Modifiche ignominose apportate in Senato alla Legge quadro sui Parchi e Aree Protette

Era nell’aria, e come avevamo già segnalato sulle pagine di questa rivista, il Senato ha approvato delle modifiche alla Legge 394/91, relativa alla gestione dei Parchi e Aree protette, che di fatto costituisce un vero e proprio attacco contro l’ambiente del nostro già vessato Paese: la classe politica attuale si dimostra totalmente inadeguata, non solo riguardo ai temi economici e sociali, ma anche rispetto a quelli ambientali, che, come tutti sappiamo, rappresentano il cardine del futuro delle prossime generazioni.

Un Convegno, organizzato da molte associazioni ambientaliste, e svoltosi a Trento, ha fatto il punto sulla sciagurata e vergognosa decisione presa, a maggioranza, dalla Camera Alta del nostro Parlamento. Ovviamente, esistono lodevoli eccezioni al pressapochismo di gran parte dei Senatori, e non ci esimeremo in futuro di fare nomi e cognomi di chi, con decisione e impegno, sostiene le ragioni della Natura.

Di seguito riportiamo interamente il documento approvato dal Convegno di Trento, auspicando che possa rappresentare il punto di partenza di una riscossa delle ragioni (e della Ragione) dei difensori dell’ambiente.

Gianni Marucelli

Esiti del convegno nazionale sul futuro delle aree protette italiane, Trento 5 maggio 2017

Il convegno di Trento del 5 maggio 2017 “A cosa servono i Parchi”, inserito nell’ambito di Trento Film Festival con le celebrazioni in onore di Renzo Videsott, pioniere della conservazione della natura, ha visto una partecipazione appassionata, qualificata e purtroppo spesso indignata. Il convegno è stato organizzato dall’Unione Bolognese Naturalisti, Federazione Nazionale Pro Natura, C.I.P.R.A., Mountain Wilderness, Società per la storia della fauna “Giuseppe Altobello”, Associazione Amici Parco Nazionale Gran Paradiso, Società Italiana Scienze della Montagna, Associazione Appennino Ecosistema, Museo delle aree protette “Mario Incisa della Rocchetta” di Camerino, Associazione nazionale Italia Nostra Sezione di Trento, Accademia degli Accesi di Trento,

Tra gli obbiettivi più importanti del convegno c’era quello di fare il punto su quanto sta accadendo in Parlamento ai danni della Legge Quadro sulle Aree Protette, la 394 del 1991, la “piccola costituzione delle Aree Protette”.

A Giorgio Boscagli (coordinatore assieme a Francesco Mezzatesta del Gruppo dei 30, un movimento di autorevoli figure del mondo della conservazione della Natura, animate da passione civile e indignate per la vera e propria demolizione dei principi-cardine della legge) era stato affidato il compito di relazionare sul tema. Quella che segue è la sintesi, in 10 punti essenziali, della sua relazione largamente condivisa dai partecipanti al convegno. Il documento del Gruppo dei 30 subito dopo l’approvazione in Senato (9.11.2016) evidenzia un panorama generale di disattenzione rispetto ai bisogni veri dei parchi e di scarsa consapevolezza dei risultati di 25 anni di applicazione della Legge Quadro. Il nefasto progetto di legge è passato in Senato contro il parere di tutte le associazioni ambientaliste italiane: si vuole abbassare la tutela del patrimonio naturale del Paese a favore dei potentati locali, eliminando di fatto l’indipendenza dei parchi nazionali e il loro ruolo di barriera contro gli interessi delle lobbies, mentre gran parte della politica sembra avere perso di vista gli interessi generali del Paese soprattutto nel campo del consumo di suolo.

Ecco le 10 fra le peggiori misure e omissioni della cosiddetta “riforma” della legge 394/91 (il p.d.l. 4144 della Camera dei Deputati, detto Caleo dal nome del suo relatore al Senato):

1) Per la nomina del Presidente non si chiede più alcun titolo concernente la conservazione della Natura, che è la “missione” dei Parchi, ma solo una generica “esperienza nelle istituzioni, nelle professioni, ovvero di indirizzo o di gestione in strutture pubbliche e private”. Un modo ambiguo per dire che saranno privilegiati i titolari di carriere politiche che non si sa più dove collocare!

