al suo bambino.
L’aspettammo e vivemmo
ogni singolo istante,
intensamente,
con estremo trasporto,
come fosse eterno,
ignari che tale splendore
potesse essere
l’ultimo,
ad irraggiare
germogli di cuore,
verdi speranze
e sogni talmente vivi
da sembrare reali…

Fu quello l’ultimo giorno
di sole di agosto…
fu quello l’ultimo giorno di sole
per me…

Anna Conte 1/6/2015

 

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Trittico del pomeriggio

Di Iole Troccoli

Magritte - Idee chiare

Magritte – Idee chiare

Nuvole in mare

Nuvole in mare

sentiero che disordina luci

– noi ci tenevamo per mano –

l’esitazione del tempo
a sfidarci

nuvole in mare

qualunque fiore
si sarebbe inondato

noi no

noi le saltavamo a piedi uniti
le onde
con le canzoncine belle e nostre
nella testa.

 

La notte

Che bel sole
era lì

mi schiacciava il mare
sulle dita.

La notte
era un fantasma di sudore
sulle lenzuola bianche.

Dalla terrazza
vedevo sempre il golfo acceso

– sempre –

l’acqua ordinata
che si preparava

al blu.

 

Parole

Rosso
il cuore resta rosso

le parole
eterne lune tonde, allora

sono ninfe spaventate
adesso

nascondono nel bosco
la grazia millenaria

escono ed entrano
attraverso voragini
e vuoti.

Le parole, mie amate
soccombono piano
non sono allenate agli urti

alla monotonia del blablabla.

Non c’è prigione
che le contenga
non c’è pudore

tutto è spalmato
spammato

tutto, e le parole piangono
sommesse cercano un appiglio
d’oro
nel bosco che le trattiene

silenziose verità
dormicchiano
sotto coperte di foglie
vecchie.

Bellissime.

Iole Troccoli 23 maggio 2015

 

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L’amore della Mamma

Una poesia di Carmelo Colelli

Madre col figlio - fotografia di Carmelo Colelli © 2015

Madre col figlio – fotografia di Carmelo Colelli © 2015

L’amore di una madre è infinito,

è leggero come l’aria,

è trasparente come l’acqua,

è caldo come un raggio di sole,

c’è sempre!

E ci sarà per sempre!

In questo momento,

una donna sta diventando madre.

In questo momento,

una donna sta stringendo a sé il suo bambino,

seduta per terra nel fango,

dietro di lei echi e bagliori di guerra.

Le madri amano,

abbracciano e proteggono tutte allo stesso modo.

A Voi tutte Mamme un affettuoso Grazie!!!

 

 

(In Mesagnese)

L’amori ti la mamma

L’amori ti la mamma no ffurnesci mai,

eti liggieru comu l’aria,

eti trasparenti comu l’acqua,

eti cauto comu ‘nu raggiu ti soli,

stai sempri!

E rrumani pi sempri!

Propria ‘nta stu mumentu,

nna femmana sta ddiventa mamma.

Propria ‘nta stu mumentu,

nna mamma sta strengi allu piettu lu figghiu sua,

ssittata ‘nterra ‘ntra la mogghia,

cretu a edda ttrueni e lampi ti uerra.

Li mammi volunu bbeni,

mmbrazzunu e proteggunu tutti allu stessu modu.

 

A Vui tutti mammi ‘n’affettuoso Grazzi!

 

10 Maggio 2015

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Nei miei sogni ti vedo dall’alto

Di Iole Troccoli

Fotografia di Alyssa Monks

Fotografia di Alyssa Monks

Nei miei sogni ti vedo dall’alto
come fossi il supervisore mancato
dei tuoi progetti infiniti.

Dove sei, non mancheranno strade
e un campo da coltivare all’alba
quando fremono i tuoi colori.
Sicuramente ci sarà un patio
e stelle buone notturne
che indagheranno meglio di me
sul tuo lavoro.

Nei miei sogni sorridi spesso
come facevi anche prima
e mi appari bella e lucida
indaffarata di gioie.

Io sono muta, ho solo un occhio
che campeggia inquieto
tra le tue nuvole preferite
ti osserva e scruta
senza poter fare.
Niente.

D’altra parte è così che hai deciso
che non potessimo fare.

Ti vedo bella, dicevo
di una fanciullezza leggera
che ancora ti porti addosso
col tuo candore naturale.

Per essere un sogno
mi accontento
mi sveglio
faccio finta tutto il giorno
vado avanti
soprattutto, respiro.

Iole Troccoli 2 maggio 2015

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