2) Il Direttore, figura centrale della gestione, non sarà più scelto in base alle competenze naturalistiche e culturali, ma secondo una non meglio precisata “esperienza professionale di tipo gestionale”; e non sarà più nominato dal Ministro dell’Ambiente in un elenco di esperti (che esiste, pur non aggiornato da anni e che si vorrebbe abolire!) ma dal locale Consiglio direttivo, di fatto dal Presidente del Parco che sceglierebbe il Direttore tra i suoi yesmen. Come se alla direzione dei grandi musei italiani mettessimo un bravo ragioniere, purché dica “signorsì”;

3) Gli agricoltori entrerebbero a far parte dei consigli direttivi. E allora perché non i 100 altri soggetti economici presenti nei Parchi? Sembra un modo come un altro per modificare subdolamente la rotta delle Aree Protette e spingerle verso una logica di impresa pura, in aperta contraddizione con la loro missione istituzionale;

4) Le attività economiche presenti nei Parchi con impatto sull’ambiente, come gli impianti di estrazione di idrocarburi o di captazione delle acque, pagherebbero royalties, decretando in tal modo la fine dell’indipendenza dei parchi stessi: si può ben immaginare che sensibilità sul tema avrebbe un Presidente che viene dalla politica locale!

5) All’interno dei Consigli direttivi le componenti scientifica e conservazionista (già oggi fortemente ridotte rispetto all’originaria composizione) diminuirebbero ancora a favore dei portatori di interessi locali o diretti.

6) Tra le omissioni più gravi: nulla si dice circa il necessario potenziamento della sorveglianza, totalmente insufficiente all’interno delle aree protette;

7) E ancora no comment sull’altra situazione totalmente ignorata e ai limiti dell’esplosione: il problema delle dotazioni organiche, letteralmente ridicole in almeno 19 parchi nazionali sui 23 esistenti e tali da comprometterne la funzione;

8) Sul Parco Nazionale del Delta del Po, che assieme alla Camargue è la più importante area umida del Mediterraneo, citiamo: “ il mancato raggiungimento dell’intesa tra Regioni precluderebbe l’adozione di un decreto sostitutivo del Governo”. Leggasi: non si farà mai!

9) Fumosa ed evanescente la trattazione del tema attività venatoria: modificando la legge nelle cosiddette “aree contigue” ai parchi (l’art. 32 della storica legge 394/91: uno dei tanti articoli volutamente inapplicati) la caccia sarebbe permessa anche a cacciatori provenienti dall’esterno senza definire in alcun modo il “carico venatorio massimo” (unico criterio realistico di moderazione di impatto). Mentre la gestione faunistica – confusa con il controllo della fauna – viene affrontata in un modo del tutto superficiale e irrealistico.

10) Del tutto aggirato e disatteso il principio (presente nella 394/91) della completa omologazione delle aree marine protette ai parchi nazionali, lasciandole invece in una situazione di indeterminatezza e in balia di improbabili consorzi di enti locali con “briciole” spacciati per “fondi”.

CONCLUSIONI. È difficile pensare che un progetto di legge sia totalmente negativo, pensato in contrapposizione a quelle che sono le reali esigenze della “fetta di Paese” che andrà a regolamentare. Qua e là nel progetto di riforma qualcosa di accettabile c’è pure. Ma un auspicio lo si può esprimere, stante la grande contrapposizione manifestata nel Paese contro il nefasto progetto di legge – ai limiti della indignazione civile. Le cose più giuste, ragionevoli e opportune sarebbero, a giudizio del Gruppo dei 30 e dei partecipanti al convegno:

  • Sospendere pro-tempore e con assoluta urgenza la discussione in Parlamento dell’attuale progetto di riforma;
  • Indire immediatamente e tenere nei tempi più brevi possibili la 3^ Conferenza nazionale sulle aree protette (che manca da 15 anni!) prevedendo la partecipazione attiva di tutte le componenti dei Parchi, a partire da chi ci lavora;
  • Prevedere una rilevazione “sul campo” dei bisogni e delle condizioni, almeno in tutti i parchi nazionali italiani e almeno in un rappresentativo campione delle diverse aree protette regionali, da parte delle Commissioni Ambiente di Camera e Senato (per la 394 questo fu fatto, e ora?).
  • Tornare a una non frettolosa audizione nelle Commissioni di tutte le componenti titolari di esperienze utili nella gestione delle aree protette;
  • Una revisione profondissima del testo attuale del progetto di legge alla luce dei risultati di quanto sopra.

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Censimento del cervo al bramito – Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi

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Il Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi ci invia la locandina e il pieghevole in cui si invitano tutte le Associazioni ambientaliste a propagandare l’iniziativa del censimento dei cervi “al bramito” (e dei lupi all’ululato), che si svolgerà a Settembre nel territorio del Parco stesso. Si cercano volontari, per questa attività che si svolge prevalentemente di notte. Diffondiamo con molto piacere!

A tutte le Associazioni ambientaliste toscane ed emiliano-romagnole.

Siamo ad inviarvi in allegato la lettera d’invito al prossimo
Censimento del cervo al bramito (più locandina e brochure dell’evento)
da parte della Direzione del Parco Nazionale delle Foreste
Casentinesi, Monte Falterona e Campigna, con preghiera di massima
diffusione tra i vostri circoli, affiliati e interessati.

L’evento si terrà nell’area protetta dal 24 al 26 settembre prossimi.
Grazie per l’attenzione e un cordiale saluto,

Dott. Mattia Speranza
Collaboratore D.R.E.Am. e PNFC per la realizzazione dell’evento

Fonte della fotografia: http://www.gonews.it/2014/04/02/stia-un-censimento-sui-cervi-nel-parco-del-casentino-ascoltati-i-bramiti-almeno-370-gli-esemplari-maschi/

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Assemblea Pro Natura Firenze

Pro natura FirenzeComunichiamo agli amici lettori dell’area fiorentina che Martedì 26 Maggio (Martedì) ore 17,30 c/o Sala riunioni Allianz Bank, Piazza Savonarola 6, Firenze, si terrà l’Assemblea di Pro Natura Firenze. Alleghiamo il volantino dell’Assemblea.

La Redazione

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A PARIGI, IL PROSSIMO DICEMBRE, CONFERENZA EUROPEA SUI CAMBIAMENTI CLIMATICI: GLI AMBIENTALISTI ITALIANI GIA’ SI MOBILITANO

Prefazione di Gianni Marucelli

Nel Dicembre 2015, a Parigi, i Governi dell’Unione Europea decideranno come intervenire nei prossimi anni per limitare i drammatici cambiamenti del clima già in atto.

L’obiettivo è quello di abbattere le emissioni di Anidride carbonica nell’atmosfera, che causano “l’effetto serra” e sono quindi da individuare tra i principali fattori del riscaldamento globale.

In vista di questo importantissimo appuntamento, tutte le Associazioni italiane che si battono per la tutela dell’Ambiente hanno sottoscritto una comune linea d’azione, come descritto nel comunicato che riportiamo integralmente:

clima

Clima

 

Nasce la coalizione italiana in vista di Parigi 2015

 

Già 50 le associazioni aderenti

 

Tante associazioni diverse per storia, cultura, obiettivi e ragioni sociali, insieme con un unico obiettivo: contrastare i cambiamenti climatici dando vita a una coalizione aperta a tutti quelli che condividono l’obiettivo di costruire iniziative e mobilitazioni comuni e diffuse, così da raggiungere la massima sensibilizzazione possibile sulla lotta ai cambiamenti climatici e sul prossimo appuntamento con la COP21 di Parigi.

La Coalizione italiana “Parigi 2015: mobilitiamoci per il clima”, organizzerà eventi nazionali e territoriali per sollecitare all’azione contro i cambiamenti climatici, per favorire la conversione del modello agricolo verso il biologico valorizzando il contributo dell’agricoltura alla riduzione delle emissioni, per bloccare il programma governativo di sviluppo delle trivellazioni, per avviare la costruzione nei diversi settori industriali di un modello produttivo che acceleri la transizione energetica in corso, garantendo i livelli occupazionali, per un futuro pulito, efficiente e rinnovabile. Per raggiungere questo obiettivo, sarà necessario interloquire con il governo italiano e con l’Unione Europea perché assumano posizioni utili in sede di COP 21, a cominciare dal formale riconoscimento che la ‘Just Transition’ debba essere parte integrante del quadro politico che l’UE adotterà per organizzare la transizione verso un’economia a basse emissioni di carbonio oltre il 2020. La terza azione della coalizione riguarderà invece la comunicazione, con iniziative mirate all’informazione verso l’opinione pubblica e i giornalisti, per diffondere la consapevolezza delle sfide che si giocheranno a Parigi, degli effetti dei cambiamenti climatici sul pianeta e sulla vita di tutti, e delle prospettive che serie politiche di mitigazione e adattamento potrebbero portare nel nostro paese come in tutti i paesi del globo.

Ecco, in sintesi, gli impegni che le 50 associazioni che hanno dato vita oggi alla coalizione “Parigi 2015: mobilitiamoci per il clima”, hanno deciso di affrontare in vista dell’appuntamento di Parigi.

“I cambiamenti climatici rappresentano oggi un’emergenza globale e locale, che mette a rischio la vita di persone, specie ed ecosistemi – si legge nel documento approvato dalla Coalizione -. In pericolo c’è la sicurezza di intere popolazioni in ogni area del pianeta, costi economici, difficoltà crescenti nell’accesso all’acqua, riduzione della produzione agricola, aggravamento delle condizioni di povertà e nuove cause di conflitto e di fuga: oggi si pongono esplicitamente questioni di giustizia climatica nel mondo.

Se le cause antropiche sono ormai condivise a livello scientifico mondiale e si è tutti concordi sul fatto che in gran parte dipendono dall’esplosione negli ultimi secoli dell’utilizzo delle fonti energetiche di origine fossile e della deforestazione, oggi esistono le conoscenze e le soluzioni tecnologiche per sviluppare un’economia fossil free, che apre prospettive di nuovi settori produttivi con importanti ricadute occupazionali e che sviluppa una nuova democrazia energetica”.

La COP21, che si terrà a Parigi il prossimo dicembre, rappresenta allora una tappa molto importante nella battaglia contro i cambiamenti climatici, ma molte sono le resistenze, guidate soprattutto dalle lobby delle vecchie fonti energetiche, e molte sono le timidezze che i governi stanno dimostrando. Per questo non si può dare per scontato che l’esito della COP21 sia positivo, e sia cioè varato un accordo efficace, equo e incisivo, che permetta davvero di raggiungere l’obiettivo di mantenere il riscaldamento globale ben al di sotto dei 2°C.

Per noi oggi è necessario e urgente agire perché, grazie alla pressione dell’opinione pubblica e delle organizzazioni della società civile, si riesca a strappare un accordo legalmente vincolante e in linea con le indicazioni della comunità scientifica – dichiarano le associazioni della coalizione -. Per questo è nata la Coalizione italiana “Parigi 2015: mobilitiamoci per il clima”, perché Parigi apra un percorso concreto e condiviso da tutti i Paesi, nel quadro di una responsabilità comune e differenziata in rapporto al contributo storicamente dato alle emissioni di CO2.

Vogliamo arrivare con una grande partecipazione alle mobilitazioni internazionali del 28 novembre prima e di dicembre a Parigi poi”.

Primi promotori

ACLI, AIAB, AIIG, ARCI, ARCI CACCIA, ARCI SERVIZIO CIVILE, ASUD, AUSER, CEVI – CENTRO DI VOLONTARIATO INTERNAZIONALE DI UDINE, CGIL, CIA, COLDIRETTI, CTS, FEDERCONSUMATORI, FIAB, FIOM, FOCSIV, FONDAZIONE CULTURALE RESPONSABILITA’ ETICA, FORUM ITALIANO DEI MOVIMENTI PER L’ACQUA, GREENPEACE, ISDE-MEDICI PER L’AMBIENTE, ISTITUTO NAZIONALE URBANISTICA – INU, ITALIAN CLIMATE NETWORK, KYOTO CLUB, LA NUOVA ECOLOGIA.IT, LEGA PESCA, LEGAMBIENTE, LINK, LIPU, LUNARIA, MAREVIVO, MOVIMENTO CONSUMATORI, MOVIMENTO DIFESA CITTADINO, OXFAM, PRO NATURA, RETE DEGLI STUDENTI MEDI, RETE DELLA CONOSCENZA, RETE PER LA PACE, RINNOVABILI.IT, RSU ALMAVIVA, SALVIAMO IL PAESAGGIO, SBILANCIAMOCI, SI’ RINNOVABILI NO NUCLEARE, SLOW FOOD ITALIA, SPI – CGIL, TOURING CLUB ITALIANO, UIL, UISP, UNIONE DEGLI STUDENTI, UNIONE DEGLI UNIVERSITARI, WWF ITALIA

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Pro Natura Firenze

Pro natura Firenze 2Con 40 anni di attività, che la rendono l’associazione ambientalista più antica di Firenze, dopo un periodo di “riposo”, Pro Natura Firenze riprende il suo percorso. Assemblea dei soci e simpatizzanti il prossimo 26 maggio. L’associazione è da oggi presente come gruppo aperto a tutti anche su Facebook, dove è possibile iscriversi.

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Fate la Rivista insieme a noi!

Logo IUA 1

L’Italia, l’uomo, l’ambiente non è un periodico on line come la maggior parte degli altri: è un modo semplice ma efficace per far conoscere e per difendere l’ambiente in cui viviamo. Per questo, tutti i nostri collaboratori sono volontari e, in maggioranza, non sono professionisti della comunicazione.

La loro ricompensa è costituita dal veder pubblicati i propri scritti e dalla consapevolezza di poter contribuire, in questo modo, a preservare la ricchezza naturale, storica, artistica e culturale del nostro Paese.

Stiamo cercando di “coprire” tutte le regioni italiane con i nostri servizi: per raggiungere questo obiettivo, abbiamo bisogno che chi ci legge, se ne ha il tempo e la voglia, collabori, senza alcun impegno formale, con noi, inviandoci articoli che trattino le peculiarità delle zone in cui vivono, ivi incluse le denunce di situazioni di abuso del territorio, che troppo spesso passano sotto silenzio.

È bene che ciascun scritto sia corredato di immagini fotografiche (non professionali), meglio se proprie, oppure prese dal web specificando la fonte di provenienza (la miglior fonte è Wikipedia che, come noi, si avvale delle licenze Creative Commons). Oppure, se non avete o trovate alcuna fotografia, ci penseremo noi usando, come detto sopra, Wikipedia.

Le regioni in cui maggiormente abbisognamo di collaboratori sono le seguenti: Piemonte, Valle d’Aosta, Veneto, Trentino-Alto Adige, Friuli-Venezia Giulia, Marche, Abruzzo, Molise, Campania, Calabria, Sicilia.

 

Chi vuole entrare in contatto con la redazione, può scrivere indifferentemente al Direttore Gianni Marucelli o al Responsabile della Redazione Alberto Pestelli ai seguenti indirizzi:

 

Il Direttore, Gianni Marucelli

 

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Un anno…

Logo IUA 1Cari amici lettori, oggi il nostro sito www.italiauomoambiente.it compie un anno. In questi 365 giorni abbiamo raccolto tanti consensi da tutta Italia. Ci hanno fatto visita alcuni utenti di altre nazioni non solo europee ma delle Americhe e dell’Asia. In un anno abbiamo avuto quasi 34000 visite. Per noi è un grande risultato che ci auguriamo di raddoppiare per il prossimo anno.

Grazie per la vostra amicizia

La Redazione.

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Buona Pasqua

La Redazione di L’Italia, l’Uomo, l’Ambiente augura a tutti i suoi lettori affezionati

BUONA PASQUA

Buona_Pasqua

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Gravi danni della tempesta di vento al Ranch Margherita (AR)

Il fortunale che ha colpito la Toscana la settimana scorsa ha determinato molti danni anche al Ranch Margherita di Meleto Valdarno (AR). Il Ranch, che opera da venti anni con lo scopo di rivalutare gli asinelli come “amici dell’uomo”, impiegandoli in particolare nella pet-therapy con bambini e ragazzi disabili, è anche un centro di educazione ambientale di prim’ordine e si occupa anche di assistere animali in difficoltà. Ne abbiamo parlato varie volte su queste pagine.

Fortunale 1Fortunale2Ora, asinelli e umani hanno bisogno di aiuto!

Ci rivolgiamo ai nostri lettori perché contribuiscano, anche con piccole somme, a ricostruire ciò che è andato distrutto.

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Potete mettervi in contatto direttamente con i responsabili del Ranch, Roberto e Cristiana, telefonando loro al numero: 339 5449315

oppure scrivendo una mail all’indirizzo: info@ranchmargherita.it

oppure, ancora, inviando piccole somme in contanti, in busta chiusa, al seguente indirizzo: Ranch Margherita – 52022 Meleto Valdarno (Cavriglia)

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IL GOVERNO RENZI SMEMBRA IL PARCO NAZIONALE DELLO STELVIO

Nonostante i reiterati appelli di tutto il movimento ambientalista, il Governo Renzi ha deciso oggi di procedere allo “smembramento” del Parco Nazionale della Stelvio, dopo 79 anni dalla sua creazione. Questo Parco è il più grande di tutto l’arco alpino e uno dei più vasti d’Europa: protegge sistemi ecologici unici, già stressati dai cambiamenti climatici e dal turismo di massa. Ora, il suo smembramento e il passaggio delle competenze a una Regione, la Lombardia, e a due Province autonome, Trento e Bolzano, ne mette seriamente in crisi la funzione.
Sempre più ci appare evidente come la politica ambientale sia ritenuta dal Governo in carica come un peso obsoleto e ingombrante, e come i buoni propositi espressi a parole si dimostrino un fiume di chiacchiere inutili e dannose.
Chiediamo ai nostri lettori di esaminare attentamente il documento che la Federazione Nazionale Pro Natura ci ha fatto pervenire .

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